Milano, violenze sessuali per superare esami alla scuola militare Teulié: arrestato un professore
(Adnkronos) - Concussione, violenza sessuale e maltrattamenti. Sono le accuse di cui deve rispondere un commissario per gli esami di maturità della scuola militare Teulié arrestato dai carabinieri di Milano. L’uomo, milanese di 48 anni, secondo le pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, dall’ottobre 2024 ad oggi avrebbe sottoposto alcuni giovani allievi a continue sopraffazioni e umiliazioni e mortificazioni.
L'inchiesta è nata dalla denuncia di una delle sette vittime maggiorenni. Da quanto si apprende il giovane sarebbe stato messo con le spalle al muro: per superare l'esame e non essere intralciato avrebbe dovuto cedere a ricatti e prestazioni sessuali.
Un "quadro di costanti pressioni". E' questo il clima che alcuni allievi della scuola militare Teulié di Milano respiravano in vista dei prossimi esami di maturità e che ha portato la Procura ad arrestare un insegnante della scuola per i reati di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti, commessi nei confronti di diversi allievi.
Le contestazioni rappresentano "un quadro di costanti pressioni svolte dall'insegnante", il quale, "abusando della posizione educativa ricoperta - e in particolare del ruolo di componente interno della Commissione al prossimo esame di maturità -, nonché della condizione di assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e costringeva allievi a subire abusi sessuali, a condividere particolari della vita intima" si legge nel comunicato firmato dal procuratore Marcello Viola.
L'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un insegnante di italiano e latino della scuola militare Teulié di Milano restituisce un quadro di paura per molti degli allievi del prof che faceva leva anche perché componente della commissione per i prossimi esami di maturità. Per il giudice delle indagini preliminari di Milano Elio Sparacino, il 48enne "ha dimostrato un chiaro spregio delle più elementari regole deontologiche oltre che della legge penale avendo costretto studenti anche minorenni a subire atti sessuali, non può considerarsi isolato".
L'indagato, con le sue condotte ripetute, "ha costretto gli studenti delle sue classi a sopportare un clima teso e caratterizzato da atteggiamenti predatori". Per il giudice "ha senza dubbio manipolato gli studenti, soprattutto quelli più fragili, persuadendoli ad instaurare con lui un malsano rapporto basato sull'invio di materiale erotico e sulla condivisione di notizie attinenti alla loro sfera sessuale". A detta di tutti gli studenti sentiti nel corso delle indagini, che hanno restituito racconti simili, il docente "ha creato un ambiente insostenibile, caratterizzato da continue tensioni" con gli studenti di sesso maschile che hanno provato spesso disagio.
Non solo: il 48enne una volta 'scoperta' l'indagine, nata dalla denuncia di un allievo, ha suggerito cosa avrebbero dovuto dire alle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, titolari del fascicolo per violenza sessuale, concussione e maltrattamenti. Un atteggiamento che induce a ritenere chi indaga che, se lasciato privo di controllo, il prof "possa nuovamente cedere alle pulsioni sessuali che con ogni evidenza non riesce a contenere nei confronti di ragazzi minorenni o da poco maggiorenni" o che possa "ulteriormente occultare o distruggere le prove a suo carico". Un comportamento "deprecabile" che si inserisce "nel contesto di sopraffazione": l'indagato, anche dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo "perfettamente conscio dell'illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti di una scuola militare di mentire ai magistrati requirenti" conclude il giudice.
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