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Negozi chiusi alla domenica, tolta palestra e musica a scuola, mascherina sempre addosso: ecco la nuova ordinanza di Bonacchini

In vigore in Emilia-Romagna da sabato 14 novembre al prossimo 3 dicembre.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha appena firmato una nuova ordinanza che introduce una serie di normativa specifiche per la sola Emilia-Romagna, in vigore a partire da sabato. Tra le novità principali: mascherina indossata sempre, fin dal momento in cui si esce di casa. Nei giorni prefestivi e festivi chiuse le medie e grandi aree di vendita, compresi tutti i complessi commerciali, con l’aggiunta, nei festivi, dello stop ad ogni attività di vendita, anche gli esercizi di vicinato.

Mascherina indossata sempre, fin dal momento in cui si esce di casa. Nei giorni prefestivi e festivi chiuse le medie e grandi aree di vendita, compresi tutti i complessi commerciali, con l’aggiunta, nei festivi, dello stop ad ogni attività di vendita, anche gli esercizi di vicinato (farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole le sole eccezioni previste, e rimangono aperti gli esercizi di ristorazione pur nei limiti previsti dal DPCM in vigore). Sempre, invece, nei negozi e in qualsia esercizio di vendita potrà entrare un solo componente per nucleo familiare, fatta salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di 14 anni. Niente mercati in area pubblica o privata a meno che non vi siano Piani dei Comuni che prevedano regole di specifiche (perimetrazione, varchi di accesso e uscita distinti, sorveglianza pubblica e privata sull’applicazione delle regole di distanziamento e sicurezza).

E ancora: la consumazione di alimenti e bevande è sempre vietata in area pubblica o aperta al pubblico, mentre dalle 15 alle 18 la somministrazione e consumazione può avvenire solo da seduti fuori e dentro i locali, e in posti “regolarmente collocati” (va ricordato che dalle 18 alle 5 di mattina l’attività è sospesa in base all’attuale DPCM del Governo).

La vendita con consegna a domicilio è invece sempre consentita e viene “fortemente raccomandata”.

L’attività sportiva e motoria dovrà avvenire preferibilmente nelle aree verdi e periferiche, e comunque non si potrà fare nei centri storici delle città e nelle aree affollate, ad esempio le vie e le piazze centrali o i lungomare, rimanendo sempre distanziati. Spetterà naturalmente ai sindaci fissare ulteriori specifiche limitazioni.

Infine, nelle scuole primarie e secondarie di secondo grado vengono sospese le lezioni di ginnastica, di canto e con strumenti a fiato, considerate a rischio elevato. Misura prudenzialmente inserita in attesa di ulteriori indicazioni dal Comitato tecnico scientifico nazionale.

L’ordinanza prevede poi che al di là dell’attività di formazione già normata dal Dpcm, tutte le restanti dovranno essere svolte a distanza (esempio: corsi di lingua, di teatro, fotografia, ecc.).

Sono le misure previste nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccinivalida in Emilia-Romagna da sabato 14 novembre e fino al 3 dicembre. Contiene provvedimenti ulteriormente restrittivi, che si aggiungono a quelli nazionali già in vigore sulla base dell’ultimo DPCM del Governo e previsti per le aree in fascia gialla, che hanno l’obiettivo di frenare la diffusione del contagio, a tutela della salute pubblica e per garantire la piena operatività delle strutture sanitarie regionali.

L’ordinanza viene presa in accordo con i presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, rispettivamente Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, d’intesa con il ministro alla Salute, Roberto Speranza. Per limitare ulteriormente situazioni a rischio, gli spostamenti e, soprattutto, gli assembramenti e la concentrazione di persone che si sono visti anche lo scorso fine settimana. L’ordinanza è stata condivisa anche coi prefetti, per sottolineare la necessità di controlli più stringenti, e conseguenti sanzioni, insieme alle amministrazioni locali.

“Abbiamo davanti un obiettivo che deve essere di tutti: frenare il contagio e invertire la curva della pandemia- afferma il presidente Bonaccini-. E’ la priorità. E possiamo centrarlo rispettando le regole, con senso di responsabilità e senza panico. Servono unità e condivisione, recuperando lo spirito comune che aveva caratterizzato la prima fase dell’emergenza sanitaria, per tutelare la salute delle persone, garantire la possibilità per le strutture sanitarie di garantire servizi di assistenza e cura, non penalizzare in maniera indiscriminata il lavoro, le attività economiche e la scuola. Per questo, insieme ai presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Zaia e Fedriga, due regioni vicine e in fascia gialla come la nostra, abbiamo concordato ordinanze regionali con misure ulteriormente restrittive, per evitare gli assembramenti, situazioni a rischio che non ci possiamo assolutamente permettere, per non favorire la diffusione del contagio. Ogni misura presa, a livello nazionale e regionale, è a tutela della collettività, non ci sono pagelle o colori punitivi o premiali- chiude Bonaccini-, ma solo lo sforzo del Paese di gestire la crisi ed uscirne definitivamente quando sarà disponibile il vaccino chiesto al Governo

Ecco di seguito, nel dettaglio, le misure previste.

📌 Mascherine obbligatorie sempre non appena fuori di casa
Fuori dall’abitazione, l’uso della mascherina è sempre obbligatorio. Fanno eccezione i bambini con età inferiore a sei anni, i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e quelli con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina stessa, nonché per coloro che per interagire con questi soggetti si ritrovino nella stessa incompatibilità. Nel caso poi di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere rispettata la distanza minima di un metro, salvo quanto disposto da protocolli o specifiche previsioni maggiormente restrittive.

📌 Attività sportiva nelle aree verdi, no nei centri storici e nelle aree affollate
E’ consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, se accessibili, rispettando però sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. In ogni caso, non sono possibili tali attività nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate.

📌 Consumazione alimenti e bevande vietata in area pubblica o aperta al pubblico, dalle 15 alle 18 la somministrazione e consumazione solo da seduti fuori e dentro i locali
Dalle 15 alle 18, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande può essere svolta esclusivamente con consumazione da seduti sia all’interno che all’esterno dei locali, in posti regolarmente collocati.
La consumazione di alimenti e bevande è poi vietata su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che, come al punto precedente, seduti in posti regolarmente collocati sia all’interno che all’esterno dei locali.

📌 Nei negozi ed esercizi di vendita una sola persona per nucleo familiare
Negli esercizi di vendita l’accesso è consentito ad una sola persona per nucleo familiare, fatta salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di età inferiore a 14 anni.

📌 Stop ai mercati in assenza di regole precise fissate dai Comuni
E’ vietata l’attività di commercio nella forma del mercato all’aperto su area pubblica o privata se non nei Comuni nei quali sia stato adottato dai sindaci un piano apposito piano, consegnato ai commercianti, che preveda le seguenti condizioni di minima:
a) una perimetrazione nel caso di mercati all’aperto;
b) presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita;
c) sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’accesso all’area di vendita;
d) applicazione della scheda relativa al commercio al dettaglio su aree pubbliche contenuta nell’allegato 9 del DPCM del 3 novembre 2020.
Il riferimento è naturalmente ai soli mercati comunali settimanali, essendo ogni altra attività già sospesa.

📌 Grandi e medie strutture di vendita e complessi commerciali chiusi nei prefestivi, nei festivi stop anche a qualsia attività di vendita
Nei giorni prefestivi e festivi, le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, ivi compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole.
Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari. Rimangono aperti gli esercizi di ristorazione pur nei limiti previsti dal DPCM in vigore.

📌 Consegne a domicilio sempre consentite e fortemente raccomandate
La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita e fortemente raccomandata.

📌 Scuole, sospese ginnastica, lezioni di canto e strumenti a fiato
Nelle scuole del primo ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) sono sospesi i seguenti insegnamento (a rischio elevato): educazione fisica, lezioni di canto e lezioni di strumenti a fiato. Tale misure viene prudenzialmente introdotta nell’attesa di nuove e ulteriori indicazioni da parte del Comitato tecnico scientifico nazionale.

 

IL TESTO DELL’ORDINANZA

REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Atti amministrativi
GIUNTA REGIONALE
Atto del Presidente DECRETO
Num. 216 del 12/11/2020 BOLOGNA
Proposta: PPG/2020/227 del 12/11/2020
Struttura proponente: GABINETTO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA
Oggetto: ULTERIORE ORDINANZA AI SENSI DELL’ARTICOLO 32 DELLA LEGGE 23
DICEMBRE 1978, N. 833 IN TEMA DI MISURE PER LA GESTIONE
DELL’EMERGENZA SANITARIA LEGATA ALLA DIFFUSIONE DELLA SINDROME
DA COVID-19.
Autorità emanante: IL PRESIDENTE – PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE
Firmatario: STEFANO BONACCINI in qualità di Presidente della Giunta Regionale
Parere di regolarità amministrativa di
Legittimità:
ORLANDO ANDREA espresso in data 12/11/2020
Parere di regolarità amministrativa di
Merito:
ORLANDO ANDREA espresso in data 12/11/2020
Assessorato proponente: PRESIDENZA DELLA GIUNTA REGIONALE
Approvazione Assessore: BONACCINI STEFANO
Responsabile del Andrea Orlando
procedimento:
Firmato digitalmente
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IL PRESIDENTE
Visti gli articoli 32, 117, comma 2 lettera q) e 118, della
Costituzione;
Visto l’articolo 168, del Trattato sul Funzionamento
dell’Unione Europea;
Vista la delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio
2020 con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza sul
territorio nazionale in conseguenza del rischio sanitario connesso
all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali
trasmissibili;
Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio
2020, del 29 luglio 2020 e del 7 ottobre 2020 con le quali è stato
dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio
nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di
patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
Vista l’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione
Civile n. 630 del 3 febbraio 2020, recante “Primi interventi
urgenti di Protezione Civile in relazione all’emergenza relativa
al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie
derivanti da agenti virali trasmissibili”;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 (Ulteriori misure
urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID –
19), convertito con legge 14 luglio 2020 n. 74;
Visto il decreto-legge del 07 ottobre 2020 n. 125, recante
“Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello
stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità
operativa del sistema di allerta COVID, nonché attuazione della
direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020” pubblicato nella
Gazzetta ufficiale – Serie generale – n. 248 del 07 ottobre 2020,
ed in particolare l’articolo 1, comma 2, lettera a) che nel
modificare l’articolo 1, comma 16 del decreto legge 16 maggio
2020, n. 33, riconosce alle Regione la facoltà di introdurre
misure “restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi
dell’articolo 2, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri
previsti dai citati decreti e d’intesa con il Ministro della
salute, anche ampliative”;
Visto il D.P.C.M. del 13 ottobre 2020, recante “Ulteriori
disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35,
recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020,
n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020,
n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19»”;
Testo dell’atto
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Visto il D.P.C.M. del 18 ottobre 2020 recante “Ulteriori
disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35,
recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020,
n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020,
n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19»”;
Visto il D.P.C.M. del 24 ottobre 2020 recante “Ulteriori
disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35,
recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020,
n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020,
n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19».”;
Visto il D.P.C.M. del 3 novembre 2020 recante “Ulteriori
disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35,
recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020,
n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020,
n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19».”;
Viste le Ordinanze del Ministro della Salute del 4 e del 10
novembre 2020, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 5
novembre 2020 e nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 10 novembre
2020;
Considerato quindi che alla Regione Emilia-Romagna sono applicate
le misure di cui all’art. 1 del Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 3 novembre 2020;
Richiamati i propri Decreti:
– n. 34 del 12 marzo 2020 “Ordinanza ai sensi dell’articolo 1
punto 5 del DPCM 11 marzo 2020 in tema di programmazione del
servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale in
riferimento alla gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 36 del 15 marzo 2020 “Ulteriore Ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni relative al
Comune di Medicina”;
– n. 39 del 16 marzo 2020 “Ulteriore Ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Modifiche alle proprie
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precedenti Ordinanze approvate con Decreto n. 34 del 12 marzo
2020 e n. 36 del 15 marzo 2020”;
– n. 43 del 20 marzo 2020 “Ordinanza ai sensi dell’articolo 32
della legge 23 dicembre 1978, e dell’art. 191 del D.lgs.
152/2006 n. 833. Disposizioni urgenti in materia di gestione
dei rifiuti a seguito dall’emergenza epidemiologica da COVID19”;
– n. 49 del 25 marzo 2020 “Ulteriore Ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni riguardanti
il trasporto pubblico e proroga dell’ordinanza n. 35 del 14
marzo 2020”;
– n. 57 del 3 aprile 2020 “Ordinanza ai sensi dell’articolo 32
della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la
gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della
sindrome da COVID-19. Disposizioni in materia di trasporto,
rifiuti e sanità privata”;
– n. 58 del 4 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 61 dell’11 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 66 del 22 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Integrazione
dell’ordinanza n. 61 dell’11 aprile 2020”;
– n. 69 del 24 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Provvedimenti in merito
ai territori della provincia di Rimini e del Comune di
Medicina”;
– n. 70 del 27 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in merito
alle prestazioni sanitarie”;
– n. 73 del 28 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 74 del 30 aprile 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
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di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 75 del 6 maggio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Provvedimenti in merito
allo spostamento delle persone fisiche e alle attività
sportive”;
– n. 82 del 17 maggio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 84 del 21 maggio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 87 del 23 maggio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 94 del 30 maggio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 95 del 1° giugno 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in merito
ai centri estivi”;
– n.98 del 6 giugno 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 109 del 12 giugno 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in merito
alle attività estive fascia 9 – 36 mesi”;
– n. 113 del 17 giugno 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 120 del 25 giugno 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 137 del 3 luglio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
pagina 5 di 13
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 151 del 24 luglio 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni sul
distanziamento”;
– n. 156 del 4 agosto 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 157 del 7 agosto 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 159 del 12 agosto 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 160 del 14 agosto 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 161 del 25 agosto 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 166 del 7 settembre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 175 del 18 settembre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
alla presenza del pubblico ad eventi sportivi”;
– n. 176 del 21 settembre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in merito
alla presenza del pubblico al Mondiale di Ciclismo su Strada
2020”;
– n. 178 del 24 settembre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
alla presenza del pubblico ad eventi sportivi”;
– n. 181 del 25 settembre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
pagina 6 di 13
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19”;
– n. 183 del 2 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
alla presenza del pubblico ad eventi sportivi”;
– n. 184 del 7 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
alla presenza del pubblico ad eventi sportivi”;
– n. 188 del 9 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
alla presenza del pubblico ad eventi sportivi”;
– n. 193 del 14 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
alla presenza del pubblico a spettacoli e ad eventi sportivi”;
– n. 195 del 17 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
agli orari degli esercizi di ristorazione”;
– n. 202 del 23 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in ordine
allo svolgimento delle prove concorsuali”;
– n. 205 del 26 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in merito
alla scuola e alla formazione professionale”;
– n. 208 del 30 ottobre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Disposizioni in merito
alla provincia di Piacenza”;
– n. 213 del 5 novembre 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi
dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema
di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla
diffusione della sindrome da COVID-19. Revoca della precedente
ordinanza n. 208 del 30 ottobre 2020;
Rilevato che l’attuale andamento dell’epidemia da COVID-19 nei
territori della Regione Emilia-Romagna richiede l’applicazione di
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ulteriori misure di contenimento e mitigazione del rischio di
diffusione del contagio;
Ritenuto, in accordo con i Presidenti delle Regioni Veneto e
Friuli Venezia-Giulia ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera
a) del decreto-legge 125/2020, di disporre ulteriori misure
restrittive per limitare il diffondersi del contagio del virus al
fine di garantire la piena operatività delle strutture sanitarie
della Regione;
Sentiti i Sindaci dei Comuni Capoluogo e i Presidenti di
Provincia della Regione Emilia-Romagna;
Acquisita l’intesa del Ministero della salute;
Ritenuto necessario ridurre al minimo le possibilità di
assembramento anche per l’accesso consentito agli esercizi di
vendita;
Considerato che ai fini della prevenzione della diffusione del
contagio sono da trattare unitariamente le grandi e medie
strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più
esercizi, comunque collegati, ivi compresi i complessi
commerciali;
Ritenuto che il rischio di diffusione del contagio connesso al
commercio nella forma del mercato all’aperto su area pubblica o
privata vada significativamente ridotto, con contestuale adozione
da parte dei Sindaci di specifici protocolli sanitari
organizzativi;
Ritenuto, al fine di contrastare le forme di assembramento a
tutela della salute pubblica sul territorio regionale, di limitare
gli spostamenti delle persone nelle zone soggette ad affollamento;
Dato atto che il responsabile del procedimento, non si trova
in situazione di conflitto, anche potenziale, di interessi;
Dato atto dei pareri allegati;
ORDINA
Allo scopo di contenere e contrastare il diffondersi del virus
COVID –19, su tutto il territorio regionale si applicano le
seguenti misure:
a) Misure di carattere generale:
a1. L’uso della mascherina al di fuori dell’abitazione è sempre
obbligatorio, con eccezione dei bambini con età inferiore a sei
anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei
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soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della
mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti
versino nella stessa incompatibilità; nel caso di momentaneo
abbassamento della mascherina per la regolare consumazione di cibo
o bevande o per il fumo, dovrà in ogni caso essere assicurata una
distanza minima di un metro, salvo quanto disposto dai vigenti
protocolli o da misure più restrittive;
a2. È consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto,
preferibilmente presso parchi pubblici, aree verdi, rurali e
periferiche, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della
distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per
l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività,
e in ogni caso al di fuori delle strade e delle piazze del centro
storico della città, nonché delle aree solitamente affollate;
a3. L’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari è
consentito ad una persona per nucleo familiare, salva la necessità
di accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà
motorie ovvero minori di età inferiore a 14 anni;
a4. E’ fatto divieto su aree pubbliche o private di esercizio
delle attività di commercio al dettaglio nell’ambito dei mercati
di cui al D.Lgs. n. 114/98, nonché di attività di vendita nei
mercati contadini di cui al D.M. 20/11/2007 se non nei Comuni nei
quali sia adottato dai sindaci un apposito piano, consegnato ai
commercianti, che preveda le seguenti condizioni minimali:
– nel caso di mercati all’aperto, una perimetrazione;
– presenza di un unico varco di accesso separato da quello di
uscita;
– sorveglianza pubblica o privata che verifichi distanze
sociali e il rispetto del divieto di assembramento nonché il
controllo dell’accesso all’area di vendita;
– applicazione delle misure di mitigazione del rischio COVID-19
di cui al “protocollo regionale DEGLI ESERCIZI DI COMMERCIO
AL DETTAGLIO IN SEDE FISSA E DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE”
approvato con Ordinanza del Presidente della Giunta regionale
n. 82 del 17/05/2020 e s.m.i.;
a5. È in ogni caso vietato lo svolgimento di sagre e fiere di
qualunque genere (fiere di cui alla L.R. n. 12/1999 e di cui alla
L.R. n. 12/2000) e di altri analoghi eventi come previsto
dall’art. 1 comma 9 lett) n del D.P.C.M. del 3 novembre 2020;
a6. E’ altresì vietato lo svolgimento dei mercatini degli Hobbisti
di cui alla LR 12/1999 e dei mercatini per la vendita o
esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a
carattere creativo e similari;
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a7. In attesa di ulteriori e specifiche indicazioni da parte del
Comitato Tecnico Scientifico nazionale, nelle scuole di primo
ciclo scolastico (primarie e secondarie di primo grado) sono
sospese le seguenti tipologie di insegnamento a rischio elevato:
educazione fisica, lezioni di canto e lezioni di strumenti a
fiato.
a8. L’attività di somministrazione di alimenti e bevande, nella
fascia oraria ricompresa dalle ore 15 alle ore 18, può essere
svolta esclusivamente con consumazione su posti a sedere
regolarmente collocati, sia all’interno che all’esterno dei
locali;
a9. È vietata la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su
area pubblica o aperta al pubblico, salvo che sulle sedute degli
esercizi e secondo le modalità di cui al punto precedente;
a10. I corsi di formazione, di qualunque genere o natura,
organizzati da soggetti sia pubblici che privati possono svolgersi
solo con modalità a distanza. È fatta salva la specifica
disciplina vigente in materia di Istruzione di ogni ordine e
grado, Università e AFAM, Formazione professionale e
regolamentata, Istruzione e Formazione Professionale (IeFP),
Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e i percorsi
realizzati dalle Fondazioni ITS;
b) Misure relative ai giorni festivi e prefestivi:
b1. Nei giorni festivi e prefestivi le grandi e medie strutture di
vendita, ovunque localizzate, nonché gli esercizi commerciali
insediati nell’ambito di centri commerciali, di aree commerciali
integrate e di poli funzionali, di cui ai punti 1.7 e 1.8 della
DCR 1253/1999, sono chiusi al pubblico, salvo che per la vendita
di generi alimentari, per le farmacie, parafarmacie, tabaccherie
ed edicole;
b2. Nei giorni festivi è altresì sospeso ogni tipo di attività di
commercio, sia in sede fissa che su area pubblica, fatta eccezione
per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la
vendita di generi alimentari;
b3. La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita e
fortemente raccomandata;
c)Disposizioni finali:
c1. Le disposizioni della presente ordinanza si applicano dalla
data del 14 novembre 2020 e fino al 3 dicembre 2020;
pagina 10 di 13
c2. La violazione delle disposizioni di cui alla presente
ordinanza comporta l’applicazione di quanto previsto dall’art. 4
del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, cosi come specificato dal
decreto legge 16 maggio 2020 n. 33;
c3. La presente ordinanza viene trasmessa al Presidente del
Consiglio dei ministri, al Ministro della Salute e ai Prefetti ed
ai Sindaci dei Comuni della Regione Emilia-Romagna.
c4 La presente ordinanza è trasmessa agli organi di controllo e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Stefano Bonaccini

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