Coppia di disabili di Medolla, Aimag non ritira la spazzatura davanti casa e li costringe a spostarsi a piedi
MEDOLLA - Coppia di disabili di Medolla, Aimag non ritira la spazzatura davanti casa e li costringe a spostarsi a piedi. Il problema sarebbe che la loro abitazione si affaccia su una strada stretta. Ma se fino a qualche anno fa in qualche modo si riusciva a ovviare la cosa, da quando c'è la raccolta differenziata è diventata una tortura. "La strada è stretta ma abbastanza larga da far passare autospurgo, mezzi di corrieri per le consegne a domicilio, grandi mezzi per traslochi. Gli stessi camion di Aimag ci passavano, fino a tre anni fa. Poi hanno smesso. E quindi noi dobbiamo arrivare a portare la spazzatura all’angolo con la strada principale", racconta il signor Andrea Pedrazzi, invalido al 100% con L. 104 comma 3 art. 3. La moglie è invalida al 46%. Il viaggio a piedi, di un sessantina di metri per chi non è in salute rappresenta un serio ostacolo. "L’aggravamento del mio stato di salute mi rende estremamente gravoso - aggiunge il medollese - trascinare i contenitori in dotazione fino al punto da loro indicato."
"Ci è stato anche detto - prosegue Pedrazzi - che la traversa sarebbe privata dunque i loro operatori non sarebbero coperti da assicurazione, ma non è vero, la strada è aperta all’accesso tanto è che la posta viene consegnata regolarmente, e Aimag stessa consegnano le loro bollette e i loro materiali informativi".
I cittadini hanno provato a coinvolgere il Comune, ma non hanno trovato il sostegno desiderato. "L'assessora Patrizia Sgarbi in un recente incontro ha addirittura affermato che se io non sono in grado di portare la spazzatura dove indicato evidentemente non posso nemmeno vivere autonomamente e devo ricorrere ad un aiuto. In più ha detto che c’è chi sta peggio di me: il Comune quindi è passato da quello che dovrebbe salvaguardare i beni comuni a quello che fissa come standard il mal comune mezzo gaudio"
E quindi? Aimag e il Comune propongono solo due soluzioni alternative:
1) che le 5 famiglie che abitano sulla stradina non parcheggino nella via, anche se è assurdo chiedere a chi ha l’invalidità di parcheggiare lontano dalla propria abitazione;
2) sostituire ogni contenitore di grandi dimensioni, come quelli della carta e del vetro, con 3 contenitori piccoli.
In questo modo, osserva Pedrazzi "io sostituirei la difficoltà di deambulazione con lo sforzo di sollevare e caricare in macchina 3 contenitori per volta (preciso che sono un trapiantato di cuore"
"Sono sbalordito da questa insensibilità e mancanza di empatia.- chiude il medollese - ritengo che o Aimag debba riprendere il servizio porta a porta o io smetta di pagare la Tari per un servizio di cui non usufruisco".
Dal Comune arriva a stretto giro la replica dell'assessora Sgarbi:
La situazione oggetto dell'articolo è nota, anche nei suoi elementi di complessità, come il fatto che la strada in questione sia effettivamente privata, ma come per tutti i cittadini in situazioni di disagio, il Comune di Medolla sta, nel caso specifico insieme ad Aimag, studiando una soluzione al problema. Mi sento invece di respingere l'accusa che mi vede promuovere il "mal comune mezzo gaudio": nei colloqui con i signori Pedrazzi, ho solo voluto spiegare loro che attualmente è impossibile gestire con un servizio puntuale tutte le utenze in cui sono presenti situazioni di disabilità, anche molto grave, per le quali si è comunque sempre trovata una soluzione, ma questo non vuol dire lavarsene le mani, o mancare di empatia. Nel loro caso, finora le soluzioni proposte sono state tutte rifiutate, ma ci stiamo lavorando e confido che, magari coinvolgendo servizi sociali o mondo del volontariato, un modo per risolvere il problema si trovi a breve.
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