Bilancio del triennio AIMAG: management al giro di boa, ora la parola all’assemblea del 25 giugno
Di Antonella Cardone
Un triennio “difficilissimo”, ma chiuso con numeri che il vertice AIMAG rivendica come il risultato di una svolta gestionale, industriale e organizzativa. È questo il quadro emerso dalla conferenza stampa convocata dalla presidente Paola Ruggiero e dal direttore generale Gianluca Valentini per presentare il bilancio delle attività svolte negli ultimi tre anni dal Gruppo AIMAG, alla vigilia di una fase societaria decisiva: l’assemblea dei soci del 25 giugno.
La scadenza arriva in un momento particolarmente significativo. Dopo più di tre anni di vacanza del Patto di Sindacato, una sonora bocciatura da parte di due Corti dei Conti — Emilia-Romagna e Lombardia — e mesi di lavoro politico e amministrativo, i sindaci e le sindache dei 21 Comuni soci di AIMAG Spa sono riusciti a predisporre un nuovo Patto, recentemente approvato nei Consigli comunali. L’obiettivo dichiarato è garantire il controllo pubblico dell’azienda, come richiesto dalle magistrature contabili dopo la censura del tentativo di affidare “ad Hera Spa il controllo esclusivo di AIMAG Spa”.
In questo contesto, la conferenza stampa ha avuto il sapore di un rendiconto politico-industriale. Ruggiero e Valentini hanno insistito su un punto: i risultati non sarebbero frutto dell’inerzia, ma di un intervento profondo sulla struttura aziendale. Il margine operativo lordo, ha spiegato il direttore generale, è passato dai 54 milioni del 2022 agli 84 milioni del 2025, un risultato definito “storico” per il gruppo, pari a un incremento del 54%. Una crescita che, secondo l’azienda, ha riguardato sia i business regolati sia quelli a mercato.
Il triennio è stato raccontato attraverso tre direttrici: consolidamento della governance, riorganizzazione manageriale e nuovo assetto industriale. Nel 2023 il bilancio venne approvato in forte ritardo, addirittura fuori dai tempi ordinari del Codice civile, a causa delle difficoltà finanziarie e del confronto con gli istituti di credito. I covenant bancari non erano stati rispettati e il gruppo si trovava in una situazione di forte pressione. Nel 2024, invece, il bilancio è stato approvato all’unanimità dai soci, segnale che la stessa AIMAG considera decisivo per misurare il recupero di fiducia.
Sul piano manageriale, il gruppo ha cambiato alcuni snodi rilevanti: nuovo direttore generale da maggio 2024, nuovo responsabile dell’audit interno, nuovo CFO, nuovi dirigenti a presidio del ciclo idrico e degli impianti ambiente, nuova funzione di pianificazione strategica. A questo si sono aggiunte la centralizzazione del controllo di gestione, degli acquisti, della gestione del personale e una maggiore proceduralizzazione degli investimenti.
Il fronte industriale è stato altrettanto centrale. AIMAG rivendica di avere concentrato la propria azione sul territorio, senza inseguire operazioni esterne, puntando invece su impianti, reti, ciclo idrico, distribuzione gas, energia e servizi ai clienti. Gli investimenti annui sono cresciuti da circa 37 milioni nel 2023 a 53 milioni nel 2025, con un incremento vicino al 40%. A questi si aggiungono circa 38 milioni di interventi PNRR.
Particolarmente rilevante è il dato sulla posizione finanziaria. Il gruppo, che alla fine del 2022 aveva superato i 200 milioni di debito, ha ridotto l’esposizione a 164 milioni nel 2024 e a 140 milioni nel 2025. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda, arrivato a 3,7 volte nel momento più critico, è sceso a 1,8, cioè in un’area definita di “totale comfort”. Anche lo spread sui finanziamenti è sceso, segnale — secondo il management — della ritrovata fiducia del sistema bancario.
La presidente Ruggiero ha voluto dedicare la conferenza alle lavoratrici e ai lavoratori del gruppo, sottolineando che proprio il rapporto con i dipendenti è stato il punto di partenza del percorso. “Quando ci siamo insediati — ha detto — è stato il primo momento di trasferimento di fiducia con loro”. La tenuta delle competenze interne è stata indicata come un fattore decisivo, soprattutto in una fase in cui l’incertezza avrebbe potuto spingere figure tecniche qualificate verso altri operatori.
Ora però il tema torna nelle mani dei soci. Il nuovo Patto di Sindacato dovrebbe blindare il controllo pubblico e chiudere la lunga stagione di incertezza istituzionale. Ma AIMAG resta davanti a sfide pesanti: la gara del ciclo idrico, le concessioni gas, la competizione nel mercato energia, la necessità di investimenti sempre più consistenti. Valentini lo ha detto chiaramente: “I risultati sono importanti, bisogna anche essere un po’ orgogliosi, però adesso si guarda avanti”.
Il 25 giugno, dunque, non sarà solo un passaggio formale. Sarà il primo banco di prova della nuova fase: un’azienda che si presenta ai soci con i conti risanati, investimenti cresciuti e una governance pubblica da rendere finalmente stabile.
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