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25 Settembre 2022

Parla Noemi Scagliarini, la dottoressa che non andrà a Massa Finalese

FINALE EMILIA  – Trentadue anni, persicetana di stanza a Decima, oltre alla professione medica e alla famiglia, nel tempo libero coltiva le sue passioni: la lettura e la scrittura. A Finale Emilia ha appena vinto il posto per medico di base, ma i finalesi, e soprattutto i massessi, la conoscono come come “Quella che non è voluta andare a Massa Finalese”.

Lei è Noemi Scagliarini, e come si suol dire in questi casi, la sua fama l’ha preceduta al suo arrivo nella Bassa. Ma c’era poco di vero in quel che è stato raccontato. Infatti, lei non è il medico destinato a coprire la frazione che improvvisamente ha cambiato idea e se ne sta a Finale. No, a lei  – solo a lei – è stato chiesto di aprire l’ambulatorio a Massa per qualche ora. E ha detto no, valutando che per i suoi pazienti sarebbe stato meglio così. Anche perchè la stessa richiesta – aprire l’ambulatorio per qualche ora a Massa tutti, di modo che si potesse dare una settimana completa – non è stata avanzata a nessun altro medico finalese. Solo a lei. L’ultima arrivata. Solo a lei. Poiché essendo l’ultima ad essere inserita, precisa l’Ausl, non ha ancora pazienti in carico, e dunque le è stato chiesto di aprire su entrambe le sedi, Massa appunto, e Finale.
Da qui si sono sviluppate una serie di incomprensioni e voci infondate che l’hanno fatta diventare la “colpevole” della situazione creata a Massa Finalese. Qui, 662 persone sono rimaste ancora in carico al dottor Serafini non avendo effettuato il cambio medico. Tra queste, alcune potranno scegliere di essere seguite dagli altri medici presenti a Massa che hanno ancora 183 posti disponibili, mentre i restanti 479 potranno essere assistiti dai Medici di medicina generale della Casa della Salute di Finale Emilia che hanno ancora disponibilità. Tutti, garantisce l’Ausl, avranno un medico perché nell’ambito di scelta Massa-Finale c’è la capacità di accoglienza necessaria per tutti.
Da qui si sono sviluppate una serie di incomprensioni e voci infondate che l’hanno fatta diventare la “colpevole” della situazione creata a Massa Finale, dove più 900 pazienti da lunedì saranno senza medico di base perchè il dottor Andrea Serafini va in pensione.

Dottoressa, si profila una situazione in cui alla fine i pazienti di Serafini si dovranno dividere tra i medici restanti, tra Massa e Finale. Quindi, cosa vorrebbe dire ai suoi pazienti attuali e futuri?

Non cambia nulla dal punto di vista dell’assistenza che abbiano sede ufficiale a Finale rispetto a Massa visto che nei casi di non trasportabilità  l’assistenza domiciliare è garantita e le cose come medicazioni o vaccini comunque si fanno a Finale. Avere un ambulatorio per poche ore a Massa non avrebbe cambiato nulla nell’assistenza ai pazienti.
I massessi hanno bisogno piuttosto di un medico fisso a Massa. Io non posso esserlo perchè avendo vinto il bando a Finale avevo puntato a quello fin da subito. C’è un secondo bando per Massa, che è andato diversamente e non ha avuto risposta da nessuno.
E comunque sia con ambulatorio a Finale che con ambulatorio a Massa il “non ho la macchina” non è criterio per avere diritto all’assistenza domiciliare”

Qual è stata la sua accoglienza a Finale?

Io mi sono trovata bene con i colleghi, con i cittadini e col Comune ma non mi è piaciuto essermi trovata in questa situazione di fuoco dovuta più a problemi logistici di Comune e Ausl che per quel che riguardava me. Io ho attualmente sia pazienti di Finale che di Massa e vengono trattati nella stessa maniera, non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B.
A Finale, poi l’ambulatorio è in una struttura attrezzate dove si dà un servizio migliore. In qualsiasi momento c’è un medico che per una urgenza può ricevere ed è collegato con la cartella clinica dei pazienti di tutti. Con gli altri sei dottori abbiamo tre infermiere che ruotano, segretari che si alternano e ad esempio possono dare una ricetta anche fuori orario di ricevimento, due vigilantes per le entrate contingentate: ci sono tutele sia per noi che per i pazienti. L’altro giorno ho dovuto far fare dei raggi urgenti e li ho avuti al piano di sotto immediatamente, perchè sto in una struttura più grande.

Si aspetta qualche scusa?

No, servono a poco le scuse, mi basterebbe poter lavorare nella maniera corretta piuttosto che passare tempo a giustificarmi. La gente è stata illusa dal dottor Serafini che sicuramente avrei aperto a Massa e invece non è stato deciso nulla e non mi è piaciuta questa cosa.
Vorrei far capire alle persone che non è “colpa” mia il fatto che io non apra a Massa, perchè io ho preso la posizione di Finale.

Che situazione si aspetta?

Il disagio per i massesi ci sarà finchè non trovano medico a Massa, il loro bando è sempre aperto, O magari basterebbe un servizio di corriere che colleghi Massa a Finale spesso o negli orari dei medici. Insomma, io troverei soluzioni più che creare problemi.

 

 

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