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08 Novembre 2026
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Biomedicale, ricercatori, medici e produttori di dispositivi medici si incontrano a Innovabiomed

“Nei prossimi mesi la sanità italiana si gioca il suo futuro per almeno due generazioni; credo e spero che questo futuro possa cominciare ad essere costruito a Verona perché l’incontro fra conoscenza e innovazione sarà cruciale. Nell’ambito del Recovery Fund abbiamo fatto una serie di proposte alla Commissione europea che riguardano la trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale. L’Italia ha talento, creatività e capacità che però devono coordinarsi meglio e credo che da Verona possa partire questo percorso di svilupo”. Così Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, intervenendo ieri mattina a Verona alla conferenza stampa di presentazione della seconda edizione di Innovabiomed, il network place per l’innovazione biomedica che si svolgerà in presenza il 26 e 27 ottobre 2020 al centro congressi Palaexpo di Veronafiere, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. Innovabiomed è un evento realizzato da Veronafiere, il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia, in collaborazione con distrettobiomedicale.it, il portale di riferimento del Distretto biomedicale mirandolese, il più importante polo biomedicale d’Europa. Partner organizzativo è RPM Media.

Digital health, robotica, stampa 3D, medicina rigenerativa, intelligenza artificiale, oncologia di precisione, aspetti economico-finanziari e investimenti per lo sviluppo del settore sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati nel corso dell’evento. Obiettivo dell’edizione 2020, che ha come titolo “Oltre l’emergenza”, è mettere in contatto ricercatori, medici, produttori di dispositivi e loro fornitori, stimolando una riflessione e un confronto sulle nuove frontiere della ricerca medico-scientifica e sugli scenari del settore sanitario, guardando al futuro ma mettendo al centro le innovazioni già applicabili.

Il settore dei dispositivi medici in Italia genera un mercato che vale 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 3.957 aziende, che occupano 76.400 dipendenti (dati Confindustria Dispositivi Medici). Si tratta di un tessuto industriale diversificato e caratterizzato da un’occupazione altamente qualificata. L’emergenza Covid-19 ha evidenziato l’importanza strategica di questo comparto per garantire la salute e il benessere dei cittadini. Affrontare un virus sconosciuto, infatti, richiede un grande lavoro di ricerca multidisciplinare con importanti ricadute industriali. La risposta delle aziende italiane alle crescenti richieste di dispositivi medici da parte degli ospedali è stata immediata: le imprese hanno intensificato la capacità produttiva, riconvertito, dove possibile, e innovato. Se il biomedicale italiano è un’eccellenza a livello mondiale, per restare tale deve poter contare su un importante lavoro di “sistema”. Servono competenze, investimenti e la massima collaborazione fra i tre settori a cui si rivolge Innovabiomed: il mondo della ricerca scientifica, quello dei produttori di dispositivi medici e le strutture sanitarie utilizzatrici. Alle Istituzioni poi il compito di creare le condizioni per la crescita della filiera e per favorirne la competitività, anche sul piano internazionale.

L’idea del network place di settore nasce grazie all’intuizione del chirurgo Carlo A. Adami, innovatore e pioniere di tecniche chirurgiche e presidente del Comitato scientifico e da Marco Gibertoni, manager nel settore biomedicale. Il Comitato scientifico è composto, oltre che da Carlo A. Adami, da altri tre professionisti di altissimo profilo scientifico: Luigi Bertinato, coordinatore della struttura della Clinical governance e responsabile della Segreteria scientifica della Presidenza dell'Istituto superiore di Sanità; Gino Gerosa, professore ordinario di Cardiochirurgia della Facoltà di medicina dell’Università di Padova, direttore del Centro di cardiochirurgia e del Programma trapianto di cuore e assistenza meccanica dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova e presidente della Società italiana di chirurgia cardiaca; Giampaolo Tortora, professore ordinario di Oncologia medica della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Cancer center e della Oncologia medica della Fondazione Policlinico universitario Gemelli IRCCS.

Il programma prevede relatori di rilievo internazionale, un’area business con la presenza di aziende altamente innovative e oltre 20 appuntamenti fra convegni, tavole rotonde e workshop.  “The Health Care (R)Evolution” è il titolo del convegno inaugurale in programma il 26 ottobre alle ore 9.30. L’emergenza Coronavirus ha messo in evidenza criticità e punti di forza dei sistemi sanitari ponendoci una serie di interrogativi importanti; è giusto chiedersi, quindi, come superare la logica dell’emergenza guardando alle sfide del medio e lungo periodo e come fare tesoro di quanto accaduto, sostenendo l’innovazione. Tra gli eventi della giornata di martedì 27 ottobre: “Salute e sanità fra umanesimo e tecnologia”, in cui si analizzeranno i risvolti sociali ed economici dell’innovazione, il rapporto tra pubblico e privato, aspetti assicurativi e finanziari nonché temi etico-religiosi legati all’evoluzione tecnologica; Virtual hospital, small & big data management and digital health, incontro dedicato al tema della gestione dei dati in ambito sanitario, della telemedicina e delle potenzialità legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Fra gli ospiti dell’evento del 26 e 27 ottobre: Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore, direttore scientifico Istituti clinici scientifici Maugeri, presidente del Mission board for cancer della Commissione europea, presidente della World federation of public health associations, coordinatore del comitato scientifico della Fondazione Human technopole, consigliere del ministro della Salute; Mauro Ferrari, presidente e ceo Dxt Inc. e professore di Scienze farmaceutiche dell’Università di Washington; Tommaso Ghidini, responsabile della Divisione Strutture, Meccanismi e Materiali dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea; Carlo Calenda, membro della Commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia del Parlamento europeo; Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria Dispositivi Medici; Marco Elefanti, direttore generale Fondazione Policlinico universitario Gemelli IRCCS; Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri; Alberto Minali, membro del Consiglio per l’Economia dello Stato della Città del Vaticano; Giuseppe De Donno, direttore di Struttura complessa pneumologia e Utir Asst Mantova - Ospedale Carlo Poma. A Innovabiomed verrà presentato il francobollo emesso dal ministero dello Sviluppo economico dedicato all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nel centenario della sua fondazione. Per l’occasione è in programma la partecipazione di Grazia Pertile, chirurgo vitreo-retinico, esperta internazionale di patologie retiniche e di terapie innovative, con un intervento dal titolo: "Il trattamento di patologie retiniche che possono portare alla cecità. Prospettive fra retina artificiale, terapia genica e cellule staminali".

Innovabiomed è un evento patrocinato da Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona, Università di Verona e Università di Padova. Partner di Innovabiomed sono Confindustria Dispositivi Medici che organizza il convegno “Dispositivi medici: le sfide del settore tra regolamenti europei ed emergenza sanitaria” e Confimi Sanità con il convegno “La robotica nella riabilitazione delle persone con disabilità: stato dell’arte e prospettive future”. Sponsor della seconda edizione di Innovabiomed è CPL.

Novità 2020 è il Premio Innovabiomed che verrà assegnato dal Comitato scientifico alla realtà più innovativa fra quelle presenti all’evento, con particolare attenzione alle giovani imprese.

Il programma, in aggiornamento, è disponibile sul sito www.innovabiomed.it. Sempre sul sito dell’evento saranno acquistabili a breve i biglietti d’ingresso.

 

 

DICHIARAZIONI DEI RELATORI INTERVENUTI ALLA CONFERENZA STAMPA

Maurizio Danese, presidente di Veronafiere

“Innovabiomed è uno dei primi eventi in presenza che inaugura la ripresa di Veronafiere dopo il lockdown. Una manifestazione quanto mai d’attualità in questi tempi di Covid-19, perché parlare oggi di salute significa riferirsi ai progressi della ricerca e delle tecnologie più innovative dell’industria applicate al campo medico, temi portanti della rassegna. Il settore dei dispositivi biomedicali made in Italy rappresenta un’eccellenza a livello internazionale che trova in Veronafiere una piattaforma di promozione e crescita, incontro, confronto e aggiornamento. Con Innovabiomed vogliamo essere avanguardia anche nel comparto della salute, un mondo carico di delicati risvolti etici, in particolare quando si lega a modelli industriali e di business. Si tratta di una sfida che come Veronafiere, insieme a tutti i partner, abbiamo accettato, nella consapevolezza di poter dare come sempre con professionalità e impegno il nostro contributo”.

Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere

“Il format che abbiamo scelto per Innovabiomed è quello “confexpo”, modello sempre più diffuso e che rappresenta l’evoluzione in atto nel sistema fieristico internazionale, unendo alla parte espositiva una sempre più forte componente legata a contenuti di alto profilo. In questa seconda edizione, in un anno così impattante per tutti a causa della pandemia, la manifestazione diventa, peraltro, il primo evento dopo il lockdown che mette in relazione il mondo della ricerca con quello della produzione e si interroga sugli scenari futuri post-Covid. Per questa valenza strategica vogliamo consolidare sempre più Innovabiomed quale appuntamento di riferimento per la filiera biomedicale, con una progettualità nel segno di una maggiore internazionalità e della creazione di un nuovo percorso di avvicinamento nell’arco del biennio”.

 

Prof. Giampaolo Tortora, componente del Comitato scientifico

L’importanza di un network place come Innovabiomed ruota attorno ad alcune parole chiave: multidisciplinarietà, sinergie, innovazione. Concetti che con la pandemia hanno acquisito un significato ancora più tangibile: l’emergenza sanitaria ha infatti evidenziato quanto le conoscenze e le competenze trasversali che stanno alla base dello sviluppo dei dispositivi biomedici siano importanti per salvare vite umane. L’innovazione per la salute rappresenta in questo momento più che mai il motore per la rinascita e la crescita del nostro Paese e i fondi recentemente stanziati dall’Europa prevedono grandi investimenti proprio per lo sviluppo di nuove tecnologie digitali per la salute dei cittadini. Iniziative europee come il Mission board on cancer, di cui è presidente il prof. Ricciardi, vanno in questa direzione: lavorare per individuare soluzioni innovative per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro, puntando anche a superare le disparità territoriali attualmente presenti a livello globale. In questo scenario l’Italia è vista come paese leader sia a livello di sistema sanitario che per quanto riguarda le professionalità presenti nel nostro Paese. Al Policlinico Gemelli, che è un IRCSS per la medicina personalizzata e le nuove tecnologie, si trova il Cancer Center che dirigo e che è uno dei più grandi centri oncologici d’Italia per numero di pazienti assistiti. Sempre al Gemelli con il progetto Generator abbiamo avviato un importantissimo percorso di raccolta, analisi e gestione dei dati clinici con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie informatiche: grazie all’intelligenza artificiale possiamo trattare un enorme quantità di dati che provengono da fonti diverse (dalle app ai wearable device) e mettere a punto modelli predittivi di supporto alle decisioni cliniche”.

Dott. Carlo A. Adami, ideatore di Innovabiomed e presidente del Comitato scientifico

“In qualità di ideatore e presidente del comitato scientifico, sono veramente grato a Veronafiere e soprattutto al suo presidente che ha puntato ancora una volta su Innovabiomed, nonostante l’annullamento di diverse manifestazioni a causa dell’emergenza Covid. Innovabiomed è ancora unico nel suo genere, nonostante il fiorire continuo di manifestazioni dedicate a vario titolo all’innovazione. Siamo riusciti a far convergere esperti di altissimo livello che potranno facilitare la predisposizione verso il nuovo, nei diversi settori a cui ci rivolgiamo. Si tratta indubbiamente di un mondo complesso, difficile da analizzare, ma possiamo dire che c’è grande entusiasmo per le nuove produzioni e per le tecnologie d’avanguardia, che fanno capire come il sistema Italia stia funzionando e faccia da traino nel panorama del biomedicale. Sul fronte della qualità della ricerca, infatti, siamo a tutt’oggi primi in Europa, senza dubbio. In qualità di ideatore e presidente del comitato scientifico di Innovabiomed, posso affermare che il percorso individuato è rigoroso e ineccepibile perché fondato sulle basi solide della scienza. Sarebbe molto importante che la politica comprendesse l’importante ruolo di veicolo sociale e di progresso di un evento come Innovabiomed”.

Prof. Gino Gerosa, componente del Comitato scientifico

“La dotazione di nuove tecnologie e l’efficiente organizzazione dei sistemi sanitari sono elementi imprescindibili per le sfide attuali e future della sanità. Questa integrazione fra strumenti innovativi e validi modelli organizzativi diventa ancora più importante quando, come nel caso del Covid-19, l’evento che si presenta è sconosciuto ed è necessario fronteggiare l’emergenza con risposte efficaci, rapide e sostenibili. In questi casi poi è fondamentale anche una stretta integrazione fra sanità pubblica, privata e militare. Un’agorà come Innovabiomed, che è un luogo di confronto e di discussione fra diversi ambiti della conoscenza, è uno strumento di grande importanza poiché consente l’integrazione di tutte le professionalità che possono contribuire all’innovazione, proponendo soluzioni efficaci: non solo medici, ma anche economisti, ingegneri, imprenditori e tecnici. In cardiochirurgia, ad esempio, è proprio in virtù dell’evoluzione tecnologica e dell’introduzione delle tecnologie trans-catetere che si è passati dalle metodiche tradizionali alla chirurgia mininvasiva e, oggi, a quella microinvasiva che permette di correggere le alterazioni strutturali cardiache senza aprire il torace del paziente, senza fermare il cuore e senza utilizzare la circolazione extracorporea. Un chiaro esempio di come l’integrazione fra le competenze di chirurghi, ingegneri e professionisti del settore ha permesso di mettere a punto soluzioni in grado di curare i pazienti riducendo al massimo l’invasività”.

Dott. Luigi Bertinato, componente del Comitato scientifico

 

“All’interno di Innovabiomed parlerò di medicina, robotica e teleconsulto e di tutto quello che la moderna tecnologia ha offerto durante la pandemia e dovrà continuare a offrire dopo perché dobbiamo superare il fatto che in Italia si reagisce solo davanti all’emergenza e ci si blocca per aspettare la prossima emergenza e ricominciare tutto da capo. Vorremmo invece garantire continuità, anche per quanto riguarda l’assistenza a distanza, in particolare per quella fascia di popolazione definita “fragile” che è stata molto colpita dalla pandemia, in particolare gli anziani e gli ospiti delle RSA. L’altro grande tema è quello dell’ospedale virtuale. Ci sono già ospedali nel mondo, come quello di Chesterfield in Missouri che è una grande cabina di regia e fornisce servizi da remoto a 2400 pazienti che non si trovano in ospedale. Se avessimo avuto queste grandi opportunità sei mesi fa certamente saremmo stati molto più pronti a rispondere anche a questa emergenza. Sono onorato di far parte dal comitato scientifico di Innovabiomed e di aver partecipato al lavoro messo in piedi dai colleghi, anche a favore delle giovani generazioni di medici”.

 

Alberto Nicolini, co-organizzatore dell’evento

 

“Ogni settore industriale ha come riferimento il cliente, il biomedicale come il farmaceutico, ha come riferimento il paziente. L’obiettivo del lavoro dell’industria biomedicale è il miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria, quindi salvare vite. Pazienti, prima o poi, lo siamo tutti. Innovabiomed si fonda sul concetto di aggregazione di competenze. Lo sviluppo di un dispositivo medico è un lavoro multidisciplinare che richiede proprio il contributo di diversi tipi di competenze, dall’elettronica alla nanotecnologia, dall’informatica all’ingegneria dei materiali, solo per citarne alcune. Da qui nasce l’evento, un network place dove le conoscenze votate all’innovazione si incontrano per avere la possibilità di conoscersi e di sviluppare collaborazioni, partendo da chi è in prima fila, ovvero dalle corsie degli ospedali e dalle sale operatorie. In piena emergenza sanitaria la carenza di componenti dal costo di pochi centesimi provenienti dalla Cina e necessari per realizzare dispositivi medici salvavita, ci ha portato a riflettere sulla necessità di mettere insieme competenze e fare squadra. In Europa è partita ad esempio una call di Horizon 2020 per finanziare un progetto mirato a sviluppare in modo autonomo linee di produzione riconvertibili nel giro di pochi giorni per la realizzazione di qualsiasi dispositivo medico dovesse essere necessario per situazioni di pandemia. Il progetto che coinvolge 25 soggetti europei fra cui 5 italiani, di cui due del Distretto Biomedicale Mirandolese, ha vinto il bando europeo. Un progetto di ricerca da 7,5 milioni di euro, finanziato a fondo perduto all’80 per cento”.

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