PERSONE | Cristina Barbieri: l’artista che legge il bosco
di Francesca Monari
Ha costruito un percorso che unisce competenze apparentemente distanti: arte visiva, micologia e divulgazione scientifica. Un incrocio che negli ultimi anni l’ha resa una delle voci più riconoscibili nel panorama della bioarte e della comunicazione legata al mondo dei funghi.
La sua formazione affonda nelle arti applicate — scultura e oreficeria — discipline che le hanno insegnato la pazienza del gesto e la precisione dello sguardo. Poi è arrivata la micologia, non come deviazione ma come naturale estensione del suo modo di stare nel mondo: osservare, catalogare, comprendere. Da questo incontro è nata una pratica che oggi chiamiamo bioarte, ma che per Cristina è soprattutto un modo per raccontare la vita invisibile che sostiene la nostra.
“La Gazzetta della Micologa” è il progetto con cui Cristina Barbieri ha costruito una comunità di appassionati, tra social e sito web. Un lavoro di divulgazione guidato da quella che lei stessa definisce Visione Miceliare: una narrazione filosofica incentrata sul vivere e sull'essere del micelio inteso prima di tutto come organismo vivente. Avvalendosi dei tecnicismi che la scienza richiede, Cristina propone un racconto che va oltre la visione puramente utilitaristica del fungo come oggetto da consumare, sensibilizzando il pubblico a una connessione più profonda e rispettosa con la natura.
Accanto alla divulgazione online, Cristina svolge sopralluoghi sul territorio, offre consulenze micologiche e collabora con il Gruppo Micologico di Cavezzo. Un lavoro che richiede competenze specifiche e un aggiornamento costante, soprattutto in un ambito dove la corretta identificazione delle specie è fondamentale.
Il suo percorso ha trovato una forma concreta in Mycobook, un quaderno pratico pensato per facilitare il riconoscimento e la determinazione dei funghi. Non un manuale accademico, ma uno strumento accessibile, costruito per chi vuole imparare sul campo, con le mani sporche di terra e gli occhi aperti sulle meraviglie del bosco. Sul suo sito, Cristina dedica a Mycobook una sezione dettagliata e affianca al quaderno informazioni, aggiornamenti sui suoi progetti e percorsi di approfondimento per chi desidera avvicinarsi alla micologia con metodo e continuità.
Nei suoi laboratori, luoghi in cui arte e scienza si incontrano e ogni fungo diventa racconto, Cristina continua a muoversi tra boschi e taccuini con la calma di chi sa che conoscenza e bellezza richiedono tempo e cura, mentre il suo futuro cresce come un tessuto sotterraneo in espansione, invisibile agli occhi ma capace di generare frutti sorprendenti.
In copertina e qui sopra, Cristina con un Hericium erinaceus
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