Nuovi casi di Coronavirus nella Bassa, la preoccupazione dei sindaci
Torna il Coronavirus nella Bassa, la preoccupazione dei sindaci. I nuovi casi che stanno emergendo in questi giorni, prima a Mirandola, poi a Finale, e ancora a Cavezzo e a Medolla, sono pochi, nell'ordine di un paio per paese e i pazienti non sono in condizioni gravi. Arrivano principalmente dall'estero, da chi è uscito dai confini nazionali per lavoro o per vacanza e ha contratto la malattia, e i sindaci sono preoccupati.
A Mirandola il primo cittadino Alberto Greco ha invitato i suoi concittadini alla prudenza e a dotarsi dell'app Immuni, guadagnando le lodi della ministra Pisano.
A Finale Emilia il sindaco Sandro Palazzi a invitato tutti "al massimo rispetto dei protocolli ancora in vigore per evitare di ricadere nuovamente nella fase di emergenza da cui siamo appena usciti", a Cavezzo la sindaca Lisa Luppi ricorda che "l'emergenza non è terminata e occorre continuare ad utilizzare la mascherina e mantenere l'adeguato distanziamento sociale"
Da Medolla scrive il primo cittadino medollese Alberto Calciolari:
Un rinnovato invito alla responsabilità. Sono passati poco più di due mesi da quando, il 26 maggio scorso, ho dato notizia, con grande soddisfazione e gioia, della guarigione dell’ultimo caso di covid-19 tra i residenti del comune di Medolla nell’ondata di contagi della scorsa primavera. Oggi, purtroppo, le autorità sanitarie ci hanno comunicato che il coronavirus è ritornato sul nostro territorio. Questa notizia è fonte di amarezza ma non deve essere motivo di sconforto. Il sistema sanitario, come pure il comune, si sono prontamente fatti carico della situazione per garantire adeguata assistenza, mentre sono state poste in essere le misure necessarie per evitare ulteriori contagi. A chi sta affrontando il percorso della malattia auguriamo una pronta guarigione e assicuriamo la vicinanza mia personale nonché dell’amministrazione comunale. Ma ancora una volta devo rivolgere a tutti un importante monito: resta infatti fermo che spetta a ciascuno di noi adottare i comportamenti corretti, che sono semplici ma nello stesso tempo validi, ieri come oggi, per evitare la diffusione della malattia: il distanziamento tra le persone, l’uso della mascherina, il lavaggio e la disinfezione delle mani. La notizia di oggi deve fare capire come non ci possiamo permettere di abbassare la guardia, anche per non rendere vani i sacrifici che abbiamo fatto nei mesi scorsi, che hanno messo a dura prova la nostra società e la nostra economia. Non è ancora il momento di abbandonare la prudenza. Certamente la situazione attuale non è neppure paragonabile a quella che il nostro comune e la nostra nazione hanno dovuto affrontare tra marzo e maggio. Tuttavia dai sacrifici compiuti dobbiamo trarre degli insegnamenti; primo tra tutti che dalle difficoltà si esce assieme, contando – e questo non è poco – sulla solidale responsabilità di tutti noi.
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