Carburanti, Faib Confesercenti Modena: “Con lo stop agli sconti, il gasolio torna il più caro d’Europa”
Con la fine dello sconto straordinario sui carburanti, dovuta all'interruzione del taglio delle accise, la tassazione sul gasolio in Italia torna ai livelli ordinari, riposizionando il nostro Paese ai vertici negativi della classifica europea per il peso fiscale alla pompa. A lanciare l'allarme è Marcello Morelli, presidente provinciale della Faib Confesercenti Modena (Federazione Autonoma Italiana Benzinai), che esprime forte preoccupazione per le ricadute economiche su imprese e famiglie.
«Da qualche giorno - spiega Morelli - le accise sul gasolio sono tornate alla quota ordinaria di 67,29 centesimi di euro al litro. A questa cifra, sul prezzo finale alla pompa, va aggiunta l'Iva al 22%. Si tratta di una pressione fiscale insostenibile, un primato europeo che penalizza drammaticamente la nostra economia. Anche nella nostra Provincia il prezzo medio oscilla tra 1,85 e 1,98 al litro: è evidente che i consumatori non possono farsi carico di un carico fiscale così sproporzionato rispetto al resto d'Europa. Il rischio, di tutta evidenza, è che questo aumento non si limiti a colpire chi si rifornisce alla pompa, ma inneschi una pericolosa reazione a catena».
La decisione dell'esecutivo di non rinnovare il provvedimento di sconto è stata motivata dal recente calo del prezzo del petrolio all'ingrosso. I listini internazionali hanno infatti registrato una flessione rispetto ai picchi dello scorso mese di marzo, quando le quotazioni avevano subito una violenta impennata a causa delle tensioni geopolitiche e della temporanea chiusura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, il mancato prolungamento della misura di riduzione si è tradotto in un immediato e pesante rincaro per gli utenti finali. Questo rincaro, segnala Faib Confesercenti Modena, provocherà inevitabilmente un effetto domino sull'intera filiera dei beni di consumo. In un Paese come l'Italia, dove la stragrande maggioranza delle merci viaggia su gomma, l'incremento del costo del gasolio si riflette istantaneamente sui costi di trasporto e della logistica, con il concreto pericolo di scaricarsi sui prezzi al dettaglio di alimentari e beni di prima necessità.
«Il rincaro delle accise rischia di diventare un comodo alibi dietro cui nascondere aumenti ingiustificati. Infatti alcune compagnie petrolifere stanno alzando i prezzi senza ragione, al di là di quanto giustificato dall'andamento dei listini internazionali del greggio, approfittando di uno scenario internazionale confuso. Servono meccanismi urgenti di riduzione di prezzo stabili», conclude Morelli.
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