Da Bomporto Lina Pinto ci fa viaggiare tra i misteri con i “Rolling Squad” e la riscoperta del giallo per ragazzi
Nel panorama della letteratura middle-grade, dove spesso la tecnologia e il fantastico prendono il sopravvento, c’è chi sceglie di tornare alle radici del racconto: il mistero puro, quello fatto di polvere, antiche pietre e legami indissolubili. È il caso di Lina Pinto che, con il suo ultimo lavoro "I Rolling Squad e il mistero della torre silente" (edizioni Damster), confeziona un piccolo gioiello di narrativa d’intrattenimento capace di catturare i giovani lettori dalla prima all'ultima pagina, ambientato a Modena, con la Bonissima, le tigelle e la nebbia.
Un gruppo, un enigma
La forza del romanzo risiede tutta nel nome della squadra: i Rolling Squad. Non siamo di fronte al classico eroe solitario, ma a un collettivo organico dove l’individualità si mette al servizio del bene comune. La Pinto tratteggia con precisione chirurgica le personalità del gruppo, rendendoli specchi in cui ogni adolescente può facilmente riflettersi.
Il catalizzatore dell’azione è la Torre Silente, un elemento architettonico che si erge a protagonista silenzioso della vicenda. Carica di suggestioni e segreti che la comunità locale sembra aver sepolto sotto la cenere del tempo, la torre diventa il banco di prova per il coraggio e l'ingegno dei protagonisti.
Un ritmo da "Binge-Reading"
Lo stile giornalistico della narrazione, fatto di capitoli brevi e dialoghi che sembrano pronti per una sceneggiatura cinematografica, strizza l’occhio alla velocità dei consumi moderni senza però sacrificare la qualità letteraria. La suspense è gestita con sapienza: l’autrice dosa gli indizi con equilibrio, mantenendo alta la tensione senza mai scivolare in toni eccessivamente cupi, mantenendo il racconto luminoso e propositivo.
Tra nostalgia e modernità
Sebbene la struttura possa ricordare i grandi classici come I Goonies o le avventure di Enid Blyton, "I Rolling Squad" è un’opera profondamente radicata nel presente. Il messaggio è chiaro: in un mondo sempre più connesso digitalmente, il vero "mistero" e la vera avventura si trovano ancora là fuori, tra le strade del proprio paese e la complicità di un gruppo di amici fidati.
Certamente, per i lettori più smaliziati la risoluzione del caso potrebbe apparire lineare, ma l'obiettivo di Lina Pinto non è sconvolgere con trame noir complesse, quanto piuttosto celebrare la curiosità e la forza della cooperazione.
Conclusione
"I Rolling Squad e il mistero della torre silente" non è solo un libro da leggere sotto l'ombrellone o durante un pomeriggio di pioggia; è un invito a guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda, a partire dalle strade di Modena.

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