Ilaria Capua su salute e ambiente: “Smettiamola di dire che non possiamo più farci nulla”
Verrebbe da dire che il problema sono gli scettici, i rassegnati o chi semplicemente si è stancato di sentire sempre “i soliti discorsi”, quelli sull’importanza dell’ambiente, della biodiversità o di gesti semplici, come lavarci le mani. Eppure l’emergenza ambientale esiste, le plastiche che invadono i nostri oceani e poi il nostro organismo sono aumentate invece di diminuire e si prevede che entro il 2025circa 40 milioni di persone sul pianeta moriranno a causa dell’antibiotico resistenza, cioè infezioni provocate da organismi che hanno imparato come difendersi dagli antibiotici. “Tanto per darvi un metro di paragone – ha detto Ilaria Capua durante il seminario che ha tenuto al Teatro Facchini – il Covid ha causato circa 7 milioni di morti in tutto il mondo”.
Ilaria Capua al Facchini con il Circolo Merighi
Homo sì, ma siamo davvero così sapiens?
La verità è che un grande numero di morti concentrati in un breve periodo di tempo (magari in aree circoscritte) ci fanno paura. Invece se i decessi avvengono in un intervallo più lungo o distribuiti su un territorio più vasto ci impressionano molto meno. Forse ci lasciano quasi indifferenti. “Il titolo di homo sapiens ce lo siamo dati da soli” ha commentato la scienziata di fama mondiale, che la sera di giovedì 1 ottobre, a Medolla, ha parlato davanti a oltre 100 persone nel corso di un incontro organizzato dal Circolo Medico “Mario Merighi” intitolato “Salute circolare, un nuovo modo di pensare”. Dopo i saluti emozionati del presidente del Circolo Nunzio Borelli e del sindaco Alberto Calciolari, Capua ha spiegato il senso del sottotitolo dell’evento, cioè “Più eco, meno ego”. L’umanità sfrutta il pianeta con noncuranza, come se le sue azioni non avessero conseguenze, anche gravi, per sé e per la propria salute. Insomma, ci comportiamo come egomaniaci, quando invece dovremmo avere un maggiore occhio di riguardo per l’ambiente nel quale viviamo e dal quale dipendiamo.
Le soluzioni esistono: vanno applicate
Con buona pace di chi pensa che i decennali avvertimenti della comunità scientifica suonino ormai come un disco rotto o che “ormai il danno è fatto e non c’è più niente da fare”. “Possiamo fare ancora molto invece – afferma Capua – Durante la pandemia avevamo la buona abitudine di lavarci spesso le mani, oggi ci siamo lasciati andare. Dovremmo riprendere quella pratica. Usciamo di casa, stringiamo mani, tocchiamo oggetti? Ci laviamo le mani. Ci prepariamo a pranzare? Ci laviamo le mani”. Un’azione semplicissima che fa la differenza. Così come seguire alla lettera le prescrizioni mediche nel consumo dei farmaci. “Se il medico ti dice di prendere 5 compresse per completare il ciclo di cura, tu ne devi prendere 5, non 3 o 4” afferma la professoressa, che ricordiamo è anche Senior Fellow of Global Health presso la Johns Hopkins University. Allo stesso tempo è importante non abusare delle medicine, soprattutto degli antibiotici, perché, semplificando molto, più i microrganismi ne entrano a contatto, più sviluppano difese. E poi mai disperdere farmaci nell’ambiente, perché questo ne altera gli equilibri. “Evitate nel modo più assoluto di gettare i farmaci nel gabinetto” avverte Capua.
In ricordo di una donna che ha fatto nascere una comunità
Questi e altri preziosi consigli, corredati da riflessioni, numeri e risultati di ricerche sono raccolti nel libro “Le parole della salute circolare”, che Ilaria Capua ha autografato ai presenti al termine della serata insieme ad altri dei suoi volumi esposti all’ingresso. Ambiente, salute, ma anche diritti delle donne: al termine dell’evento Nunzio Borelli ha ricordato un impegno che il circolo medico si è assunto nell’ambito dell’iniziativa “weTree”, sostenuta anche da Ilaria Capua. Obiettivo del progetto, nato per promuovere i concetti di sostenibilità e pari opportunità, è piantare alberi nelle aree verdi delle città, dedicando ciascuno di questi a una donna che si sia distinta in ambiti di rilevanza sociale. Con il plauso del sindaco Alberto Calciolari, il Circolo Merighi ha già avviato le pratiche per mettere a dimora un albero intitolato a Giuliana Medri, originaria di Faenza e che nel 1955 prese servizio a Medolla come ostetrica. Dopo il pensionamento avvenuto nel 1989 continuò a prestare servizio come volontaria, divenendo Cavaliere della Repubblica nel 1991.
- Ilaria Capua su salute e ambiente: “Smettiamola di dire che non possiamo più farci nulla”
- A San Felice i bambini imparano a stare accanto a chi perde la memoria con il progetto Alzheimer
- Calcio, Prima, Seconda e Terza Categoria: anticipi per Junior Finale e Vallalta, derby Athletic Valli-Possidiese e Ravarino-Pol. Nonantola
- Carburanti, Coldiretti: "Sconto sul gasolio agricolo boccata d'ossigeno per le imprese"
- Calcio, Eccellenza e Promozione: Medolla San Felice sul campo dell'Arcetana, gare casalinghe per Solierese, La Pieve e Camposanto
- Hera, stazioni ecologiche chiuse domenica 4 ottobre per la festività del Patrono d’Italia
- Rischi alcol e fumo, se ne parla in un incontro a Mirandola martedì 20 ottobre


















































































