Il Comune di Modena stanzia 100mila euro per il Festival ‘Dig’, Lega: “Basta ideologia e propaganda politica pro Pal con i soldi dei modenesi”
MODENA - "Già era discutibile destinare 100.000 euro di soldi pubblici oltre che spazi comunali a titolo gratuito a un Festival che in nome del giornalismo investigativo veicola da anni una sempre più smaccata attività di nicchia e di propaganda ideologica, politica e pro Pal, ma la notizia della presenza di Francesca Albanese, dopo le polemiche dello scorso anno, va oltre ogni immaginazione e pudore politico e istituzionale".
A dichiaralo in una nota è Giovanni Bertoldi –Capogruppo Lega Modena in Consiglio Comunale.
"Non possiamo dimenticare che in Consiglio Comunale lo stesso Mezzetti, riferendosi all’episodio di Reggio Emilia, in cui l’Albanese aveva contestato il sindaco Massari, precisò che se quell’episodio fosse avvenuto prima della visita a Modena, non le avrebbe consegnato il “Grosso” d’argento - continua Bertoldi -. Oggi, invece, il Comune finanzia il ritorno di Francesca Albanese nella nostra città dopo avere offeso le istituzioni democratiche: è inaccettabile che anche solo un euro di denaro pubblico sia speso per sostenere la sua inopportuna nuova presenza. Siamo al limite della provocazione politica che quest’anno non si nasconde nemmeno più, visto il titolo e l’obiettivo dichiarato degli organizzatori: intonare il grande canto partigiano “Bella Ciao”. Anche perché il resto è costituito da un elenco di giornalisti e di eventi con chiara matrice politica ed ideologica di cui nessuno sentirebbe la mancanza. A tutto c’è un limite. I soldi che i cittadini si vedono negare per iniziative ed interventi sociali e di pubblica utilità non possono essere spesi in questo modo. Anche nel rispetto di altre manifestazioni ben più di interesse pubblico e di maggiore valenza culturale che non ricevono nemmeno un decimo di quanto riceve DIG o si vedono negati sostegni. I cittadini non possono continuare a vedere sperperare i soldi delle proprie tasse per finanziare una serie di eventi di propaganda politica, schiere di auto blu per gli ospiti e salottini radical chic.
A destare ulteriori preoccupazioni sono gli incontri previsti con gli studenti delle scuole: il Comune dovrebbe garantire pluralismo, confronto e libertà di pensiero, non favorire iniziative che rischiano di presentare ai ragazzi una lettura ideologica di parte di questioni politiche internazionali estremamente complesse. A meno che l'obiettivo sia proprio di indottrinarli per preparare i futuri partecipanti alle manifestazioni pro Pal o per ingrossare le file dei movimenti antagonisti.
Il tutto sotto l'etichetta del giornalismo investigativo che anche quest’anno evita ad arte di affrontare i veri problemi che, confermati dall’attualissimo caso Report, attraversano la dimensione nazionale.
La misura è colma e il Sindaco, anziché rinnovare la convenzione, nelle condizioni attuali dovrebbe interromperla. Dovrebbe farlo nell'interesse dei cittadini e in nome delle istituzioni che Francesca Albanese ha mortificato”.
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