Permessi di soggiorno, la replica del Siulp al consigliere leghista Stefano Bargi
MODENA- “Chiarire i criteri con cui vengono rilasciati i permessi di soggiorno agli immigrati. Quali le ragioni per cui a Modena si registra un boom?”- lo ha chiesto il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, citando un'interrogazione del deputato l eghista Emanuele Cestari su un presunto traffico illecito legato al cosiddetto “business dell’accoglienza”.
Ma il Sindacato italiano unitario lavoratori polizia (SIULP) non ci sta e replica così al consigliere leghista:
"Siamo rimasti assai perplessi leggendo le notizie stampa accreditate al consigliere regionale Stefano Bargi della Lega, il quale denuncia “punti oscuri” nelle modalità di rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno in Emilia-Romagna e a Modena in particolare. Facendo inoltre azzardati paragoni con procedimenti giudiziari in corso, ma non ancora definiti, in altra provincia emiliana, invocando, addirittura la necessità di “chiarimenti non solo sui criteri e numeri dei permessi rilasciati, ma anche sul personale in servizio che si occupa del loro iter e sui controlli effettuati sulle dichiarazioni fornite dai richiedenti” nella questura di Modena. Ricordiamo al consigliere Bargi che nel diritto e nella procedura penale, la presunzione di non colpevolezza è il principio secondo cui un imputato è innocente fino a prova contraria. In particolare, l'articolo 27, comma 2, della Costituzione afferma che "l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva". Forse sarebbe doveroso che il medesimo, che sembra ipotizzare procedure e comportamenti irregolari, fornisse notizie direttamente all’autorità giudiziaria e a quella di pubblica sicurezza, anziché rilasciare inquietanti interviste ai media che, se non provate, sfiorano l’illecito penale. Peraltro, i dati enunciati sono confusi, poiché i 92.985 stranieri rilevati da ISTAT sono inerenti a persone di cittadinanza non italiana aventi dimora abituale nella provincia di Modena, quindi comunitari ed extracomunitari conteggiati insieme. Infatti, per la legge in vigore, si intendono “stranieri” solamente i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e agli apolidi, e non anche i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea. Lasciamo quindi a Bargi il compito e il divertimento, pallottoliere alla mano, di estrapolare dai 92.985 cittadini “stranieri” i comunitari, nazione per nazione, al fine di avere il dato esatto dei cittadini extracomunitari regolarmente presenti nella provincia di Modena, per i quali la polizia di Stato ha svolto attività di controllo, verifica e rilascio o rinnovo di permesso: per i comunitari nulla è dovuto. È un dato di fatto che la provincia di Modena abbia una percentuale di presenza di cittadini stranieri seconda solo a quella di Bologna e, di conseguenza, sul personale dell’Ufficio Immigrazione grava un carico di lavoro più alto delle altre provincie: noi del Siulp lo diciamo da anni. Se ci sono tanti “stranieri” non dipende certo dal personale dell’ufficio Immigrazione, ma dalle condizioni economiche, sociali, lavorative e politiche della provincia che li ospita. Ed è curioso sentire qualcuno che si lamenta della troppa efficienza di un ufficio pubblico, quando altre formazioni politiche o sindacali, o addirittura istituzionali, segnalano l’esatto contrario. Insomma, operosi colleghi sempre “messi in mezzo” dagli uni o dagli altri politici e mai difesi dai rappresentanti dell’amministrazione di P.S. locale, compito che il Siulp assume comunque volentieri, anche in questo caso. A chi sostiene che a Modena e provincia vi siano troppi “stranieri” il Siulp dice la stessa cosa che ripete a chi vorrebbe più velocità nel rilascio e nel rinnovo dei permessi di soggiorno: lavorate assieme per far sì che vi sia un incremento adeguato di risorse umane sia per la sicurezza del territorio che per le attività amministrative come l’Ufficio Immigrazione".
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