Priolo a Ravarino: “In Emilia-Romagna il sistema dell’acqua funziona. Il nemico non è l’Europa, ma l’incapacità di fare”
RAVARINO – “Ogni tanto fateci dire che in Emilia-Romagna siamo bravi”. L’assessora regionale Irene Priolo ha scelto parole nette, durante l’inaugurazione del depuratore potenziato di Sorgeaqua a Ravarino, per rivendicare il lavoro svolto sul fronte del servizio idrico integrato e degli investimenti PNRR.
L’opera inaugurata, finanziata con circa 3,5 milioni di euro di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è stata indicata come uno degli esempi concreti della capacità del territorio di progettare, realizzare e rendicontare interventi complessi nei tempi richiesti dall’Europa. Un risultato che, secondo Priolo, dimostra la tenuta del modello emiliano-romagnolo fondato sulla collaborazione tra Regione, Atersir, Comuni e società pubbliche locali.
“Il PNRR è stata una grandissima opportunità per il nostro Paese, ma prevedeva capacità, competenza, tempestività e volontà di fare i progetti”, ha ricordato l’assessora. Non tutti, ha aggiunto, sono riusciti a stare dentro questa sfida. A Ravarino, invece, “siamo di fronte a un’esperienza che ha detto: lo vogliamo fare e ce la faremo”.
Priolo ha sottolineato anche un elemento di particolare rilievo: l’Emilia-Romagna è, insieme alla Provincia autonoma di Trento, tra i territori che non hanno procedure di infrazione per le acque da depurazione. Un risultato non scontato, perché il mancato rispetto degli standard europei sulla qualità delle acque può portare a condanne e sanzioni.
Il nuovo depuratore di Ravarino, ha ricordato l’assessora, non è solo un’opera tecnica, ma un tassello delle politiche ambientali regionali. “I cittadini spesso non si rendono conto di cosa significhi gestire le politiche ambientali, perché non vedono che dietro ci sono impianti industriali”, ha detto. I depuratori, infatti, sono infrastrutture complesse: trattano acque reflue che poi rientrano nel ciclo ambientale e possono diventare una risorsa anche per l’agricoltura.
Priolo ha richiamato anche il tema dell’acqua pubblica e dell’uso responsabile della risorsa, invitando i cittadini a valorizzare l’acqua del rubinetto: “Non compratela l’acqua, non ce n’è bisogno. L’acqua che viene dal rubinetto di casa vostra è acqua buona, controllata”. Un invito legato anche alla riduzione della plastica e all’economia circolare.
L’assessora ha poi ricordato il lavoro amministrativo e tecnico necessario per portare a compimento gli interventi PNRR: progettazione, rendicontazione, controlli e procedure sulla piattaforma Regis hanno richiesto uno sforzo significativo. In questo percorso, ha evidenziato, è stato fondamentale il lavoro di squadra tra Regione Emilia-Romagna, Atersir e Sorgeaqua.
“Il risultato di oggi è frutto dello sforzo dei cittadini”, ha detto Priolo, ricordando che gli investimenti nel servizio idrico sono possibili anche grazie a un sistema regolato e a una programmazione costruita nel tempo. Un modello che, secondo l’assessora, rende l’Emilia-Romagna un riferimento anche per altri territori.
“Il nemico non è l’Europa”, ha concluso Priolo, “ma l’incapacità di fare quello che l’Europa ci richiede. Ma noi qua in Emilia-Romagna siamo capaci”.
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