PERSONE | Sara Paganini: una mamma in kimono
di Francesca Monari
FINALE EMILIA - Nel 2024 Sara Paganini ha dimostrato al mondo che le tappe della vita non sono confini, ma orizzonti da espandere. Pluricampionessa mondiale di Ju-Jitsu e colonna della Nazionale Italiana dal 2006 al 2024, Sara ha vissuto un anno di straordinaria evoluzione, coronato non solo dall'ennesimo oro iridato nel Duo System Femminile, ma da una profonda ridefinizione del suo ruolo nella società, nello sport e nella famiglia. Una svolta vissuta stringendo tra le braccia la sua più grande vittoria: la maternità.
Originaria di Finale Emilia, Sara scopre fin da giovanissima nelle arti marziali non solo una disciplina fisica, ma un vero e proprio alfabeto per interpretare il mondo. Il tatami diventa lo spazio in cui forgiare determinazione, costanza e resilienza. Elementi che la portano a costruire una carriera agonistica leggendaria, costellata da 3 Titoli Mondiali, 7 Titoli Europei e vittorie storiche ai World Games e ai Combat Games. Una bacheca ricchissima che, tuttavia, racconta solo una parte della sua storia.
“Lo sport ad alti livelli ti insegna a superare i limiti, ma è nella quotidianità che quei valori devono trovare una casa” – emerge dal suo vissuto.
Ed è proprio per far dialogare la sua anima atletica con la sua vocazione più profonda che nasce "Una mamma in Kimono", un progetto di condivisione e racconto su Instagram in cui Sara abbatte gli stereotipi sulla maternità e sullo sport d'élite. Con trasparenza e ironia, racconta la complessità e la bellezza di conciliare i ritmi di un'atleta professionista con i bisogni della crescita di un figlio.
Parallelamente alla sua vita da campionessa, Sara spende la sua solida professionalità come educatrice, portando l'etica delle arti marziali al di fuori dei contesti puramente agonistici. Presso la Shinsen Academy, attiva con i suoi dojo sul territorio e in particolare nella provincia di Ferrara, progetta e guida percorsi educativi dedicati a bambini, ragazzi e famiglie. Per Sara, il Ju-Jitsu non è uno strumento di difesa, ma un mezzo pedagogico per insegnare il rispetto reciproco, la gestione delle emozioni, la fiducia in se stessi e l'importanza del fare squadra.
Questa straordinaria capacità di unire competenza tecnica, sensibilità educativa e visione strategica ha recentemente trovato la sua massima espressione in un traguardo storico per l'intero movimento sportivo italiano: la nomina nel Board della Ju-Jitsu International Federation (JJIF). Sara è la prima donna italiana in assoluto a entrare nel direttivo globale e il membro più giovane mai nominato nella governance mondiale della federazione. Un ruolo di altissimo rilievo internazionale in cui porterà la sua voce per ridisegnare il futuro della disciplina.
Oggi Sara unisce magistralmente la dimensione internazionale della dirigenza sportiva all'impegno quotidiano sul territorio. Il legame con le sue radici emiliane rimane il baricentro di tutta la sua attività, il luogo in cui i successi mondiali si convertono in progetti concreti per le nuove generazioni e per le comunità locali.
Se avete sempre pensato che le arti marziali riguardino solo il combattimento, la storia di Sara vi costringerà a cambiare idea. La sua esperienza ci ricorda che il kimono non è una divisa da sfoggiare sul podio, ma un abito mentale fatto di accoglienza, guida e cura, pronto a ispirare chiunque decida di salire sul tatami della vita.
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