Due classi del liceo Morandi in visita al Cimitero comunale di Finale
"La visita ci ha permesso di conoscere e di incontrare grandi figure legate a Finale Emilia: lo scrittore Giuseppe Pederiali letto e apprezzato in tutto il mondo, il fotografo Gianbattista Magni, autore dei più famosi scatti di Finale Emilia ancora attraversata in centro dal fiume Panaro, l’onorevole Gregorio Agnini, che ha partecipato alla Secessione dell’Aventino del 1924 in opposizione al regime fascista dopo il delitto Matteotti, il patriota e scacchista Ignazio Calvi, a cui è intitolato l’Istituto Tecnico di Finale, il motociclista Libero Borsari, il Valentino Rossi degli anni ’50, morto a Mestre poco più che ventenne in seguito ad un incidente in moto, l’ingegner Gino Falzoni, progettista dell’acquedotto e dello stadio di Finale Emilia, ucciso all’indomani della Liberazione, numerosi Cavalieri di Vittorio Veneto nonché Ragazzi del ’99 come abbiamo visto dalle loro date di nascita, don Ettore e don Oscar recentemente scomparsi ma tutt’altro che dimenticati da quelli di noi che abitano a Finale.
Fermandoci presso le tombe di questi personaggi, ascoltando le loro storie, e riflettendo sulle loro vite, ci siamo sentiti partecipi di un’identità collettiva con valenza universale, che non riguarda solamente i cristiani, ma tutto il popolo che si sente parte di una comunità- continua la testimonianza dei giovani- Le tombe hanno una valenza monumentale: permettono a chi è ancora vivo di mantenere con chi non c’è più quella che Foscolo definisce «celeste corrispondenza d’amorosi sensi», ovvero l’affetto e il ricordo, con l’auspicio che sappiamo trarre dai più grandi del passato l’esempio per il presente e soprattutto per il futuro. L’importanza delle tombe consiste proprio nel non farci dimenticare il passato e ci permette di comprendere la dimensione individuale della morte, dal momento che alcuni di noi – così come i prof – si sono soffermati sulle tombe di familiari o amici, e quella collettiva così centrale e imprescindibile per Foscolo.
Ringraziamo di averci fatto da guide in questa visita tutt’altro che usuale il nostro professore di italiano, Luca Gherardi, che l’ha ideata, e il professore Giulio Borgatti che abbiamo avuto in prima e che è stato un piacere rivedere e riascoltare. Molte storie che ci sono state raccontate, non le conoscevamo: scoprire che anche a livello locale la storia ha lasciato le sue tracce è stato davvero interessante e ci ha fornito importanti spunti di riflessione di cui vogliamo fare tesoro".
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