Tumore al seno, a Carpi uno “Sguardo” in più sulle donne: oltre 40 pazienti accompagnate nella menopausa oncologica
CARPI – Ci sono effetti delle cure oncologiche che pesano sulla vita quotidiana, sull’intimità e sulle relazioni, ma di cui non sempre è facile parlare. Anche per questo, all’Ospedale Ramazzini di Carpi, è nato “Sguardo”, il percorso dedicato alle donne con tumore al seno che affrontano la menopausa oncologica.
Attivo dall’aprile 2025 e rivolto alle pazienti seguite dalla Breast Unit nell’ambito del Sistema Nord Modenese, il progetto ha già preso in carico 41 donne, con un’età media di 45 anni. Di queste, 37 hanno già effettuato il controllo a distanza di tre-sei mesi dalla prima visita, esprimendo un elevato grado di soddisfazione per l’assistenza ricevuta.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ginecologia, Breast Unit e Oncologia di prossimità e ha portato alla creazione di uno dei pochi ambulatori dedicati alla menopausa oncologica presenti nella sanità pubblica italiana.
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile. Grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci, in provincia di Modena la sopravvivenza raggiunge il 94%. Ma proprio l’aumento delle possibilità di cura porta sempre più in primo piano un altro aspetto fondamentale: la qualità della vita durante e dopo i trattamenti.
Tra gli effetti collaterali più delicati c’è la sindrome genito-urinaria della menopausa, conseguenza della riduzione degli estrogeni provocata dalle terapie endocrine. Può causare secchezza vaginale, bruciore, dolore durante i rapporti sessuali, vaginiti ricorrenti, urgenza minzionale, disuria e infezioni delle vie urinarie.
Disturbi che possono incidere profondamente sul benessere fisico, psicologico e relazionale delle donne e che, spesso, vengono vissuti in silenzio. Il problema riguarda in particolare le pazienti che sviluppano un carcinoma mammario prima della menopausa, circa un quarto del totale.
Da qui nasce “Sguardo”, acronimo del percorso integrato di ginecologia oncologica per la gestione della sindrome genito-urinaria nelle donne in trattamento con inibitori dell’aromatasi dopo una diagnosi di tumore al seno.
Un nome che non è casuale: richiama la necessità di guardare anche là dove è più difficile, affrontando aspetti intimi della malattia che rischiano di rimanere in secondo piano rispetto alle terapie oncologiche.
Le pazienti vengono inviate all’ambulatorio dalle oncologhe della Breast Unit e seguite attraverso una presa in carico multidisciplinare, sia per prevenire i disturbi sia per trattare quelli già presenti.
La visita ginecologica comprende anche una valutazione del benessere psico-sessuale e, quando necessario, è possibile attivare percorsi di counselling individuale o di coppia, così da accompagnare le donne durante e dopo il percorso terapeutico.
Accanto all’attività clinica, il progetto propone inoltre iniziative dedicate alla salute intima, dalla beauty routine vaginale alla riabilitazione del pavimento pelvico, oltre a momenti di aggiornamento scientifico rivolti ai professionisti sanitari.
“L’elemento distintivo di ‘Sguardo’ – sottolinea la dottoressa Romana Bacchi, Direttrice Sanitaria dell’Azienda USL di Modena – è l’integrazione tra le competenze della Breast Unit e della Ginecologia all’interno dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, con l’obiettivo di offrire una presa in carico completa della persona. Un modello organizzativo che mette al centro non solo la cura della malattia, ma anche la qualità della vita, il benessere intimo e la salute psico-sessuale, contribuendo a favorire la continuità delle cure e il benessere delle donne durante e dopo il trattamento oncologico”.
Per informazioni sul progetto è possibile rivolgersi alle segreterie dell’Oncologia e della Ginecologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi.

Nella foto, da sinistra: Katia Cagossi, oncologa; Giorgia Razzini, Clinical Data Manager di Oncologia; Paolo Venturini, direttore della Ginecologia e Ostetricia di Carpi; Tabatha Petrillo, ginecologa; Chiara Ferraguti, ginecologa.
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