A Modena + 68% per i reati informatici, in arrivo 150 milioni di euro per la cyber sicurezza
MODENA - La sicurezza dei dati è diventata una componente essenziale della continuità aziendale. I dati elaborati da Confartigianato mostrano come dal 2019, in un quinquennio i reati informatici denunciati nella regione sono aumentati del 53%. Secondo gli ultimi dati provinciali disponibili (2043), Modena registra 3.459 denunce ed è la provincia emiliano-romagnola con la crescita più elevata nel periodo: +68%. Un quadro che si confronta con una maturità ancora non pienamente adeguata delle PMI.
“Secondo il Cyber Index PMI 2025, realizzato con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, solo il 16% delle PMI raggiunge un livello di maturità adeguato nella gestione della sicurezza informatica” spiega Sabrina Poli, responsabile IT di B.More.
Per questo, B.More, società di consulenza e servizi alle imprese – continua – intende fare della cybersecurity una componente ordinaria della gestione aziendale e non una risposta emergenziale da mettere in campo dopo un attacco. È con questo obiettivo che abbiamo rafforzato la partnership strategica con NODE, realtà specializzata in soluzioni e competenze in ambito cloud e cybersecurity, con l’obiettivo di rendere più accessibili le soluzioni di cybersecurity alle piccole imprese.
“Il dato di Modena dimostra quanto la minaccia cyber sia diventata concreta. Per questo, lavoriamo con le imprese sia per prevenire le vulnerabilità, sia per preparare l’organizzazione a gestire i tentativi di attacco cyber, limitando i danni e ripristinando, qualora necessario, l’operatività”.
In questo scenario si inserisce il Voucher Cloud & Cybersecurity, promosso dal Mimit con il supporto di Invitalia, il quale mette a disposizione ben 150 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle PMI e dei lavoratori autonomi. Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili a fondo perduto, da un minimo di 4mila euro fino a un massimo di 20 mila euro per azienda.
Il sostegno pubblico riflette una consapevolezza, spiega la responsabile: “la sicurezza dei dati non è solo una questione privata che riguarda la singola impresa. Perché la protezione contribuisce alla sicurezza delle sue relazioni economiche, delle filiere e dell’intero tessuto produttivo locale. Investire in cybersecurity significa proteggere non soltanto la propria azienda, ma una parte dell’ecosistema economico in cui si opera. Le risorse pubbliche possono aiutare a compiere questo passo e a trasformare la cybersecurity in un investimento concreto sulla continuità aziendale”.
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