Bretella Campogalliano-Sassuolo, Coordinamento Cispadano: “Dal Consiglio di Modena una ventata d’aria fresca”
Il Coordinamento cispadano commenta il voto del Consiglio comunale di Modena che ha dato mandato al sindaco e alla Giunta comunale di aprire un tavolo di confronto con gli enti pubblici, Autobrennero SpA, Autostrade SpA, RFI e la società proponente della Bretella Campogalliano-Sassuolo per la revisione del progetto della nuova autostrada.
Questa la nota del presidente del Coordinamento Silvano Tagliavini:
“Una ventata di aria fresca” ci viene dal Consiglio comunale di Modena con l’approvazione dell’Ordine del giorno sulla Bretella. Una presa di posizione che finalmente rende giustizia politica, nel significato a tutto tondo, alle posizioni di tutti coloro che negli ultimi decenni hanno “cocciutamente” indicato la soluzione di buon senso sul tema dei trasporti, in particolare merci, palesemente ovvia: il mondo dei trasporti è cambiato radicalmente, soprattutto negli ultimo venti anni, tramite scelte a livello europeo che obbligano a prenderne atto anche coloro che ciecamente, e spesso per subordinazione partitica, hanno inneggiato al PRIT2025 di autostradale concezione. Molte sono le analogie tra la Bretella e la Cispadana autostradale.
Alcune di base come quella di essere in un contesto dove, per le medie e lunghe distanze, le scelte strategiche, e relativi investimenti, vanno indiscutibilmente, già da anni, verso il trasporto ferroviario. Vanno verso quei “corridoi” TEN-T nei quali obbligatoriamente ci si dovrà “infilare” se si vorrà rimanere connessi con il resto d’Europa. E questo lo si potrà fare solo se si appronterà strutturalmente tutta la filiera dell’inter-modalità (linee ferroviarie e piattaforme intermodali). Possiamo, con un pizzico di presunzione, affermare: “lo diciamo da sempre ma sempre inascoltati da una politica miope e presuntuosa”.
Quello del Consiglio di Modena è solo l’inizio di un percorso di “buon revisionismo” che ci auguriamo possa portare ad un ineludibile rovesciamento del paradigma e approdare ad un sostanziale e più ampio approccio sistematico in tutta la Regione. Ma non solo il mondo politico deve cambiare. Anche quella parte di mondo imprenditoriale grande e piccolo che fino ad ora ha supinamente accettato scelte di fatto perdenti con il rischio di rimanere confinati nei propri territori mentre il resto del mondo va da tutt’altra parte. Analogie con la Cispadana come dicevamo.
Analogie che devono impegnare anche i sindaci e i Consigli comunali dei Comuni interessati al passaggio della Cispadana viaria ad aprire un dibattito serio e franco. Realtà comunali che in molti casi, arrendevolmente, si sono adattati al volere dell’inquilino di via Aldo Moro a Bologna. Forze politiche che hanno preso impegni in fase elettorale ma puntualmente disattesi. Per questo auspichiamo che venga definitivamente tagliato quel “cordone ombelicale” che da anni “strozza” il libero pensiero con il concreto rischio di portare a sicura morte l’intelligenza e il buon senso politico insieme alle strategie di un vero sviluppo economico sostenibile. Siamo consapevoli che il percorso è ancora lungo e difficile ma solo con l’impegno quotidiano di tutti, a tutti i livelli, si potrà affermare l’oramai ovvio".
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