Cispadana, il coordinamento plaude sul possibile utilizzo del sistema produttivo della piattaforma intermodale collegata alla rete ferroviaria
Comunicato stampa di Silvano Tagliavini portavoce del Coordinamento cispadano in merito alle notizie sulla Cispadana ferroviaria recentemente apparse su alcuni organi di stampa locale.
Il 25 di maggio il Coordinamento ha commentato positivamente l’interlocuzione che si è aperta tra la Priolo e alcuni sindaci dell’Area Nord sul possibile utilizzo, anche da parte del sistema produttivo lato
modenese, della piattaforma intermodale già esistente, e collegata alla rete RFI, di Borgo Mantovano/Poggio Rusco nell’ottica di una collaborazione in area vasta superando così limiti, spesso
artificiosi, provinciali e regionali.
Con altrettanto spirito costruttivo si plaude ad ogni contributo politico per trovare le soluzioni più opportune per l’area interessata. La richiesta pressante, rilevata in questi giorni, di avviare uno studio di fattibilità sul progetto di Cispadana ferroviaria rischia di mettere in contrapposizione (leggi “i polli di Renzo”) questa proposta con altre soluzioni già presenti o in procinto di essere attuate.
Non è questo che il Coordinamento auspica alla vigilia dell’apertura della discussione sul nuovo PRIT. Un PRIT che deve essere visto non come una pagina bianca dove elencare i propri desiderata ma la cornice politica dove inserire le esigenze dei territori, anche a fronte dei cambiamenti nel settore trasporti, fare sintesi e da qui partire per selezionare le migliori e fattibili risposte.
Il Coordinamento cispadano sottolinea anche che come coordinamento di cittadini non abbiamo mai “sposato” una soluzione piuttosto che un’altra (non pensiamo di avere la verità in tasca) ma abbiamo sempre cercato di mettere in evidenza, e lo facciamo anche ora, possibili e auspicabili soluzioni da condividere con altri (vedi la realizzazione dei tratti mancanti della Cispadana C1 con priorità alla tratta Reggiolo-Mirandola, il raddoppio della ferrovia Modena- Mantova-Verona, la necessità di valutare attentamente il raddoppio dell’asse ferroviario Parma-Suzzara-Poggio Rusco-Ferrara-Ravenna vista la futura apertura del 2° tunnel ferroviario del Brennero, il potenziamento ricettivo del porto di Ravenna, la necessità di rafforzare il collegamento con il porto di La Spezia), sulla scorta di anni di faticoso ma gratificante lavoro di studio e altrettanto ascolto sulla tematica trasportistica, in risposta alle problematiche di chi opera quotidianamente nel settore.
Risposte ad un sistema produttivo sempre più esigente in un contesto internazionale dove il trasporto è una componente determinante ma anche nell’ottica della salvaguardia ambientale in tutte le sue declinazioni. Con l’auspicio che tutto questo sia da stimolo per chi, a tutti i livelli, deve decidere l’assetto futuro del nostro sistema dei trasporti, in un contesto di crescenti difficoltà finanziarie, per dare, di conseguenza, le migliori risposte a cittadini e imprese.
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