ITINERARI CURIOSI | Tra colline e collezioni rare: l’incanto di un giardino segreto
di Francesca Monari
Appena varcato l’ingresso, si ha la sensazione di entrare in un giardino “abitato”: non solo dalle piante, ma dalle storie che le accompagnano.
Siamo in provincia di Piacenza, nella località isolata e affascinante di Cappelluzzo, a 730 metri di altitudine, tra Tassara e Stadera, nel cuore della Val Tidone. Qui, facilmente raggiungibile sia dal versante piacentino (Nibbiano) che da quello pavese (Santa Maria della Versa), si trova il Giardino Botanico Caplez, un luogo che sembra uscito da un taccuino di viaggio più che da una mappa.
Qui la botanica diventa esperienza, osservazione e meraviglia. Il Caplez non è un parco ornamentale: è un giardino botanico privato, curato con la precisione di un erbario e la sensibilità di un collezionista.
In un’area di 15.000 mq si coltivano circa 1.800 specie e varietà provenienti da tutto il mondo.
Tra i vialetti si incontrano collezioni di piante aromatiche e officinali, ordinate come capitoli di un manuale antico; specie rare e varietà dimenticate, recuperate e coltivate con cura; angoli tematici che raccontano climi, ecosistemi, adattamenti; alberi monumentali in miniatura che sembrano usciti da un libro di botanica illustrato.
È un luogo che parla di studio, ma senza mai perdere la sua dimensione emotiva: qui la scienza non allontana, avvicina.
Da non perdere: le due collezioni speciali di Spiraea e Philadelphus, veri gioielli botanici, e l’accurato lavoro di conservazione e propagazione di piante endemiche e in via di estinzione, una delle anime più preziose del giardino.
Perché è un itinerario “curioso”? Perché il Caplez è un luogo che non si limita a essere bello: spiega, racconta, educa. Ogni pianta è un indizio, ogni etichetta un frammento di storia naturale. Eppure nulla è rigido: il percorso è libero, morbido, quasi domestico. Si ha l’impressione di essere ospiti in un luogo amato, non visitatori in un museo.
In primavera il giardino esplode di fioriture; d’estate diventa un rifugio ombroso; in autunno si accende di colori profondi. In ogni stagione cambia volto, ma non perde mai la sua anima contemplativa.Il Caplez è perfetto per chi vuole avvicinare i bambini alla botanica senza sovraccaricarli. Qui la curiosità è una bussola naturale: basta seguirla.
Il giardino è visitabile su prenotazione, con aperture stagionali e iniziative dedicate alla divulgazione botanica. Sul sito ufficiale sono indicati orari, modalità di accesso e attività speciali.
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