“Il lavoro e le donne: disparità di genere”, se ne parla in un incontro pubblico a Carpi
CARPI - Si affronta il tema della disparità di genere nell’incontro sul lavoro e le donne, promosso dalla Cgil del distretto di Carpi e in programma venerdì 13 febbraio con l’onorevole Maria Cecilia Guerra, economista e parlamentare. L’incontro è libero e aperto tutti, si svolge la mattina del 13 febbraio alle ore 9 presso il circolo Loris Guerzoni di Carpi (via Genova,1). Conduce Maura Martinelli della lega pensionati Spi Cgil di Carpi. Introduce Maurizio Guidotto coordinatore Cgil distretto Carpi. Al termine dell’incontro è previsto un rinfresco per i partecipanti. Aderiscono all’iniziativa Udi, Università Libera Età Ginzburg e il centro antiviolenza Vivere Donna.
"Divario retributivo e divario occupazionale tra uomini e donne - si legge nella nota stampa della Cgil Carpi - sono purtroppo realtà in Italia e nel mondo con cui fare i conti per provare a mettere in campo misure a favore delle donne per riequilibrare le forti differenze. La disparità di genere è fotografata da dati e report dell’Onu, del World Economic Forum, di Eurostat e anche dal Rendiconto di Genere 2024 dell’Inps. L’Emilia Romagna e Modena non fanno eccezione. Se guardiamo ai dati modenesi, su 387.218 occupati nel 2023, solo il 44,49% è donna (172.287), di questi il 36,3% ha un contratto part-time contro l’8,2% degli uomini (il dato modenese sui part time al femminile è comunque migliore sia di quello regionale che nazionale, rispettivamente il 39,2% e il 44,1%). Sul totale delle assunzioni fatte nel 2024 solo il 42,45 % è femmina. Disparità anche nelle retribuzioni delle donne lavoratrici: -24% nelle manifattura, - 27% nel commercio, -26% nelle attività finanziarie e assicurative, -21% nei servizi di informazione e comunicazione.
Il tema della conciliazione tra vita lavorativa e familiare resta centrale. Nonostante gli incentivi, i congedi parentali nel triennio 2023-25 risultano ancora scarsamente utilizzati dai padri, confermando un carico di cura prevalentemente femminile. In quest’ottica, strumenti normativi come la certificazione della parità e l’estensione dell’obbligo di redazione dei rapporti aziendali non sono sufficienti. Per favorire le stesse opportunità di carriera a uomini e donne, è fondamentale un approccio integrato che includa politiche aziendali di trasparenza salariale e promozione basate sul merito, misure di conciliazione vita-lavoro (smart working, flessibilità), formazione anti-stereotipi, promozione della leadership femminile e creazione di un ambiente inclusivo e rispettoso, supportato da leggi e sensibilizzazione a livello sociale, agendo su selezione, retribuzione, progressione di carriera e cultura aziendale per eliminare il gender gap. La Cgil ha ben presente il tema della differenza di genere nella contrattazione aziendale, e guarda con favore al dibattito sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, come strumento per affrontare la transizione tecnologica e ambientale e il maggior benessere di lavoratori e lavoratrici in termini di tempo, redistribuzione del lavoro e uguaglianza di genere".
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