Premi massimi assegnati ai vertici delle aziende sanitarie, Forza Italia chiede alla Giunta di chiarire i criteri di valutazione e gli obiettivi raggiunti
REGIONE - La Giunta dica quali siano, per ciascuna azienda sanitaria e per l’istituto ortopedico Rizzoli, gli obiettivi, gli indicatori, i target e i criteri di attribuzione dei punteggi utilizzati per la valutazione della performance 2025 e chiarisca quali obiettivi siano stati pienamente raggiunti e quali solo parzialmente. A chiederlo, con un’interrogazione, è il capogruppo di Forza Italia, Pietro Vignali.
Vignali richiama la delibera di giunta del 3 agosto, con la quale si riconosce ai vertici delle aziende sanitarie il compenso variabile collegato al raggiungimento degli obiettivi. “Le valutazioni assegnate risultano tutte particolarmente elevate e comprese tra l’87% e il 92%, senza alcuna valutazione insufficiente o significativamente negativa - spiega il consigliere -. Non vengono riportate schede analitiche con i singoli indicatori: dal provvedimento, pertanto, non è possibile comprendere quali risultati concreti abbiano giustificato tali valutazioni, né quali obiettivi siano stati eventualmente raggiunti solo in parte o non raggiunti”.
“Su tutto il territorio regionale, inoltre, persistono rilevanti criticità nell’accesso alle prestazioni sanitarie, con tempi di attesa spesso incompatibili con le necessità dei cittadini, difficoltà nella prenotazione di prime visite, esami diagnostici e ricoveri e conseguente ricorso alla sanità privata o rinuncia alle cure - prosegue Vignali -. Il riconoscimento di valutazioni prossime al massimo appare difficilmente conciliabile con la situazione concretamente vissuta dagli utenti”.
Da qui l’interrogazione alla Giunta alla quale si chiede “se non si ritenga necessario rivedere il sistema di valutazione, attribuendo un peso maggiore ai risultati concretamente percepiti dai cittadini, con particolare riferimento ai tempi di attesa, alla disponibilità delle agende, alla rinuncia alle cure, alla mobilità sanitaria e al ricorso obbligato alle prestazioni private”.
Chiarimenti li chiede anche Rosaria Tassinari, deputata e vice coordinatrice regionale vicaria di Forza Italia.
"Chi vive il territorio ogni giorno ha una percezione della sanità opposta a quella raccontata dalla Regione. Mentre la Giunta assegna premi di risultato e valutazioni eccellenti ai direttori generali, i cittadini si scontrano con liste d'attesa interminabili e servizi in affanno - dichiara Tassinari - .La valutazione del 91% assegnata al vertice dell'AUSL Romagna è soroprendente alla luce dei dati della Corte dei Conti, che certificano una gestione finanziaria in sofferenza. La relazione contabile evidenzia infatti 35,3 milioni di euro di disallineamenti sulla mobilità extraregionale, una riscossione dei ticket per i codici bianchi ferma al 36,5% e una spesa farmaceutica ospedaliera che supera ampiamente i tetti fissati.Tutto questo poi si verifica mentre i cittadini continuano a dover aspettare moltissimo tempo per avere le loro prestazioni, a causa di liste d'attesa molto lunghe.
Stride che la Regione celebri la propria gestione mentre, per coprire i disavanzi, aumenta la pressione fiscale su famiglie e imprese tramite l'addizionale Irpef e il bollo auto. La realtà è che molti romagnoli sono costretti a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure per i tempi di attesa incompatibili con le necessità dei pazienti.
Chiediamo trasparenza sulle schede analitiche di valutazione per capire quali obiettivi siano stati realmente raggiunti. Ma soprattutto vorremmo che venissero rimesse al centro della valurtazione i tempi di risposta e di efficenza delle prestazioni ai cittadini. La sanità deve essere valutata dal punto di vista del servizio reso, non attraverso criteri di autoreferenzialità politica", conclude Tassinari.
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