Concordia, Federico Zambelli: “A Parigi ho un lavoro che mi gratifica molto ma il futuro resta aperto”
di Francesca Monari
Federico ha ventotto anni. Concordia l’ha visto nascere, crescere e poi partire. Zambelli si sta costruendo una bella carriera in campo istituzionale a Parigi. Dal 2020 lavora nello staff istituzionale amministrato dalla sindaca Anne Hidalgo e lo fa con un’energia e una determinazione che spera non lo abbandonino mai.
Diplomato con un eccellente voto al Liceo Linguistico, forte della conoscenza di cinque lingue, si è trasferito in Francia subito dopo la maturità. Da un piccolo paese di provincia all’audace metropoli parigina; audace quanto il suo desiderio di proseguire gli studi nella rinomata Università parigina della Sorbona.
Di fronte alla Sorbona e al Monastero di Cluny – spiega – c’è una lupa donata da Roma capitale, simbolo del legame tra le due città. ’Solo Parigi è degna di Roma e solo Roma è degna di Parigi’ è il noto detto di cui Federico è venuto a conoscenza frequentando quei luoghi.
Durante il conseguimento di ben due lauree magistrali Zambelli, prima di arrivare in Municipio e ricoprire l'attuale ruolo di capo di gabinetto dell’assessore all’Europa, alle Relazioni Internazionali e alla ‘Francofonia’, ha svolto diverse attività lavorative. Tra gli incontri con i personaggi politici che organizza per i suoi referenti, c’è stato anche quello tra la prima cittadina Hidalgo ed Enrico Letta.
Per due anni è stato membro del Consiglio della gioventù e riferisce che a Parigi si fanno cose davvero interessanti per le politiche giovanili. Tema che vista la giovane età, a lui sta particolarmente a cuore. Per Federico, seppur le gratificazioni ottenute fino a oggi lo abbiano premiato pienamente, il futuro rimane aperto. Non nega che non gli dispiacerebbe mettersi a disposizione del suo Paese in un ruolo analogo a quello che ricopre ora.
“Sarebbe bello dialogare con le autorità locali e perché no con il presidente dell’Emilia-Romagna, di ciò che sto imparando da questa esperienza estera” - dice. Per l’Istat, tre italiani su quattro che si trasferiscono all’estero hanno dai 25 ai 40 anni. Uno su tre ha almeno una laurea, molte le giovani donne. Oltre che a venire retribuiti dignitosamente pare vi sia anche un maggior riconoscimento della dignità e dei diritti della persona che lavora.
Federico ha ventotto anni. Concordia l’ha visto nascere, crescere e poi partire. Zambelli si sta costruendo una bella carriera in campo istituzionale a Parigi. Dal 2020 lavora nello staff istituzionale amministrato dalla sindaca Anne Hidalgo e lo fa con un’energia e una determinazione che spera non lo abbandonino mai.
Diplomato con un eccellente voto al Liceo Linguistico, forte della conoscenza di cinque lingue, si è trasferito in Francia subito dopo la maturità. Da un piccolo paese di provincia all’audace metropoli parigina; audace quanto il suo desiderio di proseguire gli studi nella rinomata Università parigina della Sorbona.
Di fronte alla Sorbona e al Monastero di Cluny – spiega – c’è una lupa donata da Roma capitale, simbolo del legame tra le due città. ’Solo Parigi è degna di Roma e solo Roma è degna di Parigi’ è il noto detto di cui Federico è venuto a conoscenza frequentando quei luoghi.
Durante il conseguimento di ben due lauree magistrali Zambelli, prima di arrivare in Municipio e ricoprire l'attuale ruolo di capo di gabinetto dell’assessore all’Europa, alle Relazioni Internazionali e alla ‘Francofonia’, ha svolto diverse attività lavorative. Tra gli incontri con i personaggi politici che organizza per i suoi referenti, c’è stato anche quello tra la prima cittadina Hidalgo ed Enrico Letta.
Per due anni è stato membro del Consiglio della gioventù e riferisce che a Parigi si fanno cose davvero interessanti per le politiche giovanili. Tema che vista la giovane età, a lui sta particolarmente a cuore. Per Federico, seppur le gratificazioni ottenute fino a oggi lo abbiano premiato pienamente, il futuro rimane aperto. Non nega che non gli dispiacerebbe mettersi a disposizione del suo Paese in un ruolo analogo a quello che ricopre ora.
“Sarebbe bello dialogare con le autorità locali e perché no con il presidente dell’Emilia-Romagna, di ciò che sto imparando da questa esperienza estera” - dice. Per l’Istat, tre italiani su quattro che si trasferiscono all’estero hanno dai 25 ai 40 anni. Uno su tre ha almeno una laurea, molte le giovani donne. Oltre che a venire retribuiti dignitosamente pare vi sia anche un maggior riconoscimento della dignità e dei diritti della persona che lavora.- Il presidente de Pascale firma lo stato di crisi dopo le due ondate di maltempo di metà luglio
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