Addio al fotografo modenese Franco Fontana, aveva 92 anni
MODENA - È morto Franco Fontana, uno dei maggiori fotografi italiani del secondo Novecento e tra i protagonisti internazionali dell’affermazione della fotografia a colori come linguaggio artistico.
Nato il 9 dicembre 1933 a Cognento (Modena), divenne fotografo prima per hobby nel 1961, e solo dopo qualche anno, decise di trasformare la sua passione in professione.
Era una stagione nella quale la fotografia italiana d’autore continuava a identificarsi in larga misura con il bianco e nero, Fontana scelse invece quasi subito il colore, facendone una forma assoluta.
A ricordare la sua lunga e straordinaria carriera è ilgiornaledellarte.com
Campi gialli, cieli azzurri, muri rossi, ombre nere, strade, facciate, piscine, automobili, corpi: per quasi sessant’anni Fontana ha ridotto il mondo ai suoi elementi essenziali, costruendo un linguaggio immediatamente riconoscibile nel quale il paesaggio perdeva progressivamente la propria funzione documentaria per diventare superficie, geometria, ritmo. Fontana ha contribuito in modo decisivo a cambiare lo statuto del colore nella fotografia, trasformandolo da elemento descrittivo a vera struttura dell’immagine.
Il successo della sua rivoluzione “pittorica” in campo fotografico non tardò ad arrivare, e si estese ben oltre i confini italiani.
Le prime personali sono nel 1965 a Torino e nel 1968 a Modena, ma fu soprattutto negli anni Settanta che il suo linguaggio raggiunse una forma ormai compiuta. Le fotografie realizzate in Basilicata, Puglia, Emilia e lungo il Mediterraneo sarebbero diventate alcune delle immagini più riconoscibili della fotografia italiana: colline ridotte a fasce, campi trasformati in blocchi cromatici, alberi isolati come punti nello spazio, orizzonti compressi fino quasi a cancellare la profondità.
Nel 1978 pubblicò Skyline, uno dei libri centrali della sua carriera e un passaggio importante per la nuova fotografia italiana.
Nel 1979, il MOMA di New York lo invitò a esporre in una grande mostra.
Ha esposto, tra personali e collettive, in tutto il mondo.
Ha tenuto workshop e firmato numerose campagne pubblicitarie
Una sua fotografia è stata scelta dal Ministero della Cultura francese per rappresentare “lo spirito della cultura francese” attraverso i tempi e un analogo riconoscimento gli è stato attribuito dal Ministero della Cultura del Giappone.
Le sue opere sono conservate nei maggiori musei del mondo, tra i quali il “MoMa” di New York, il “Metropolitan Museum” di Tokyo, la “George Eastman House” di Rochester, il “Ludwig Museum” di Colonia, il “Museum of Modern Art” di San Francisco, il “Museum of Fine Arts” di Boston, il “Pushkin Museum of Fine Arts” di Mosca, l’ “Australian National Gallery” di Melbourne, lo “Stedeliijk Museum” di Amsterdam, la “GAM” di Torino, il “Mesèe d’Art Moderne” di Parigi, il “Kunsthaus Museum” di Zurigo, il “Victoria & Albert Museum” di Londra.
Franco Fontana ha ricevuto, nel 1984, il XXVIII Premio per l’Arte Ragno d’Oro-Unicef, nel 2000, l’onorificenza di " Commendatore della Repubblica” per meriti artistici e, nel 2006, la Laurea honoris causa in design ecocompatibile dal Politecnico di Torino.
Scrive Franco Fontana: “esistono tanti paesaggi dell’anima, tanti quanti sono gli artisti che da sempre creano opere di pittura, di fotografia, componimenti poetici, letterari o musicali; la bellezza stessa è un’opera dell’anima che si nutre della sensibilità e della passione di chi la sa cogliere. Come un libro, quando è finito e pubblicato, comincia a vivere la sua vita e i lettori ne diventano i nuovi autori, così ogni paesaggio o opera d’arte comincia a vivere nel momento stesso in cui in cui è visto, percepito dagli occhi, dal cuore, dalla mente ed entra nell’anima di chi lo guarda”.
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