Trasporto pubblico locale, Cisl: “Superare Seta, nasca un’azienda unica regionale”
MODENA- Un’azienda unica regionale che gestisca il trasporto pubblico locale su gomma, sul modello di Trenitalia Tper, la società formata da Trenitalia (70% di azioni) e Tper (30%) che si è aggiudicata la gara europea per gestire il trasporto ferroviario regionale per i prossimi 15 anni, rinnovabili fino a un massimo di 22 anni.
La proposta arriva dalla Fit Cisl Emilia-Romagna, per la quale questa scelta si è rivelata vincente sia in termini di servizi ai cittadini che di miglioramento delle condizioni economiche e normative dei circa 1.500 lavoratori, che erano dipendenti di diverse aziende. “Seta è nata quasi dieci anni fa, ma è tuttora gravata dai conflitti tra gli enti proprietari di tre province (Modena, Reggio Emilia e Piacenza) – afferma Maurizo Denitto, segretario del presidio territoriale di Modena della Fit Cisl Emilia-Romagna – Inoltre, nostro malgrado, in questi dieci anni non è stato possibile raggiungere un’armonizzazione contrattuale tra i lavoratori provenienti dalle vecchie aziende e, tanto meno, per i nuovi assunti. Di fatto si è creato un doppio regime salariale e normativo per i lavoratori. Per fortuna negli ultimi ultimi mesi siamo riusciti a concludere diversi accordi che, se non ci saranno intoppi e imprevisti, ci porteranno a breve alla chiusura della vertenza”. Denitto ricorda che Seta ha 1.040 dipendenti e gestisce circa 30 milioni di chilometri l’anno. Proprio in questi giorni in Regione sindacati, aziende ed enti proprietari stanno discutendo il nuovo patto per il trasporto pubblico locale 2022-2024. La Fit Cisl ritiene necessario dotarsi di uno strumento unico per la mobilità, in vista anche delle risorse che arriveranno dal Pnrr. “Noi – ribadisce Denitto - giudichiamo indispensabile rafforzare il concetto che sia solo la Regione il soggetto interlocutore e debba nascere una società unica per portare a compimento il progetto. Chiaramente ribadiamo che, in caso di cambio di azienda, deve essere garantito il passaggio a tutto il personale coinvolto e – conclude il segretario del presidio territoriale di Modena della Fit Cisl Emilia-Romagna – l’integrale applicazione degli accordi sindacali di primo e secondo livello”.
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