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Quando anche il semplice dormire diventa spettacolo: il dormitorio dei gufi a Medolla

di Eleonora Tomasini, ecologa naturalista.

Da qualche giorno gli abitanti di Medolla, genitori e bambini soprattutto, si trovano riuniti con il naso all’insù a scrutare tra le chiome di alcuni alberi del centro in cerca dei numerosi e simpatici gufi che hanno deciso di usare queste piante come loro dormitorio.
Quello che è successo a Medolla, non è niente di particolarmente straordinario; i gufi sono ormai sempre più soliti trovare dei dormitori nelle zone urbane, a discapito delle zone meno antropizzate ed isolate.
Approfittiamo di questa splendida occasione per scoprire chi sono questi animai e cosa stanno facendo proprio lì.

I gufi comuni (Asio otus) sono rapaci notturni, come le civette, gli assioli ed i barbagianni, e come ben si può intuire riposano di giorno mentre di notte, all’imbrunire dei cieli, parte la loro spietata caccia a roditori, insetti, uccellini e pipistrelli. Caratteristica che li contraddistingue dagli altri rapaci, sono i loro simpatici ciuffi auricolari, che sebbene il nome sembri fare intendere abbiano a che fare con il loro apparato uditivo, non si tratta di nient’altro che delle semplici penne poste sulla sommità del capo, che nulla hanno a che vedere con i fori auricolari (che si trovano invece nascosti, ai lati del capo). Questi ciuffi possono venire eretti quando l’animale è in stato di allerta, o abbassati quando invece l’animale è più rilassato. Lo scopo di queste particolari penne, è quello di spezzare la figura del capo, allo scopo di mimetizzarsi ancora meglio tra i rami degli alberi, specialmente quando si allungano con tutto il corpo. Impossibile poi, non perdersi nei loro immensi occhi, frontali, e di un arancione enigmatico. Questa peculiare caratteristica permette loro di avere una vista eccellente al buio, e di poter vedere anche il più piccolo movimento del malcapitato topolino di turno che verrà predato dai suoi possenti artigli, in assoluto silenzio grazie alle loro penne che rendono il volo impossibile da udire.
Tuttavia queste caratteristiche fisiche e comportamentali, nella storia hanno fatto si che ai gufi venissero attribuite infondate leggende negative che lo vedevano legato a malefici e simbologie in cui veniva dipinto come un animale portatore di sciagure. Altre culture hanno, al contrario, usato il gufo come simbolo di intelligenza e furbizia. E noi vogliamo credere a queste ultime!

I gufi sono infatti animali utilissimi per noi e per l’ecosistema in cui viviamo e non c’è motivo per credere ad antiche superstizioni e leggende. Il loro ruolo da predatori è fondamentale per tenere controllato numericamente le popolazioni di roditori ed insetti, che altrimenti crescerebbero in modo incontrollato, andando a disturbare anche le nostre coltivazioni. Perché sforzarsi di usare tossici pesticidi quando possiamo avere un efficiente mangiatore di topi a costo 0?
I gufi sono animali solitari e territoriali; territori che vengono definiti e protetti emettendo i loro classici “Huh-huh”, usati anche per richiamare la femmina. Tra marzo ed aprile la coppia cerca i nidi abbandonati di cornacchie e gazze da occupare per accudire propri piccoli, mentre agli inizi di dicembre gli animali diventano più sociali aggregandosi, appunto, nei dormitori (detti “Roost” in inglese). In inverno risulta quindi più facile vedere questi animali, mentre si rilassano sugli spogli rami delle piante prescelte, godendosi il tepore delle poche ore calde della giornata prima di ripartire verso i territori di caccia al calar del sole.

Ed eccoci qui, a Medolla, un paese come tanti della bassa pianura padana, che da alcune ore, ha visto l’arrivo di diversi individui di gufo comune che si sono radunati sopra ad alcuni alberi ormai gialli ed autunnali del centro, in un roost. Questo loro caratteristico comportamento, pare abbia la funzione di aumentare lo stato di vigilanza del gruppo, permettendo a questi animali di riposarsi più tranquillamente, in quanto ci sono più occhi attenti ad individuare potenziali predatori e pericoli. Alcuni recenti studi assocerebbero questo comportamento sociale in questo determinato periodo dell’anno, anche ad un passaggio di informazioni riguardanti i territori di caccia tra i soggetti. Pensiamo che in certe zone sono stati monitorati anche dormitori composta da diverse decine di gufi; uno spettacolo davvero unico per i nostri occhi! Sempre più spesso i gufi scelgono alberi che si trovano in città come dormitori, segno di un adattamento di questi animali ad un mondo sempre maggiormente antropizzato. È infatti facile capire che in un contesto cittadino il pericolo di venire predati da altri animali selvatici, in attesa di questi “sonnellini” così esposti da parte dei gufi, è minore. Questo consente ai piccoli rapaci di poter dormire tra i rami più esposti, e quindi di godere di più sole. Inoltre le città moderne costituiscono una vera e propria bolla di calore, con qualche grado in più rispetto ai territori più aperti di campagna.

Tuttavia questo stupore iniziale non deve farci dimenticare di avere rispetto verso queste magnifiche creature selvatiche, che in quanto tali hanno diritto ad essere comprese e non umanizzate; come purtroppo spesso tendiamo a fare. L’avvicinarsi troppo a questi animali, radunarsi sotto i loro posatoi per scattargli qualche foto ricordo e parlare ad alta voce rivolti verso di loro, sono tutti segnali che vengono interpretati come un pericolo. Dobbiamo immaginarci nel loro mondo; un mondo selvatico dominato da una sola regola: sopravvivere! Quelle espressioni che a noi risultano molto buffe e dolci, che assumono i gufi quando si allungano, spalancano gli occhi e drizzano i ciuffi auricolari, altro non sono che segni di allerta e forte stress per questi animali, che cercano di studiare il pericolo imminente (ai loro occhi non siamo nient’altro che predatori su due gambe!) mentre cercano di mimetizzarsi con i rami degli alberi. La posa naturale che di giorno questi rapaci dovrebbero assumere è più tondeggiante, rilassata, ciuffi abbassati ed occhi socchiusi, dediti solo a riposarsi prima della grande caccia notturna. Se disturbati per un periodo troppo prolungato, questo gruppo di gufi potrebbe sfortunatamente decidere di abbandonare il dormitorio, e non solo noi perderemmo la possibilità di una pacifica convivenza con questi animali a noi così utili, ma questo potrebbe compromettere la sopravvivenza stessa degli animali; i quali saranno costretti a cercare un nuovo dormitorio sufficientemente vicino ai propri territori di caccia o a dei nuovi.

Per potere usufruire per tutto l’inverno, e magari anche per i prossimi a venire, di questo spettacolo naturale che non richiede internet o computer, è necessario che ogni cittadino faccia la propria parte: limitando al minimo il disturbo per questi animali, che durante il giorno dovrebbero solo riposare. Insegnare anche ai bambini il rispetto per gli animali, è il primo passo verso un mondo più sostenibile e con un occhio di riguardo verso tutte le specie animali e vegetali che ci circondano. Impariamo ad apprezzare lo spettacolo della natura in silenzio, con solo i nostri occhi e le nostre orecchie, lasciandole lo spazio che si merita.

 

 

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