Non raccolse la denuncia di una donna che un anno dopo fu uccisa, chiesto il rinvio a giudizio per un Carabiniere
E' stato chiesto il rinvio a giudizio per rifiuto di atti di ufficio per un luogotenente dei Carabinieri che è accusato di non avere raccolto la denuncia di una donna che un anno più tardi è stata uccisa dal marito e di non aver proceduto nei termini stabiliti alle indagini richieste dalla Procura, quando la querela venne effettivamente presentata, il giorno dopo, in un'altra caserma.
Il caso in questione è quello relativo al femminicidio di Gabriela Trandafir, uccisa il 12 ottobre 2022, insieme alla figlia Renata, a Cavazzona di Castelfranco da Salvatore Montefusco. Il 13 luglio 2021, la donna andò in caserma per denunciare Salvatore Montefusco, ma, secondo la Procura modenese, che ha chiesto il rinvio a giudizio del luogotenente dei Carabinieri, la denuncia non venne subito raccolta.
In particolare, il luogotenente dei Carabinieri avrebbe provato a convincere Gabriela Trandafir a presentare solo la causa civile di separazione e poi, nonostante la paura mostrata dalla donna per la possibilità che l'uomo potesse fare del male a lei e ai figli, le avrebbe detto di non poter ricevere la querela in quel momento e di tornare nel pomeriggio. A quel punto l'avrebbe fatta attendere in sala d'attesa, dove nel frattempo era arrivato l'avvocato di fiducia di Salvatore Montefusco. La donna, per paura che Montefusco venisse a sapere dell'intenzione di denunciarlo, ha quindi desistito e il giorno dopo è andata a fare denuncia in una stazione dell'Arma di Bologna.
Per gli omicidi in questione, Salvatore Montefusco è stato condannato a 30 anni, con una sentenza che ha suscitato polemiche per la concessione delle attenuanti generiche e per il riferimento ai motivi "umanamente comprensibili" che avevano spinto l'uomo ad agire.
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