Aimag-Hera, Rifondazione Comunista: “La Corte dei Conti salva i beni comuni”
Tramite una nota stampa, Rifondazione Comunista interviene in merito alla bocciatura, da parte della Corte dei Conti, della cessione del controllo strategico di Aimag ad Hera:
"Leggiamo con grande sollievo la sentenza della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna che ha bocciato su tutta la linea l’operazione voluta dai sindaci e dai consigli comunali di centro-sinistra e destra (con le sole eccezioni dei Comuni di Cavezzo e San Prospero) che avrebbe portato alla acquisizione da parte di Hera del controllo esclusivo di AIMAG, con conseguente perdita del controllo pubblico da parte dei 21 Comuni soci: di fatto una privatizzazione. Come Partito della Rifondazione Comunista ci siamo sempre opposti a questo disegno che avrebbe cancellato la storia di Aimag e consegnato il suo patrimonio ad un soggetto privato come Hera. Per ristabilire quello che a noi pare ovvio, dovevamo davvero aspettare un giudice? I sindaci e consigli comunali sono stati eletti per tutelare e gestire i beni comuni e i servizi essenziali alla vita di una comunità, come il servizio idrico, non per cederli a Hera con un’operazione caratterizzata da poca trasparenza e mistificando la realtà.
La storia di Aimag è la storia di un territorio che generazione dopo generazione ha costruito un’azienda pubblica che è stata al servizio della crescita della sua comunità, e che oggi è fra le multiutility più efficienti d’Italia. Perché dovremmo cederla ad un soggetto come Hera che, al contrario, opera al servizio degli utili dei suoi azionisti? Crediamo che i beni comuni debbano essere sottratti alle logiche di mercato che consentono ai privati di fare profitto sui servizi compromettendo i diritti dei cittadini e gravando sulle loro tasche. Per questo continuiamo a ripetere che la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, allo scadere delle concessioni a fine 2027, è la strada realisticamente possibile per una gestione dei servizi nell’esclusivo interesse dei cittadini e del territorio. Una soluzione che i sindaci di destra e centrosinistra non hanno nemmeno valutato. Ci auguriamo che ora, dopo questa sonora bocciatura, sindaci e consigli comunali tornino sui loro passi e abbiano maggiore considerazione dell’interesse collettivo che, in virtù del loro mandato, sono tenuti a salvaguardare".
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