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18 Settembre 2026
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Giornate Fai di Primavera, da Concordia a Pavullo alla scoperta del patrimonio culturale modenese

Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025 torna l’appuntamento con le “Giornate FAI di Primavera”, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Anche quest'anno, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS offrirà l’opportunità di scoprire e riscoprire, insieme ai volontari della Fondazione, tesori di storia, arte e natura in tutta Italia, con visite a contributo libero in oltre 750 luoghi di 400 città, grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari attivi in tutte le regioni.

«Le Giornate FAI rappresentano da sempre un’occasione unica per riscoprire luoghi solitamente non accessibili o meno noti del nostro territorio», ha sottolineato Vittorio Cavani, capo delegazione FAI Modena, durante la conferenza stampa di presentazione delle giornate che si è tenuta nella sede
della Provincia di Modena mercoledì 19 marzo. «Un appuntamento importante che quest’anno coincide con la ricorrenza del cinquantenario della nascita del FAI. Un impegno costante che si rinnova per rendere sempre più accessibile il patrimonio culturale e naturalistico locale anche grazie al supporto dei mediatori artistico-culturali del Gruppo FAI Ponte che offriranno visite in lingua straniera in alcune aperture».

A Modena e dintorni diverse saranno le aperture straordinarie. A Sassuolo si andrà alla scoperta dei passaggi segreti di Palazzo Ducale, un’inedita passeggiata, un’eccezionale anteprima prima dell'effettiva apertura al pubblico, possibile grazie ad una straordinaria collaborazione con i funzionari e il personale delle Soprintendenze. A Modena saranno organizzate visite straordinarie alla sede storica dell'Istituto "Venturi" non soltanto permetterà di visitare locali normalmente chiusi al grande pubblico perchè destinati a attività didattiche, ma, grazie alla contemporanea apertura della Chiesa di San Domenico e della sua Sagrestia, offrirà l'occasione per conoscere la storia di un intero isolato che tanta importanza ha rivestito nelle trasformazioni ducali Seicentesche della città.

Aprirà le porte al pubblico anche Villa Tosi Bellucci di Vignola, sede del Comune dal 1913 ed importante esempio di architettura neoclassica, simbolo della storia e della cultura della Città. Le Giornate FAI saranno un occasione unica per visitare l’Aeroporto di Pavullo nel Frignano, perfetta fusione tra il contesto paesaggistico dell'Appennino modenese e il valore storico dell'aeroporto, attivo dal 1923. Infine a Vallalta di Concordia sulla Secchia, a cura del Gruppo FAI Bassa Modenese, eccezionale apertura del Palazzo Viani-Tagliavacca, costruito alla fine del Settecento per volontà della nobile famiglia Viani, una delle dimore storiche più significative di tutta la pianura modenese. Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025, la Delegazione FAI di Modena, il Gruppo FAI Giovani, il Gruppo FAI dell’Appennino Modenese, il Gruppo FAI della Bassa Modenese, e il Gruppo FAI Ponte tra Culture propongono un ricco programma di aperture speciali. Per tutte le informazioni sulle modalità delle visite, si consiglia di consultare il sito www.giornatefai.it

I LUOGHI VISITABILI

Passaggi segreti del Palazzo Ducale di Sassuolo

Reggia dei duchi di Modena, il Palazzo Ducale si trova in Piazzale delle Rosa, nel cuore del centro storico di Sassuolo. Sotto Francesco I° d'Este (1610-1658) conobbe un'imponente trasformazione voluta per soddisfare le ambizioni e le aspirazioni del duca che da castello, già residenza di Borso e Nicolò d'Este e poi dell'antica famiglia Pio di Savoia, lo volle sua prestigiosa sede di diporto. I lavori di trasformazione, al contrario di quanto si creda, non annullarono l'assetto più antico che fu invece inglobato, mascherato, celato all'interno della nuova residenza che oggi noi ammiriamo. Il senso del risparmio e della necessità di mantenere, adattare e trasformare in poco tempo e con "poca spesa", determinò così una sorta di scatola nella scatola (nuovo palazzo e vecchio castello) con la realizzazione anche di spazi non monumentali ma funzionali e soprattutto, perché visibili al solo
personale, che conservarono parte dei propri caratteri castellani che cercheremo, laddove ancora esistenti, di mostrare, sorprendendo. Grazie ai lavori di recupero promossi dalle Soprintendenze nell'ultimo decennio, dietro a fastosamente decorati appartamenti ducali, sono stati ritrovati e restaurati spazi e corridoi già utilizzati dalla corte per agevolare le sue stesse funzioni quotidiane ed ottenuti all'interno di interstizi formati tra l'antica struttura castellana e quella settecentesca. Le Giornate FAI offrono una lunga, inedita passeggiata attraverso una spazio affascinante, curioso, vastissimo. Un'eccezionale anteprima prima dell'effettiva apertura al pubblico, possibile grazie ad una straordinaria collaborazione con i funzionari e il personale delle Soprintendenze.

Sede storica dell’Istituto Venturi, ex Accademia Ducale Atestina di Belle Arti

Fino al 1785 il fabbricato, oggi sede storica dell'Istituto di istruzione superiore "A. Venturi", faceva parte del convento domenicano e ospitava il Tribunale dell'Inquisizione. In quell'anno il duca Ercole III d'Este decise di abolire il Santo Uffizio e assegnare all'architetto Giuseppe Maria Soli (Vignola, 1747- Modena,1822) la trasformazione dell'edificio in una scuola d'arte, divenuta nel 1790 Accademia Atestina di Belle Arti. Soli, formatosi tra Bologna e Roma, fu il principale esponente del Neoclassicismo modenese. Il progetto ebbe i suoi punti di forza nella realizzazione della facciata, nel Cortile dell'Esedra e nella Sala delle Adunanze al secondo piano. L'edificio é rimasto intatto rispetto alle trasformazioni settecentesche. L'apertura dell'Istituto "Venturi" non soltanto permetterà di visitare locali normalmente chiusi al grande pubblico perchè destinati a attività didattiche, ma, grazie alla combinazione di apertura di San Domenico e della sua Sagrestia, offrirà l'occasione per conoscere la storia di un intero isolato che tanta importanza ha rivestito nelle trasformazioni ducali Seicentesche della città.

Chiesa di San Domenico e Sagrestia

Durante le Giornate di Primavera conosceremo parte di uno degli isolati più antichi della città occupato dai Padri Domenicani fin dal secolo XIII. Un tempo spazio unitario, oggi racchiude quattro diversi siti: la sede storica dell'Istituto Venturi, la chiesa San Domenico, l'Archivio di Stato e i licei. L'isolato si trova nella parte settentrionale del centro cittadino, a fianco di quello che era l'ingresso del canale Naviglio, importante collegamento d'acqua verso il Po, una posizione che assunse grande rilievo nel Seicento durante le trasformazioni di Modena in nuova capitale del ducato. La monumentale Chiesa di San Domenico occupa il lato est dell'isolato omonimo un tempo convento dei Padri Domenicani attiguo ad una delle 4 porte urbiche esistenti prima dell'Addizione Erculea. Sulla destra di chi guarda la porta d'accesso alla chiesa sta la via III Febbraio un tempo orto conventuale poi inglobato nell'area di rispetto del complesso ducale voluto dai duchi Estensi all'indomani del loro trasferimento da Ferrara.

Villa Tosi Bellucci

Villa Tosi-Bellucci, sede del Comune di Vignola dal 1913, è un raffinato edificio ottocentesco progettato da Giuseppe Maria Soli. Situata a 125 metri sul livello del mare, la villa si trova appena fuori dalle antiche mura della città, circondata da un ampio giardino. Gli affreschi di Pietro Minghelli arricchiscono l'interno, rendendo la villa un importante esempio di architettura storica nel cuore di Vignola. Villa Tosi-Bellucci fu progettata da Giuseppe Maria Soli, uno dei più importanti architetti del suo tempo, su commissione di Giuseppe Bellucci, un esponente della borghesia agraria locale, negli anni '80 del 1700. Il progetto neoclassico, avviato nel 1815, fu completato nei primi anni '20, prima della morte del committente. Dopo la sua morte, la villa divenne residenza della famiglia Bellucci. Nel 1914, il Comune di Vignola acquistò l'edificio e lo trasformò nella sua sede. L'edificio fu ristrutturato dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, mentre il giardino ospita oggi il monumento ai caduti della Grande Guerra. La visita alla Villa Tosi-Bellucci durante le Giornate FAI rappresenta un'opportunità unica di immergersi in un importante esempio di architettura neoclassica, simbolo della storia e della cultura di Vignola. 

Aeroporto G. Paolucci

L'Aeroporto G. Paolucci di Pavullo nel Frignano si trova nell'Appennino Modenese, a circa 700 m s.l.m., immerso in un paesaggio collinare di rara bellezza. Circondato da boschi e prati, gode di una vista panoramica sulle valli del Frignano. La struttura si estende su un'ampia area pianeggiante, incastonata tra dolci rilievi. Il contesto è rurale, caratterizzato da biodiversità e tranquillità, con il vicino centro urbano di Pavullo che completa l'equilibrio tra natura e servizi. L'Aeroporto di Pavullo nel Frignano, inaugurato nel 1923, nasce come infrastruttura strategica per il volo a vela e per l'addestramento militare. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu utilizzato come base aeronautica per poi essere completamente distrutto il 5 agosto del 1944. Dal 1985 l'aeroporto ha assunto un ruolo civile, diventando un punto di riferimento per l'aviazione sportiva internazionale grazie ai prestigiosi campionati Europei e Mondiali ospitati e alla formazione di piloti. La struttura si distingue per la sua lunga tradizione aeronautica, che si intreccia con il patrimonio culturale del territorio modenese. L'Aeroporto di Pavullo nel Frignano si svela in tutta la sua straordinarietà, offrendo un viaggio tra storia, aviazione e paesaggio. I visitatori potranno accedere alle strutture, scoprendo la lunga tradizione aeronautica del luogo attraverso visite guidate e racconti. 

Palazzo Viani Tagliavacca

A Vallalta, frazione di Concordia sulla Secchia, sorge l’imponente complesso architettonico, noto anche come il “Palazzone” o il “Casino” che, pur essendo attualmente di proprietà della Ditta Menù di Medolla, è ancora conosciuto come “Palazzo Viani Tagliavacca”. Della famiglia Viani, di origine mantovana e “oriunda” mirandolese, si ha notizia già nel 1533, quando Viano de Viani aveva ottenuto un “diploma” di carattere nobiliare da Galeotto II° Pico, poi confermato anche da Federico II° Pico, nel 1599. I Viani furono riconosciuti ufficialmente nobili nel 1783, grazie alla benevolenza del Duca di Modena su istanze del Governatore della Mirandola in cui si documentava l’antica storia della famiglia e che “non aveva mai dovuto lavorare per mantenere il proprio decoro, ma che i mezzi economici derivavano direttamente dalle loro proprietà”. L’aver raggiunto questa elevata posizione sociale spinse Pietro, per sé e per i tre figli, verso la costruzione di una grande villa a Vallalta, come simbolo della loro posizione nobiliare e rilevanza economico-sociale. I lavori iniziarono nel 1778, come testimonia una lapide posta nella “controloggia” al piano terra e si conclusero nel 1785. La grandiosa mole di questo palazzo, che si innalza massiccia sulla pianura circostante, conserva nella purezza delle linee settecentesche e nella grandiosità delle sale, dello scalone e delle stanze, un’impronta raffinata più tipica di una dimora cittadina. Il “Casino Viani” era costituito da un complesso di edifici organizzati intorno ad una corte aperta ed articolato in un nucleo centrale di grande imponenza, adibito all’abitazione padronale, collegato a due ali laterali di minore rilevanza, adibite, l’una ad abitazione colonica e l’altra a servizi. Nella ristrutturazione del 1922 purtroppo venne demolita una delle ali e riedificata, come corpo staccato adibito al custode.

 

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