Corso Ial prodotti tipici: la storia di Giulia, che porta i turisti a conoscere i segreti delle rezdore
Forse non diventeranno mai abili come le nostre nonne, ma di sicuro Adriano Barberi, italo-americano che vive nel South Carolina, e la famiglia Cappo, arrivata dal New Jersey, non dimenticheranno il loro soggiorno modenese. A far vivere loro un’esperienza unica attraverso il cibo è stato un accompagnatore turistico di Spilamberto. Giulia Tamarri, 41 anni, ha ideato un progetto per condurre i turisti stranieri alla scoperta dell’enogastronomia modenese e bolognese.
«Ho vissuto dieci anni all’estero, con la valigia sempre pronta, lavorando come libera professionista per agenzie turistiche che portavano i clienti ovunque in Italia, tranne che in Emilia-Romagna – racconta Tamarri - Rimasta senza lavoro a causa del Covid, ho frequentato diversi corsi di formazione. Quello che mi ha cambiato la vita è stato il corso per tecnico esperto delle tipicità enogastronomiche, gestito da Ial Scuola Alberghiera di Serramazzoni. Per me è stato come un master universitario, lo consiglio a tutti. Non sono diventata brava in cucina, ma ho imparato a guardare il cibo con occhi diversi e ho deciso di inventarmi un nuovo mestiere: guidare i turisti nei luoghi in cui vivo e proporre loro un viaggio tutto focalizzato sull’enogastronomia».
TRAVEL WITH REZDORA
Nasce così Travel with Rezdora, che accompagna i visitatori stranieri a conoscere non tanto i luoghi e aziende più celebri, ma i piccoli artigiani e produttori di Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Modena, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Lambrusco, Pignoletto, ciliegia Moretta, castagna di Zocca, patata di Montese, gnocco, crescentine, tortellino tradizionale di Castelfranco ecc.
«Ho conosciuto questi artigiani del cibo grazie al corso di Ial Scuola Alberghiera di Serramazzoni – continua Tamarri – Sono loro a raccontare il nostro territorio ai turisti stranieri e a far vivere loro un’esperienza unica. I miei clienti, circa 200 all’anno, sono persone singole, coppie o famiglie provenienti soprattutto da Stati Uniti e Australia».
Tamarri spiega che il nome Travel with Rezdora rimanda alle sue radici geografico-culturali e deve suggerire il valore dell’autenticità. Inoltre è ispirato a un ristorante di New York che si chiama Rezdora.
«Sarò sempre grata ai docenti dello Ial e alla coordinatrice della Scuola Alberghiera di Serra Silvia Gozzoli: hanno intuito le mie potenzialità e – conclude Giulia Tamarri – mi hanno mandato in stage a Slow Food, dove ho capito come sviluppare il mio progetto».
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