Thunder Town, nove mesi di lavoro per 45 minuti di spettacolo: il paese costruito dietro Mad Max
SAN FELICE SUL PANARO – Lo spettacolo principale durerà circa 45 minuti. Per prepararlo sono serviti mesi.
È probabilmente questo il modo migliore per capire che cosa sia realmente Thunder Town, al di là delle immagini spettacolari, delle auto distrutte, dei costumi post-apocalittici e delle atmosfere che il 10 e 11 ottobre invaderanno San Felice sul Panaro.
Dietro poche ore offerte al pubblico c’è infatti una macchina organizzativa partita molti mesi fa e composta in larghissima parte da volontari. Gli organizzatori parlano di oltre 200 figuranti, con partecipanti provenienti anche da Toscana, Veneto e Romagna. Persone che hanno preparato costumi, scenografie, mezzi e ambientazioni cercando di trasformare il centro di San Felice non in una semplice rappresentazione teatrale, ma in un vero set cinematografico.
La differenza, spiegano, sta proprio nella ricerca del reale.
Non fondali dipinti per simulare il mondo post-apocalittico, ma autobotti, vecchie automobili, bidoni, strutture metalliche e materiali autentici trasformati e inseriti nelle scenografie. Una parte importante del lavoro è stata realizzata recuperando ciò che altrimenti sarebbe stato buttato. Colori destinati allo smaltimento sono stati riutilizzati. Vecchie lenzuola sono diventate stoffe di scena dopo essere state tinte e asciugate durante l’estate. Legno e materiali già impiegati negli eventi precedenti sono tornati a nuova vita.
Sono stati realizzati centinaia di cartelli e costruite ambientazioni destinate a durare magari soltanto poche ore, giusto il tempo di entrare negli obiettivi dei fotografi.
È esattamente questo lavoro invisibile che diventerà anche un film. Durante tutta la preparazione di Thunder Town sono state infatti realizzate riprese professionali e immagini con smartphone impostati per garantire una qualità uniforme. L'obiettivo è produrre un docufilm legato alla Film Commission che non racconterà soltanto ciò che accadrà durante la manifestazione, ma soprattutto ciò che è successo prima.
Le riunioni. La costruzione dei set. I volontari al lavoro. Le prove. Gli imprevisti. La conferenza stampa. Tutto quello che normalmente scompare nel momento in cui arrivano gli spettatori. Perché è facile vedere uno spettacolo di tre quarti d’ora. Molto meno facile è immaginare i mesi di lavoro necessari per costruirlo.
Ed è forse proprio qui che Thunder Town racconta qualcosa che va oltre Mad Max: la capacità di una comunità di mettere insieme competenze molto diverse e trasformare un’idea improbabile in un progetto collettivo. A San Felice scherzano definendosi “i Furiosi”. A giudicare dal lavoro che hanno messo in piedi, la definizione non sembra poi così lontana dalla realtà.
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