Smartphone prima di dormire? “Provoca problemi seri”, l’allarme di Bassetti
(Adnkronos) -
L'abuso del cellulare prima di dormire crea problemi al sonno e può danneggiare la salute del cuore e del cervello. Il professor Matteo Bassetti, dal proprio profilo Instagram, accende i riflettori su una pessima abitudine estremamente diffusa. "Ci sono un sacco di effetti negativi a cascata delle luci prima di dormire: basta poca luce, pochissima, diffusa prima di dormire, perché il nostro corpo diventi bersaglio di disturbi di vario genere, anche seri", scrive il direttore del reparto malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. "Un danno che parte dai telefonini che usiamo tutti i giorni: la luce blu che fissiamo mentre maneggiamo il cellulare può disturbare il sonno, e non solo. Sono diversi gli studi che negli ultimi anni, hanno collegato l’esposizione alla luce notturna, oltre che all’interruzione del sonno, anche ad effetti negativi sulla salute cardiaca, metabolica, cognitiva e mentale", aggiunge. Gli studi a cui fa riferimento Bassetti in maniera generica hanno delineato il quadro relativo agli effetti della 'luce blu'. La blue light prodotta dagli smartphone o dai tablet può condizionare la produzione di melatonina, che favorisce il sonno, fino a sopprimerla. L'effetto, che può ritardare il sonno, è più evidente in caso di esposizione prolungata in un ambiente buio. Passare da un post all'altro tiene attivo il cervello, con la possibilità di causare stress o eccitazione: in ogni caso, il cervello rischia di trovarsi in uno status in cui diventa più complicato 'disattivarsi'. Anche questo processo incide sul rinvio del sonno e sulla riduzione della durata del riposo notturno, con un effetto a catena. Tra gli studi spicca, negli ultimi mesi, quello condotto dal team guidato dal professor Shady Abohashem del Massachusetts General Hospital - docente alla Harvard Medical School in Boston - e presentato nel novembre 2025 all'American Heart Association Scientific Sessions. La ricerca riguarda più di 450 adulti di Boston senza malattie cardiache preesistenti. Lo studio ha impiegato imaging cerebrale e satelliti per misurare la luce notturna esterna, evidenziando un collegamento sostanzialmente diretto: più luce, più rischio cardiaco, con meccanismi relativi ai processi di infiammazione che possono arrivare a condizionare le arterie. La soluzione? Per ridurre i rischi bisogna spegnere gli schermi almeno 1 ora prima di dormire, usare modalità notturne o filtri blue-light, mantenere la stanza totalmente buia. O, in alternativa, la maschera sugli occhi.
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