di Simone Guandalini

In seguito al no, arrivato dalla Cassazione, alla revisione del processo che lo ha condannato a 11 anni di carcere in via definitiva nell’ambito del caso pedofili della Bassa, Federico Scotta è intervenuto per rispondere al comunicato diffuso nella giornata di ieri (28 febbraio) dal Comitato Voci Vere, nato all’indomani dell‘inchiesta giornalistica Veleno che ha riportato alla luce la drammatica vicenda che ha portato a partire dal 1998 a 14 condanne e all’allontanamento di sedici bambini, di Mirandola, Finale Emilia e Massa Finalese, dalle rispettive famiglie, ritenute responsabili di atti di pedofilia nei loro confronti:

“La sentenza della Cassazione non ferma di certo il mio intento di fare emergere la verità. Ci sono nove prove e, insieme ai miei legali, presenteremo un nuovo ricorso per ottenere la revisione del processo. Voglio, però, sottolineare che, al contrario di quanto afferma il Comitato Voci Vere, la sentenza non è un flop. Si tratta di un argomento tristissimo, su cui non ci dovrebbe essere niente da festeggiare. Una revisione del processo sarebbe un elemento di chiarificazione di quanto avvenuto utile a tutte le parti in causa e anche alla popolazione. Credo nella giustizia e, anche se so che ci vorrà del tempo, credo che verrà fuori la verità, come è già successo per una parte dei fatti”.

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