Sicurezza, Barcaiuolo (FdI): “Con il governo Meloni più agenti anche a Modena, i numeri smentiscono la sinistra”
MODENA - La nota del senatore e Coordinatore dell'Emilia-Romagna di Fratelli d'Italia Michele Barcaiuolo sulla sicurezza a Modena.
«Il sindaco Mezzetti, in un curioso slancio storico, riesce nell'impresa di risalire al 1989 pur di dimostrare che i problemi di sicurezza di Modena sono esclusiva responsabilità del Governo Meloni. Un paragone quantomeno curioso. Se invece di scegliere come termine di paragone un anno di quasi quattro decenni fa confrontasse ciò che sta facendo questo esecutivo con quanto ereditato dai governi precedenti, il quadro sarebbe decisamente meno utile alla sua narrazione. Dall'insediamento del Governo Meloni sono state autorizzate migliaia di assunzioni nelle Forze di polizia, garantendo il turnover e invertendo una tendenza che per anni aveva impoverito gli organici. Anche Modena ha beneficiato di questo rafforzamento: nel dicembre 2024 sono stati assegnati 18 nuovi agenti di Polizia alla Questura e nel febbraio 2025 sono arrivati altri 31 Carabinieri in provincia. Prima di chiamare in causa Roma per giustificare ogni problema modenese, sarebbe quindi opportuno raccontare ai cittadini anche un dato difficilmente contestabile: oggi sul territorio ci sono più agenti rispetto a quando l'attuale Governo si è insediato». Così il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia in Emilia-Romagna.
«E non ci sono soltanto gli uomini. Il Governo ha rafforzato gli strumenti a disposizione dello Stato attraverso il decreto Sicurezza, gli interventi contro la criminalità giovanile e l’istituzione delle zone rosse. Tuttavia, il paradosso politico è ormai evidente: ogni volta che il Governo introduce una misura per rafforzare sicurezza, legalità e tutela delle Forze dell'ordine, dalla sinistra si levano accuse di deriva autoritaria e torna puntualmente l'allarme fascismo; quando poi i problemi esplodono nelle città che amministra, la stessa sinistra invoca più uomini, più controlli e l'intervento dello Stato. Mezzetti potrebbe ricordare ai modenesi anche un altro particolare: quando in Consiglio comunale si propone di dotare la Polizia locale del taser, a Modena è proprio la sua maggioranza a opporsi sistematicamente. Non si può continuare a invocare l'intervento del Governo e contemporaneamente bocciare gli strumenti che potrebbero essere messi a disposizione degli agenti comunali».
«Inoltre – prosegue Barcaiuolo – trovo francamente poco elegante che un sindaco arrivi a chiamare pubblicamente in causa questori e prefetti, sostenendo che dovrebbero “farsi sentire di più” ed evocando addirittura il timore di compromettere una futura promozione. È un'insinuazione pesante, perché lascia intendere che chi ricopre ruoli istituzionali così delicati possa anteporre le proprie aspettative di carriera alle esigenze di sicurezza del territorio e dei cittadini. Un'affermazione che, proprio perché pronunciata da un sindaco, non può essere liquidata come una battuta polemica. Se Mezzetti dispone di elementi concreti per sostenerla, li renda pubblici; diversamente, sarebbe opportuno fare un passo indietro, scusarsi ed evitare di coinvolgere questori e prefetti nello scontro politico e, soprattutto, di mettere in dubbio la loro autonomia e il senso di responsabilità con cui esercitano le rispettive funzioni».
«Il Governo ha fatto molto e continuerà a investire sulla sicurezza. Proprio per questo appare ancora più inaccettabile il tentativo di scaricare sistematicamente su Roma la responsabilità di tutto ciò che non funziona a Modena, evitando accuratamente di interrogarsi su ciò che invece dipende dalle scelte e dalle competenze dell'amministrazione comunale. Occupazioni abusive, aggressioni, risse, rapine, situazioni di degrado che si trascinano nel tempo, residenti esasperati che chiedono interventi e un assessore alla sicurezza del tutto impalpabile: nessuno di questi problemi può essere liquidato semplicemente indicando Roma. Il Comune dispone di competenze, strumenti e della propria Polizia locale e ha il dovere di esercitarli pienamente, lavorando insieme alle Forze dell'ordine e alle altre istituzioni. Se dopo ogni nuova criticità la risposta consiste nel cercare un responsabile esterno, significa non voler prendere atto di un dato ormai evidente: il modello di sicurezza seguito dall'amministrazione modenese ha mostrato tutti i suoi limiti e ha bisogno di essere profondamente rivisto», conclude Barcaiuolo.
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