Trasporti, Coordinamento cispadano NO autostrada: “A nord del Po si potenzia le tratte ferroviarie mentre in Emilia Romagna si attende”
Pubblichiamo il comunicato stampa di Silvano Tagliavini portavoce del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce, sulle ultime novità riguardanti il progetto di passante ferroviario a Rovereto di Trento mentre in Emilia Romagna si attua una politica attendista.
La notizia è di questi giorni: verrà realizzata la variante ferroviaria di Rovereto di Trento destinata in particolare al trasporto merci (https://www.trasportoeuropa.it/notizie/infrastrutture/torna-la-variante-dirovereto-sulla-ferrovia-del-brennero/). E’ un ulteriore tassello di quel progetto più generale che punta a potenziare una delle principali tratte ferroviarie europee, la Brennero-Verona, in attesa dell’apertura,
prevista per il 2032, del secondo tunnel ferroviario del Brennero che toglierà il traffico merci dalla gomma spostandolo sul ferro. Quella di Rovereto è l’ultima in fatto di scelte che si aggiunge a quelle già in cantiere come a Trento, Bolzano e Verona.
Tutto questo a nord del Po mentre a sud c’è un quasi totale silenzio. In particolare nell’Emilia Romagna dove si approntano interventi anche significativi ma in mancanza di un quadro generale (PRIT) che invece dovrebbe illustrare l’insieme della strategia trasportistica regionale. E’ come dire che nell’intenzione di realizzare una nuova casa, si parlasse del colore, di come fare porte e finestre ma senza avere definito il progetto strutturale. Peggio ancora. Qualcuno pensa di realizzare la nuova casa con metodi ante Legge regionale antisismica (2009) o senza tenere conto dell’esperienza derivante dal terremoto del 2012. Nuove autostrade e allargamento delle esistenti, progetti che sembrano, per ora, pure suggestioni, come se il mondo trasportistico, in particolare per l’Europa dal 2002, non fosse cambiato. Come Coordinamento, ancora una volta, richiamiamo l’attenzione della politica a quanto sta succedendo oltre PO. Alzare lo sguardo oltre i propri confini amministrativi, riflettere sulle scelte, sbagliate,
fatte negli ultimi vent’anni (vedi trasformazione del progetto Cispadana da strada a scorrimento veloce in autostrada), ripensare le strategie a fronte dei cambiamenti, anche climatici, per non condannare questi
territori ad un oblio economico, sociale e ambientale.
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