Mirandola, Negro (Pd): «98 posti letto sono troppo pochi, il Santa Maria Bianca deve arrivare a 160-180»
MIRANDOLA – Novantotto posti letto effettivamente attivi per un bacino di quasi 90mila abitanti sono troppo pochi. E se il principio stabilito per la sanità dell’Area Nord è quello di avere Carpi e Mirandola come due ospedali di pari livello, allora il Santa Maria Bianca deve essere rafforzato fino ad arrivare, nel tempo, a 160-180 posti letto operativi.
È uno dei passaggi centrali dell’intervento di Paolo Negro, capogruppo del Partito democratico nell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, nel Consiglio straordinario sulla sanità che giovedì ha visto per la prima volta insieme l’assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi e il direttore generale dell’Ausl di Modena Mattia Altini.
Negro parte da un giudizio positivo sulla proposta complessiva presentata dall’Ausl. Dopo anni di interventi sui singoli servizi, sostiene, oggi esiste finalmente un disegno più organico per il futuro dei due ospedali dell’Area Nord.
Il principio è quello del “pari livello” tra Carpi e Mirandola. Non due ospedali identici, precisa Negro, ma due strutture complementari, ciascuna con servizi di base e specializzazioni proprie, capaci di rispondere insieme ai bisogni sanitari dell’intera Area Nord.
Tra gli elementi valutati positivamente ci sono la Pneumologia di Mirandola come hub di Area Nord, uno snodo al Santa Maria Bianca della Factory chirurgica provinciale a ciclo breve per l’abbattimento delle liste d’attesa, gli investimenti sulla robotica ortopedica e sull’orto-geriatria, il Percorso Donna con il ruolo di Mirandola nella chirurgia ricostruttiva e l’apertura della nuova Medicina d’Urgenza.
Ma per Negro il vero banco di prova sono i numeri.
Secondo l’analisi da lui elaborata sui dati della piattaforma regionale ReportER, dal 2000 al 2025 il Santa Maria Bianca sarebbe il presidio spoke della provincia di Modena che ha subito la contrazione più pesante: i posti letto accreditati sono passati da 202 a 130, mentre quelli effettivamente attivi sarebbero oggi appena 98. Nello stesso periodo le dimissioni ospedaliere sono diminuite di circa il 51%, da oltre 8.800 a circa 4.300 l’anno.
Per un territorio di poco meno di 90mila abitanti significa circa 1,08 posti letto ogni mille residenti, un dato che Negro considera troppo basso se confrontato con altri ospedali spoke dell’Emilia-Romagna che servono bacini analoghi. Nel suo intervento cita, tra gli altri, Guastalla, Cento, Faenza e Lugo, indicando per queste realtà una dotazione generalmente compresa tra 160 e 230 posti letto accreditati.
Da qui la richiesta: il recupero previsto fino a 138 letti è positivo, ma non sufficiente.
L’obiettivo politico, secondo Negro, deve essere quello di portare il Santa Maria Bianca a 160-180 posti letto effettivi, tenendo conto anche della distanza di circa 40 chilometri dagli hub modenesi e delle difficoltà di collegamento della Bassa. «È un tema di equità, non di campanili», è il senso della posizione espressa in Consiglio.
Il capogruppo Pd insiste anche sul significato concreto del “pari livello”: complementarità, sostiene, non può significare che un ospedale concentri quasi tutte le funzioni e l’altro abbia un ruolo residuale. Se a Carpi saranno attribuite determinate specializzazioni, anche Mirandola dovrà avere funzioni di analoga capacità attrattiva.
Accanto ai posti letto, Negro mette sul tavolo altre proposte. La prima è fare del Santa Maria Bianca un ospedale di ricerca e innovazione clinica, sfruttando la presenza del distretto biomedicale, del Tecnopolo Mario Veronesi, del corso di laurea in Bioingegneria e delle imprese del territorio.
Propone inoltre una Unità operativa complessa di Geriatria di Area Nord, un rafforzamento della riabilitazione e una maggiore valorizzazione della Citologia di Mirandola, già hub provinciale.
Il messaggio rivolto a Regione e Ausl è quindi quello di non fermarsi alla proposta attuale, ma di usarla come punto di partenza.
Per Negro resta valido il patto alla base della riorganizzazione dell’Area Nord: nuovo ospedale a Carpi e, contemporaneamente, ospedale di Mirandola rinnovato e potenziato.
«La Bassa Modenese non è una periferia rassegnata», conclude il consigliere Pd, chiedendo un Santa Maria Bianca «attrattivo, dinamico» e realmente all’altezza del territorio.
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