Tra sangue finto e sirene spiegate: il nostro racconto del “disastro” simulato alla Livanova di Mirandola
Sarà che oggi è l’anniversario dello sbarco in Normandia, ma questa mattina allo stabilimento mirandolese di Livanova, tra comparse “ferite e contuse”, sembrava di essere sul set di “Salvate il soldato Ryan” o di un generico film catastrofico. Certo la situazione non era disperata, ma sicuramente era seria, tanto quanto può esserlo un’esercitazione professionale che coinvolge servizi sanitari, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. L’iniziativa, battezzata “Charlie Echo 2026”, consisteva in una simulazione di emergenza nella quale gli operatori hanno ricreato lo scenario di una possibile esplosione con fuga di sostanze chimiche.
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Cosa succederebbe se in un’azienda del biomedicale si verificasse una detonazione? Istituzioni sanitarie, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine sarebbero preparate per affrontare al meglio questa situazione? Gli interventi sarebbero tempestivi e ben coordinati? È per rispondere a queste e ad altre domande che il Dipartimento Interaziendale di Emergenza e Urgenza di Modena, gli operatori del 118, Anpas e Croce Rossa hanno unito le forze con Vigili del Fuoco, Accademia Militare e Università di Modena per ricreare nel modo più fedele possibile questo scenario di maxiemergenza.
E con che realismo! Meritano sicuramente un plauso i volontari della Croce Rossa e tutti coloro che hanno curato i trucchi, applicando finte contusioni e finto sangue a chi si è prestato per il ruolo del “ferito”. Non una semplice messa in scena quindi, ma un’esercitazione seria, dove infermieri, medici e personale deputato ai soccorsi si è impegnato duramente. Tra i capannoni di Livanova sono stati collocati punti di primo soccorso e strutture per decontaminare persone e tute, tra il via vai di ambulanze e barellieri. Un intero sistema in moto per soccorrere circa 80 “pazienti” che presentavano vari livelli di gravità. Parte di loro per esempio ha simulato sintomi da esposizione a sostanze tossiche, richiedendo agli operatori sanitari di compiere valutazioni e prendere decisioni di notevole complessità.
“Sono state coinvolte circa 250 persone – spiega la responsabile del settore Ambiente Salute e Sicurezza di Livanova Michela Paolini – Di questi circa 150 erano volontari esterni e altri 50 organizzatori e autorità. A questi si sono aggiunti una cinquantina di dipendenti di Livanova per il coordinamento. Per la nostra azienda ospitare l’evento è stato un vero onore, ma non solo. Abbiamo avuto l’opportunità di mettere in pratica procedure che si attivano solo in presenza d’incidenti di grande portata. L’iniziativa ci ha permesso di migliorarci, imparare e soprattutto confrontarci con gli enti esterni che devono intervenire in questi casi”.
“Il mondo reale ci costringe a fare i conti con evenienze simili a questa – commenta Geminiano Bandiera, direttore del Dipartimento Interaziendale di Emergenza e Urgenza di Modena – Abbiamo bisogno di mantenere oliato il sistema, di essere ben organizzati, coordinati e prontamente operativi. Questa è l’utilità di eventi come quello di oggi”. Non possiamo certo prevedere gli esiti nel malaugurato caso in cui si verificasse davvero un'emergenza simile, ma durante la giornata di oggi abbiamo visto sicuramente intesa e affiatamento tra i presenti.
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