Parità di genere, l’indagine Onu: “Serviranno 171 anni per colmarla”
Doveva essere sulla carta uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile più facili da raggiungere entro il 2030, invece, la parità di genere è più lontana che mai a livello globale.
Secondo il rapporto 'Gender Snapshot 2026' pubblicato dalle Nazioni Unite, serviranno ancora 171 anni ancora per conseguirla al ritmo attuale dei progressi.
Dai dati emerge che nessun singolo indicatore, dell'obiettivo numero 5 tra i 17 che l'umanità si era data in pompa magna nel 2015, sia sulla buona strada per essere raggiunto entro il 2030.
Pessimi i risultati su fine delle discriminazioni, eliminazione della violenza di genere, cessazione di pratiche dannose come i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili, piena partecipazione delle donne ai ruoli di leadership e garanzia dei diritti economici e di proprietà.
Uno dei principali ostacoli riguarda la presenza femminile nei luoghi in cui vengono prese le decisioni: 6 Paesi su 7 nel mondo sono guidati da un uomo. Nei parlamenti nazionali, le donne occupano il 27,4% dei seggi, una quota cresciuta rispetto al 2015 ma ancora lontana dalla parità.
Il problema non riguarda soltanto la rappresentanza politica o professionale.
La violenza contro le donne continua a essere una delle principali emergenze legate ai diritti e all'uguaglianza. I dati delle Nazioni Unite indicano che quasi 1 donna su 3 ha subito nel corso della vita violenza fisica e/o sessuale da parte del partner o persona diversa dai compagni.
Solo negli ultimi 12 mesi, 316 milioni di donne sono state vittime di abusi del partner.
Restano, inoltre, pratiche dannose come i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili: quasi una ragazza su cinque si sposa prima dei 18 anni, mentre circa 230 milioni di donne e ragazze nel mondo hanno subito mutilazioni genitali.
La divario tra uomo e donna si riflette anche nella partecipazione al mercato del lavoro e nella distribuzione del lavoro non retribuito. Le donne continuano a sostenere una quota maggiore delle attività domestiche e di cura. In famiglia, il carico pesa ancora sulle donne che passano 2,5 volte più tempo nelle faccende rispetto agli uomini. Ma fuori, sono gli uomini a lavorare di gran lunga di più. Secondo i dati del 2025, solo il 63,9% delle donne tra 25 e 54 anni partecipa alla forza lavoro, rispetto al 92% degli uomini.
Anche l'accesso alle posizioni manageriali rimane distante dalla parità: secondo i dati Onu, le donne rappresentano il 30,5% dei manager nel mondo.
Qualche passo avanti è stato fatto.
Tra il 2019 e il 2025, 99 riforme parlamentari hanno contribuito a rimuovere le leggi discriminatorie e a rafforzare i quadri giuridici per la parità di genere. Nel 2025 il 91% dei Paesi dichiarava di avere politiche per la parità di genere, ma poco più della metà disponeva di risorse sufficienti per attuarle. Inoltre, solo un Paese su quattro disponeva di sistemi completi per monitorare in modo trasparente la spesa pubblica destinata alla parità.
Il risultato, secondo il rapporto, è un rallentamento dei progressi proprio mentre si avvicina la scadenza del 2030. I 171 anni indicati dal rapporto rappresentano una proiezione basata sul ritmo attuale: non una data inevitabile, ma una misura della distanza che ancora separa gli obiettivi fissati dalla realtà.
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