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06 Novembre 2026
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Violenza sugli operatori sanitari, nel modenese oltre 460 episodi nel 2025

MODENA - In occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio‑sanitari, le tre Aziende sanitarie modenesi - Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo SpA - si uniscono al messaggio lanciato dalla Regione Emilia‑Romagna, ribadendo l’impegno comune per prevenire e contrastare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità grave per la sicurezza del personale e per la qualità dell’assistenza ai cittadini. I dati confermano che il fenomeno delle aggressioni è tutt’altro che marginale: in Emilia‑Romagna sono state registrate 2.715 segnalazioni, con un lieve incremento rispetto al 2024 e anche sul territorio provinciale i dati sono in aumento. Un fenomeno “inaccettabile e incomprensibile”, come ha dichiarato l’Assessore Fabi, che necessita di un impegno congiunto tra istituzioni, servizi sanitari e comunità.

Le azioni messe in campo a livello provinciale

In linea con le indicazioni regionali, anche nel territorio modenese vengono adottate misure per aumentare la sicurezza del personale e migliorare la capacità di prevenzione e gestione degli episodi di violenza. Le tre Aziende hanno lavorato su più fronti: potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e degli impianti di sicurezza, installazione di pulsanti di allarme rapido, revisione dei layout degli spazi più critici, formazione specifica per il personale, gruppi di ascolto e supporto psicologico per gli operatori coinvolti. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai contesti più esposti, come i Pronto Soccorso, i CAU, i servizi di Salute Mentale e la Medicina Penitenziaria, dove nel 2025 si è registrato un incremento significativo degli episodi. In quest’ultimo ambito, l’Azienda USL ha avviato un confronto strutturato con la Direzione della Casa Circondariale di Modena, ottenendo un rafforzamento delle misure di sicurezza e una revisione delle procedure interne, oltre alla creazione di un coordinamento medico e infermieristico dedicato. Le Aziende modenesi stanno inoltre lavorando per avviare un protocollo formale con Prefettura e Questura, come previsto dalla normativa nazionale, per garantire una risposta ancora più tempestiva ed efficace agli episodi di violenza.

Il contributo della comunità: il successo della Run4Care

Accanto alle misure organizzative, le Aziende modenesi hanno sostenuto iniziative rivolte alla cittadinanza per diffondere una cultura del rispetto e della cura reciproca. Tra queste, spicca il successo della recente Run4Care, organizzata a Sassuolo dal CSI Modena con la collaborazione della sanità provinciale e degli ordini provinciali. L’evento, dedicato proprio al tema della non violenza verso gli operatori sanitari, ha registrato oltre 3.000 partecipanti, confermando la forte sensibilità della comunità modenese e la volontà condivisa di sostenere chi ogni giorno lavora per la salute di tutti.

I dati delle Aziende sanitarie modenesi nel 2025

Nel 2025, sull’applicativo SegnalER, l’Azienda USL di Modena ha registrato 339 episodi di violenza, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti (195 nel 2023, 282 nel 2024) e che può differire leggermente dai dati regionali per via del consolidamento delle segnalazioni avvenuto anche dopo la chiusura della rilevazione ministeriale. Gli episodi hanno coinvolto 355 operatori, in prevalenza infermieri e donne, con una distribuzione per età concentrata nelle fasce 30‑39 e 50‑59 anni. Le aggressioni verbali restano la forma più frequente, mentre gli episodi con componente fisica risultano in aumento rispetto all’anno precedente. Nel 2025, 25 episodi hanno comportato un infortunio sul lavoro, per un totale di 255 giornate di assenza, con un impatto significativo sul benessere psicofisico degli operatori. Le aree più colpite sono state Emergenza‑Urgenza, Cure Primarie e Salute Mentale, confermando un trend costante negli ultimi anni. Particolarmente rilevante l’aumento delle segnalazioni in Medicina Penitenziaria, passate da 19 a 49 episodi in un anno.

Nel 2025, sull’applicativo SegnalER, l’AOU di Modena ha registrato 112 episodi di violenza, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti (101 nel 2023, 108 nel 2024). Gli episodi hanno coinvolto 119 operatori, in prevalenza infermieri e donne, con una distribuzione per età concentrata nelle fasce 30-39 anni e 40-49 anni. Le aggressioni verbali restano la forma più frequente, mentre gli episodi con componente fisica risultano in aumento rispetto all’anno precedente. Nel 2025, 21 episodi hanno comportato un infortunio sul lavoro, per un totale di 56 giornate di assenza, con un impatto significativo sul benessere psicofisico degli operatori. L’area più colpita è stata l’Emergenza‑Urgenza, confermando un trend costante negli ultimi anni.

L’Ospedale di Sassuolo nel 2025 ha registrato 13 casi di aggressione verso i propri operatori, di cui 12 contro professioniste donne e una ai danni della proprietà. Rispetto al 2024, in cui le aggressioni registrate furono 34, si è registrato un calo del 62% su base annua. Tale risultato, pur non eliminando il problema, è certamente stato influenzato – positivamente – dai mezzi di dissuasione attivati in ospedale, tra cui il pulsante di collegamento diretto con le forze dell’ordine e i sistemi di videosorveglianza interna. È stato inoltre avviato un percorso per la formazione specifica degli operatori nella gestione di situazioni conflittuali. Per tutti i casi segnalati in Regione (12) si è trattato di violenze verbali.

Un impegno comune per la sicurezza e il rispetto

“Come Aziende modenesi ribadiamo che la sicurezza degli operatori è una condizione essenziale per garantire qualità, continuità e umanità dell’assistenza. La violenza contro chi cura non è solo un problema organizzativo: è un attacco al patto di fiducia che lega cittadini e sistema sanitario”, dichiarano i direttori sanitari di Ausl, Sassuolo e Aou, Romana Bacchi, Giulia Ciancia e Silvio Di Tella. “Per questo, oltre alle misure tecniche e organizzative, continuiamo a investire in formazione, ascolto, supporto psicologico e iniziative di sensibilizzazione rivolte alla comunità, nella convinzione che la prevenzione della violenza passi anche attraverso una cultura condivisa di rispetto e responsabilità”.

Il comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna:

Aggressioni, minacce, violenze verbali e fisiche, danneggiamenti alle strutture: un fenomeno, quello che colpisce gli operatori sanitari e socio-sanitari, che non smette mai di stupire. Perché non solo esiste, ma negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, rappresentando una criticità per la sicurezza e il benessere di chi lavora nei servizi sanitari, ma anche per la qualità complessiva dell’assistenza erogata ai cittadini. Il 12 marzo la Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, che la Regione “celebra” con il corso/convegno “La prevenzione di aggressioni, violenze e molestie agli operatori sanitari e socio-sanitari in Emilia-Romagna” - organizzato a Bologna domani mattina dalle 9,30 alle 13,30 nell’Aula Magna di viale Aldo Moro 30, che sarà concluso dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. I dati 2025 del nuovo Report curato dall’assessorato regionale sono chiari: su tutto il territorio sono state registrate 2.715 segnalazioni, con un lieve incremento (+1,2%) rispetto al 2024, quando erano state 2.682. Di queste, il 90% è avvenuto nel settore pubblico. La verbale è la forma di violenza più diffusa (89,1%), seguita da quella fisica (28,1%) e dai danni alla proprietà (17,7%). Coinvolti 2.877 operatori, in grande maggioranza (73,8%) donne, anche se considerando la proporzione degli operatori interessati rispetto al personale dipendente non si osserva una sostanziale differenza tra i due generi: i maschi coinvolti sono il 3,8% dei dipendenti, le femmine il 3,7%. Gli infermieri rappresentano la categoria più colpita (59,6% dei casi totali), poi i medici, che hanno registrato l'incremento maggiore di coinvolgimento, passando dal 13,6% al 15,8% degli episodi totali, e gli Oss (11,4%, come nel 2024).

“Parliamo - commenta Fabi - di un fenomeno di enorme gravità, inaccettabile e incomprensibile: professioniste e professionisti che ogni giorno si prendono cura di noi, invece di essere ringraziati vengono aggrediti, verbalmente o addirittura fisicamente. Al punto che è stato necessario istituire una Giornata nazionale per alzare l’attenzione sul tema. In Emilia-Romagna, anche grazie alla piattaforma SegnalER che consente agli operatori di segnalare in modo sicuro e immediato gli episodi di violenza, monitoriamo i dati con precisione e cerchiamo in ogni modo, anche in collaborazione con le altre Istituzioni, di contrastare il fenomeno: attraverso tecnologie di sorveglianza avanzate, interventi il più possibile tempestivi, percorsi formativi e supporto psicologico e giuridico per il personale vittima di aggressioni. A ciò si affianca anche la campagna regionale di comunicazione e sensibilizzazione ‘Più cura per chi cura’”.  

“Prevenire aggressioni, violenze e molestie - aggiunge Fabi - significa promuovere ambienti di lavoro sicuri, rispettosi e inclusivi, rafforzare la cultura della responsabilità condivisa e sviluppare strumenti organizzativi, formativi e di supporto capaci di ridurre i fattori di rischio e di gestire con più efficacia le situazioni critiche. Si tratta di eventi che incidono profondamente sul clima organizzativo, sulla motivazione professionale e sulla capacità del sistema sanitario di rispondere in modo efficace e umano ai bisogni di cura: l’appuntamento di domani, con istituzioni e professionisti, vuole essere un momento di confronto e approfondimento su quanto è stato fatto e quanto ancora possiamo e dobbiamo fare, insieme”.

Le misure di prevenzione e tutela

Oltre alla piattaforma SegnalER, sono diverse le azioni messe in campo dalle Aziende sanitarie e Ospedaliere per garantire la sicurezza degli operatori della sanità, seguendo le Linee di indirizzo regionali: sono stati potenziati i sistemi di videosorveglianza e illuminazione ed installati pulsanti di allarme e vetri anti-sfondamento, in particolare nelle zone ad alto rischio come i Pronto Soccorso; è stata rafforzata la collaborazione con le Forze dell’ordine, attivando protocolli bilaterali con le Questure per una risposta più rapida ed efficace agli episodi di violenza.  Un altro aspetto fondamentale riguarda il supporto psicologico e di tutela legale offerti agli operatori vittime di aggressioni. Molto si è fatto anche in termini di formazione e sensibilizzazione del personale sanitario, con corsi di formazione e un focus specifico sulla prevenzione, sulla comunicazione efficace e sulla gestione delle situazioni critiche. Inoltre, il tema delle aggressioni è stato inserito nei corsi obbligatori per i neoassunti, con l’obiettivo di sensibilizzare fin da subito il personale su questa problematica.

La campagna regionale di comunicazione ‘Più cura per chi cura’

Una campagna nata per costruire fiducia, promuovere rispetto e diffondere consapevolezza verso chi lavora per la salute di tutte le persone che accedono ai servizi sanitari: questo l’obiettivo della campagna di comunicazione della Regione Più cura per chi cura. Il messaggio veicolato è quello che la sanità è fatta di persone che ogni giorno si prendono cura di pazienti di ogni tipo e che, invece, subiscono aggressioni fisiche e verbali mentre svolgono il proprio lavoro con professionalità.

Di seguito il comunicato stampa dell'Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri di Modena:

"Nel 2024 ne erano arrivate solo due. L’anno scorso sono state dodici. Sono le segnalazioni ricevute dall’osservatorio sulla violenza ai sanitari istituito nel 2017 dall’Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri di Modena. Inviate da nove uomini e tre donne, raccontano di aggressioni verbali da parte di pazienti o familiari, minacce telefoniche o via chat e sul posto di lavoro. I dati sono stati resi noti in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari, che si celebra oggi – giovedì 12 marzo – in tutta Italia.  L’osservatorio dell’Ordine dei Medici di Modena ha ricevuto due segnalazioni nel 2019, nessuna nel 2020, diciannove nel 2021, 36 nel 2022, dodici nel 2023 e, come dicevamo, due nel 2024 e dodici nel 2025".

 «Il dato ci fornisce due informazioni – dichiara il presidente dell’Ordine, Carlo Curatola – La prima è di carattere politico: l'Ordine dei medici di Modena è punto di riferimento per i colleghi che sono stati sensibilizzati a una tolleranza zero nei confronti del fenomeno violenza. La seconda, non meno importante, è che il monitoraggio degli eventi sentinella ci costringe a tenere alta l'attenzione. Tra l’altro il fenomeno è sicuramente sottostimato, perché sono dati parziali. Le segnalazioni, infatti, arrivano prevalentemente dai colleghi della medicina del territorio, dentisti e liberi professionisti ecc. Per avere un quadro completo del fenomeno bisogna aggregare le segnalazioni ricevute dalle aziende sanitarie».

 Colpisce, in particolare, che da quando esiste l’osservatorio, la metà delle segnalazioni (42 su 85) arrivi da donne. Un aspetto che, secondo Curatola, impone di ricercare soluzioni di sistema.

«Abbiamo appena celebrato la Giornata internazionale della donna e dobbiamo ascoltare la domanda di sicurezza che proviene dalle donne che lavorano nella sanità, sia pubblica che privata», afferma il presidente dell’Ordine.

 Per Curatola la fine dell’emergenza Covid ha comunque riportato un po’ di serenità nei rapporti medico-paziente.

«È fondamentale mettere al centro della gestione della presa in carico del malato l'alleanza tra chi cura e chi si affida alle cure – spiega il presidente dell’Ordine - Resta il problema degli ospedali e dei luoghi di lavoro più a rischio, come psichiatria e pronto soccorso, nei quali le situazioni delicate, unite spesso alle carenze di personale e una vigilanza che non può trasformarsi in militarizzazione, possono creare un mix potenzialmente rischioso per gli operatori. Per questo – continua Curatola - riteniamo imprescindibile che persista un coinvolgimento coordinato di tutte le istituzioni e che sul tema non si abbassi la guardia. A noi spettano il compito e la responsabilità di collaborare per una costante ed esaustiva comunicazione al cittadino sul corretto accesso ai presidi del sistema sanitario nazionale che, in un momento di carenza di risorse umane, per essere efficientati devono essere sollecitati con le giuste intensità. Ribadiamo la nostra piena disponibilità a fare rete con tutti i soggetti ed enti coinvolti al fine - conclude il presidente dell’Ordine dei medici di Modena, Carlo Curatola – di elaborare e condividere un’efficace strategia antiviolenza».

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