A Ferrara i racconti dei ciclisti trapiantati arrivati a conclusione di un tour durato 500 chilometri
FERRARA - Momenti molto toccanti, nella Sala del Consiglio del Comune di Ferrara, ascoltando i racconti dei ciclisti trapiantati arrivati a Ferrara al termine di un tour durato 500 chilometri, tra Marche ed Emilia Romagna, per testimoniare l’importanza del trapianto e, dunque, della donazione di organi (nella gallery le immagini dei momenti più significativi dell'evento).
Accolti dall’assessora alle Politiche sociosanitarie del Comune di Ferrara Cristina Coletti e dalla Direttrice del Distretto Ausl Centro Nord Marilena Bacilieri (in rappresentanza della Direzione generale delle Aziende sanitarie), affiancate dai vertici Aido regionali (la presidente Alessandra Luppi) e provinciali (il presidente Roberto Baroni) e dalla dottoressa Silvia Bortolazzi (Coordinatrice Provinciale Donazione di organi e tessuti).
Storie personali di uomini e donne che, dopo il trapianto, sono davvero rinati e hanno ripreso non solo a vivere ma anche a fare sport ad alti livelli. Questo il messaggio dell’iniziativa promossa dall’Associazione Amici del Trapianto di Fegato di Bergamo, giunta alla sua ventesima edizione.
Una vera e propria carovana composta da medici, volontari e ciclisti; un sodalizio fondato da pazienti e familiari con l'obiettivo di sostenere chi affronta il percorso del trapianto e diffondere la cultura della solidarietà, rappresenta il cuore propulsore di questo progetto. Da vent'anni l'associazione porta avanti un'opera instancabile di sensibilizzazione, dialogando con i giovani nelle scuole, le famiglie e le strutture sanitarie per trasformare il dolore in speranza e futuro.
“Questo è un momento prezioso - ha dichiarato in apertura l’assessora alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara, Cristina Coletti -, che unisce sport, salute, solidarietà e soprattutto dà un messaggio di vita. Le storie di queste persone raccontano concretamente cosa può significare ricevere una seconda possibilità e tornare a progettare la propria vita. In questa direzione si inserisce anche il protocollo che il Comune di Ferrara ha sottoscritto con Azienda Usl e Aido, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul valore della donazione e di favorire una scelta consapevole al momento del rilascio della carta di identità, quando si è chiamati ad esprimersi sul consenso alla donazione. Esprimo un sincero ringraziamento ai promotori dell’iniziativa, l’associazione Amici del Trapianto di Fegato di Bergamo, ai familiari, alle realtà associative e ai sanitari per l’impegno quotidiano su questi temi”.
“Siamo molto lieti di aver partecipato a questa iniziativa – ha detto a sua volta la dottoressa Marilena Bacilieri – che evidenzia l’importante sinergia tra Istituzioni di questo territorio per la salute della cittadinanza. Le nostre Aziende sono costantemente impegnate in azioni di sensibilizzazione e quella sulla donazione organi è molto importante per dare possibili risposte a persone affette da patologie che non hanno altra possibilità di cura se non il trapianto. Molto importante anche la formazione, sia degli operatori sia dei cittadini, partendo già dal mondo della scuola”.
“Questa sinergia è molto importante per fare sensibilizzazione e diffondere messaggi positivi nei confronti della donazione, di organi così come di sangue e tessuti” le ha fatto eco Roberto Baroni.
Anche per contrastare, ha aggiunto la presidente regionale Alessandra Luppi, “l’aumento di indecisione che sta emergendo, a livello nazionale, nei confronti della dichiarazione di volontà”.
“Il valore di manifestazioni come questa, nate dalla straordinaria spinta e dall'impegno di realtà come l'Associazione Amici del Trapianto di Fegato di Bergamo, risiede nella capacità di fare rete sul territorio, unendo le istituzioni, il mondo sanitario e il volontariato in un unico grande obiettivo: informare e sensibilizzare i cittadini – ha detto la dottoressa Silvia Bortolazzi -. Solo attraverso una collaborazione sinergica e costante possiamo accrescere la consapevolezza e consolidare una cultura della donazione che è, prima di tutto, un gesto di straordinaria civiltà e generosità sociale”.
Al termine della suggestiva cerimonia, l'associazione ha fatto omaggio agli interlocutori ferraresi, di un libro con storie di vita di persone trapiantate e di famigliari di persone che hanno donato gli organi.
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