ITINERARI CURIOSI | Custodi di sogni sospesi: il luogo dove ogni lettera trova casa
di Francesca Monari
Se pensate che la storia degli amanti di Shakespeare sia solo una finzione letteraria confinata tra le pagine di un libro o tra i marmi di un balcone affollato, vi sbagliate. Nel cuore della città scaligera batte un motore emotivo unico al mondo, un vero e proprio ufficio postale dei sentimenti: il Juliet Club (Il Club di Giulietta).
Da decenni, un fenomeno tanto spontaneo quanto suggestivo unisce i cuori di ogni latitudine. Indirizzate semplicemente a “Giulietta, Verona”, e migliaia di lettere arrivano “al Club” ogni anno da ogni angolo del pianeta. Fogli scritti a mano, cartoline bagnate dalle lacrime, messaggi d’amore disperati, confusi o speranzosi.
A riceverle non c'è un computer o un algoritmo, ma un team appassionato di volontarie e volontari che, con una dedizione quasi sacra, legge, traduce, custodisce e, soprattutto, risponde a ogni singolo messaggio nel nome della più famosa eroina della letteratura mondiale. Ma attenzione, non offrono risposte preconfezionate; regalano tempo, empatia e parole di conforto, tenendo viva una straordinaria tradizione epistolare che resiste nell'era del digitale.
L'esperienza del Club di Giulietta è una narrazione collettiva e intima al tempo stesso. Qui la solidarietà diventa un ponte invisibile tra sconosciuti. Entrare in contatto con questa realtà – che ha ispirato persino il celebre film Letters to Juliet – significa immergersi in un archivio monumentale di anime, dove ogni lettera è un frammento di vita vera.
Il Club di Giulietta non è solo un mito, ma un luogo fisico e vibrante da scoprire (con sede in Vicolo Santa Cecilia). È possibile supportare l'associazione, scoprirne la storia o addirittura candidarsi per diventare "Segretaria di Giulietta" per un giorno, sedendosi a quella scrivania per rispondere alle missive degli innamorati di tutto il mondo.
Un itinerario curioso dedicato a chi crede ancora nel potere terapeutico della scrittura e nella forza intramontabile del mito. Perché a Verona l'amore non si visita soltanto: si scrive.
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