“10 donne ammazzate cosi” Il caso del mostro di Modena arriva in televisione con Carlo Lucarelli
MODENA - Un mistero lungo oltre quarant'anni, rimasto a lungo nell'ombra e dimenticato dalle cronache nazionali, si appresta a tornare al centro del dibattito pubblico. Il caso del "Mostro di Modena" sbarca in televisione in prima serata su Rai 3 sabato 26 settembre con il racconto e la ricostruzione del maestro del noir Carlo Lucarelli, per poi rimanere disponibile in streaming sulla piattaforma RaiPlay.
Una scia di sangue trovata nelle nostre campagne
La vicenda non riguarda soltanto la periferia del capoluogo, ma tocca da vicino il nostro territorio e la nostra comunità. Tra il 1985 e il 1995 la provincia fu teatro del ritrovamento di dieci corpi di giovani donne, uccise con ferocia e abbandonate in fossi, argini o campagne isolate.
Alcuni tra i casi più drammatici ed emblematici sono avvenuti proprio a San Prospero e nelle sue frazioni:
* Staggia di San Prospero: l'8 marzo 1990 venne ritrovato all'interno di un fosso il corpo senza vita della ventunenne Fabiana Zuccarini.
* San Prospero: nel febbraio del 1992 venne rinvenuta nelle nostre campagne Anna Abruzzese, morta per strangolamento.
* Le altre vittime: la tragica sequenza di quegli anni comprende i nomi di Giovanna Bellentani, Fiorenza Begliardi e Graciella Rivera negli anni '80, Claudia Santachiara (1989), Donatella Guerra (strangolata e accoltellata lungo il fiume a San Cesario), Marina Balboni, Anna Maria Palermo (trovata nel 1994 a Corlo) e Monica Abate, trovata morta all'inizio del 1995 nella sua abitazione, considerata l'ultima vittima accertata della scia.
La maggior parte delle ragazze condivideva una situazione di profonda fragilità sociale e la drammatica spirale della tossicodipendenza da eroina.
L'intuizione del "Mostro" e le ombre sulle indagini
All'epoca dei fatti, la portata complessiva delle sparizioni e dei macabri ritrovamenti venne colpevolmente sottovalutata. Fu l'intuizione di un giornalista di cronaca locale ad unire per primo i puntini di questa scia di sangue, coniando l'espressione "Mostro di Modena" e ipotizzando la presenza di un unico assassino seriale.
I dettagli emersi dalle autopsie e le analogie tra i vari delitti non bastarono allora a dare una svolta alle indagini. A pesare sui ritardi investigativi fu soprattutto un pesante pregiudizio sociale nei confronti delle vittime, le cui morti vennero liquidate troppo frettolosamente come fatti isolati legati al mondo dello spaccio e della prostituzione.
La battaglia per la verità e il racconto in TV
Oggi, a distanza di decenni, i familiari delle vittime non si arrendono e continuano a chiedere verità e giustizia. Con le moderne tecnologie di analisi forense e la comparazione delle tracce di DNA sui reperti dell'epoca conservati, la Procura punta a riaprire capitoli mai davvero chiusi.
La puntata speciale su Rai 3 guidata da Carlo Lucarelli farà luce su questa pagina buia della cronaca locale, dando voce ai testimoni, ai familiari e agli atti giudiziari per restituire dignità e memoria alle dieci giovani donne.
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