Era scomparso da Novi, ritrovato senza vita il giovane Fabio Occhi
Era scomparso da Novi, ritrovato senza vita il giovane Fabio Occhi. A una settimana dalla denuncia di scomparsa presentata dalla sua famiglia, è questo il tragico epilogo di una vicenda che aveva mobilitato la Bassa, anche con ricerche con le unità cinofile. Il ragazzo, studente di Agraria 21 anni, viveva con la famiglia a Rovereto, frazione di Novi.
Sabato 25 novembre era uscito di casa dicendo che si sarebbe recato alla biblioteca di Carpi per studiare. Alcune ore più tardi, non vedendolo rientrare a casa, i genitori, dopo essersi recati in biblioteca e non averlo trovato, hanno denunciato la sua scomparsa. La sua auto è stata, poi, ritrovata in un autogrill a Barberino di Mugello, in Toscana. L’auto era chiusa e dentro c’era il suo zainetto con il computer, i suoi quaderni e il suo inseparabile diario, dove annotava canzoni e poesie.
Proprio in Toscana, a poca distanza da dove il ragazzo aveva lasciato l'auto, oggi il tragico ritrovamento. A scoprire il corpo del giovane sono stati gli amici, un gruppo di loro, con anche il padre e il fratello, era arrivato domenica mattina in zona per le ricerche. "Oggi siamo partiti da carpi alle 12.00 15 ragazzi, chi con le nike, chi con le vans…arrivati all’area di servizio Aglio siamo scesi sotto il viadotto e dopo un ora e mezzo lo abbiamo trovato", scrivono si social.
La sua morte getta nello sconforto i genitori, il papà Massimo, sindacalista della Cisl, e la mamma Roberta Bregolin, col fratello Lorenzo.
«La conclusione che non avremmo mai voluto sentire – afferma il sindaco di Novi Enrico Diacci –. Insieme a tutta la comunità novese ci stringiamo forte alla famiglia di Fabio, al papà Massimo e alla mamma Roberta. Come amministrazione, ringrazio le forze dell’ordine e i volontari di Protezione Civile del luogo per l’impegno e dedizione con cui hanno svolto le ricerche». Un messaggio di vicinanza arriva anche dalla Segreteria Cisl Emilia Centrale: «Fabio ora è in cielo, come ci ha comunicato il suo papà. Non si contano i messaggi, le telefonate, le richieste di informazioni che per una lunghissima settimana sono arrivati da tutto il mondo sindacale. Una testimonianza di affetto vero che ci ha commossi. Abbiamo sperato che potesse arrivare una notizia diversa con tutta la forza che è propria di una famiglia, della quale Massimo Occhi è una parte preziosa e insostituibile. E come una famiglia saremo ancora di più vicini, con tutto l’affetto e la solidarietà di questo mondo, a Massimo, alla moglie Roberta e al fratello Lorenzo, chiamati ad affrontare una prova che non si può spiegare con le parole».

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