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01 Agosto 2021- Aggiornato alle 02:41

Covid, in un anno prese in carico dalle aziende sanitarie modenesi quasi 100mila persone

Il 24 febbraio 2020 veniva registrato il primo caso di Covid-19 in provincia di Modena. Le Aziende sanitarie modenesi, al lavoro insieme sin dai primi giorni per fornire le prime risposte alla necessità di informare la popolazione sui rischi del contagio, hanno dovuto riorganizzare le proprie modalità di assistenza, arrivando a costruire nell’arco di questo anno un’articolata rete di servizi teritoriali e ospedalieri che, a livello diagnostico, assistenziale e di sorveglianza, è stata capace di assicurare la presa in carico oltre 43mila persone positive e oltre 56mila contatti stretti. Se il picco, nella prima ondata, ricorda l’Usl di Modena attraverso un comunicato stampa, è stato riscontrato il 29 marzo con 425 ricoveri, nella seconda ondata, il 23 novembre, è stato di 472. Un picco, quello del novembre 2020, che ha fatto raggiungere e superare la quota di 13mila nuovi casi positivi mensili. Poco più di un mese dopo, il 27 dicembre 2020 si è aperta la campagna per la vaccinazione anti-Covid 19, dando avvio a una nuova e altrettanto impegnativa fase della gestione della pandemia.

Il Covid ha comportato una mole di lavoro enorme, con un impatto rilevante sul sistema sanitario pubblico sia in termini economici che organizzativi. Ma ancora più rilevanti sono le perdite sul piano umano: in 12 mesi, sono decedute 1386 (al 22 febbraio 2021) persone positive al Covid. Rispetto ai valori di mortalità generale attesi, il numero di decessi osservati fa registrare un eccesso del 14,7% a livello provinciale.

In coincidenza con questa ricorrenza, le Aziende sanitarie colgono l’occasione per ribadire la vicinanza a tutte le persone che hanno perso i propri cari. Vicinanza che va anche a coloro che si trovano ricoverati e che a causa delle misure restrittive non possono avere il conforto della propria famiglia. Un particolare ringraziamento invece, è rivolto a tutti i professionisti sanitari, tecnici e amministrativi che continuano ad assicurare impegno, competenza, passione e sensibilità nei confronti dei pazienti, insieme a loro, i tanti volontari dell’associazionismo locale, che non ha mai fatto mancare il proprio supporto.

La sanità ha un nuovo e impegnativo fronte di attività: la campagna vaccinale che, accompagnata dal rigoroso rispetto delle misure di prevenzione, rappresenta la strada per uscire, insieme, da questa pandemia.

A seguire, l’Azienda Usl di Modena fornisce il consueto aggiornamento settimanale

Nell’ultima settimana il numero di nuovi casi è ritornato a crescere. Ciò è legato alla stabilizzazione della percentuale di positività e all’aumento del numero di persone esaminate. Per quanto riguarda le ospedalizzazioni, sembra essersi arrestato il calo del numero dei degenti giornalieri: si registrano valori costanti sia nei reparti per acuti che in quelli di terapia intensiva. In aumento anche il numero di persone positive in isolamento domiciliare, così come i contatti stretti in quarantena.

In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti covid positivi, sono attivi 217 posti. Aree dedicate al covid sono presenti anche negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di 124 posti, leggermente ridotti – rispetto ai 151 della scorsa settimana – in relazione alla diminuzione dei pazienti registrato nelle scorse settimane, per fare spazio all’attività no-covid. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.

Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure. Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia (quest’ultimo attualmente non utilizzato) per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale. A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale. Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

USCA (Unità speciali di continuità assistenziale): attualmente nell’Azienda USL di Modena sono state attivate 12 USCA*. Nell’ultimo periodo di rilevazione (8 – 14 febbraio 2021) hanno assistito 253 pazienti per un totale di 128 medici coinvolti.

*Dal 16 novembre è stata attivata l’Usca pediatrica su tutto il territorio provinciale attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Azienda Ospedaliero – Universitaria e Ausl di Modena con una integrazione tra i medici Usca e gli specializzandi in Pediatria, al fine di garantire un’assistenza ancor più qualificata ai bimbi covid + (o neonati da madre positiva) nella fascia 0-6 anni.

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi molecolari refertati da inizio epidemia sino all’8 febbraio (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti circa 484mila tamponi (dato al 17 febbraio). Il totale di positivi segnalati a livello regionale, al 22 febbraio (ultimo dato disponibile), per la provincia di Modena è di 42.963 (erano 40.120 lo scorso 8 febbraio).

Casi

Al 22 febbraio, in provincia di Modena erano accertati 4549 (erano 4213 l’8 febbraio, +8%) casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 4274 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 275 ricoverati.

Ricoveri totali

Al 22 febbraio erano 275 (erano 259 l’8 febbraio, +6,2%) i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU da report regionale risultavano ricoverati 191 pazienti covid positivi, 51 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo) e 33 all’Ospedale di Sassuolo Spa.

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 44 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena.

Persone in isolamento domiciliare

Al 22 febbraio (ultimo dato disponibile) erano in isolamento 7835 (erano 6505 l’8 febbraio, +20,4%) persone. In particolare:

–        4274 (erano 3954) persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 34 sono accolti presso l’hotel Tiby e 36 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera.

–        3561 (erano 2551) contatti stretti di casi accertati in isolamento.

Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 17 febbraio)

Al 17 febbraio sono stati eseguiti in totale 202.356 test sierologici di cui 11.366 con esito positivo.

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 17 febbraio sono state testate, almeno una volta, 130.128 persone; di queste, il 6,4% è risultato positivo. La percentuale di prima positività mensile ha mostrato valori alti nel periodo marzo-aprile 2020 (6,5%), successivamente si è ridotta fino ad un minimo registrato nel mese di settembre (1,7%) per poi iniziare a risalire fino ad un massimo dell’8,1% registrato nel mese di gennaio. Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.

Questi dati confermano quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come utilizzo di mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

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