Appalti a Finale Emilia, Soragni, Franco Ferrari e Dante Veratti prosciolti, accuse ridimensionate per Ferioli
FINALE EMILIA - Nella giornata di martedì 3 novembre, nel corso dell’udienza dibattimentale davanti al collegio, il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto, col consenso della difesa, sentenza dibattimentale di assoluzione – parziale rispetto al processo – che ha eliminato tutti gli abusi d’ufficio contestati a Fernando Ferioli (per il quartiere Ovest e la Meridiana), al predecessore, ex sindaco Soragni (solo per il campo cani) e all’ex assessore Angelo D’Aiello che esce così di scena, restando solo un concorso in turbativa d’asta. Per l’ex primo cittadino Ferioli restano quindi ‘in piedi’ la contestazione di falso ideologico per il contenuto di due atti deliberativi e due tentate turbative d’asta.
La maxi inchiesta che ha coinvolto 14 persone tra vecchi amministratori e gestori di associazioni vedeva accusati gli imputati per non essere intervenuti con atti di autotutela, permettendo al Circolo Attività cinofila di esercitare sin dal 2007 senza alcun titolo, godendo altresì di beni mobili ed immobili comunali. Secondo la stessa pubblica accusa, vista la nuova normativa, il reato di abuso d’ufficio non era contestabile, cosa che ha portato al proscioglimento. Con il decreto semplificazioni, infatti, il reato di abuso d’ufficio è contestabile soltanto in presenza di violazioni di norme di legge che prevedono condotte specifiche e ben individuate; che non lascino spazio a margini discrezionali. Le difese, quindi, hanno avanzato istanza di proscioglimento ai sensi dell’articolo 129 del codice di procedura penale.
Assolti dall’accusa di abuso d’ufficio anche il presidente della bocciofila massese Franco Ferrari e il vice Dante Veratti. Tre degli imputati, pensionati che per anni avevano gestito il circolo ricreativo Quartiere Ovest, erano stati giudicati con rito abbreviato.
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