Mirandola, Federico Festanti: storia di una carriera oltre frontiera
di Francesca Monari
Federico Festanti voleva fare il calciatore ma oggi è un consulente Digital Quality in ambito farmaceutico e da due anni Zurigo è la sua casa.
Era già stato all’estero ma durante il Covid si era stancato di viaggiare tanto e aveva accettato un’offerta di lavoro da parte di un’azienda medollese. Era molto contento e riconoscente per l'opportunità ed era certo fosse definitiva, ma quando gli si è presentata l’occasione di espatriare nuovamente l’ha colta. “Mi piace stare in un ambiente internazionale e parlare ogni giorno diverse lingue. Sto studiando il tedesco ma parlo già lo spagnolo, l’inglese e il francese”- esordisce.
“La verità è che quando ho scelto che università frequentare ero ancora concentrato sul calcio. Ho studiato Ingegneria Gestionale a Bologna. Ho scelto una Facoltà che mi avrebbe dato più sbocchi lavorativi nel caso in cui non avessi potuto fare del calcio la mia professione” -dice.
La sua prima esperienza all'estero è stata un semestre di studi a Buenos Aires. Successivamente ha fatto un Erasmus a Lisbona. E poi, durante la sua prima esperienza lavorativa con una società di consulenza italiana, è stato 6 mesi a Zurigo, 8 mesi a Barcellona e 6 mesi a Madrid.
“Mi piace molto il mio lavoro, sono consulente nell'ambito Digital Quality per le aziende farmaceutiche e quest'anno sono stato promosso a un ruolo manageriale. La cosa che mi gratifica del lavoro che faccio è la possibilità di poter svolgere un ruolo tecnico, commerciale e operativo allo stesso tempo. Seguo un Team di 8 persone dal punto di vista operativo, svolgo il mio lavoro da consulente dal punto di vista tecnico e collaboro con la parte commerciale per espandere la nostra area di influenza e trovare nuovi progetti e opportunità. Mi appassiona lavorare con persone interessanti e appassionate dalle quali posso imparare qualcosa di nuovo ogni giorno” - racconta.
“A un giovane che vuole intraprendere un percorso simile consiglio di mantenere sempre attiva la curiosità, il desiderio di apprendere e di affrontare ogni difficoltà con l'obiettivo di superarla. Consiglio di abituarsi a pensare fuori dagli schemi e di credere in se stessi. E sicuramente di viaggiare tanto e non solo di accettare le altre culture ma di imparare da esse” -aggiunge.
Nel tempo libero Federico continua a giocare a calcio a livello dilettantistico, scia, nuota, passa del tempo con la sua fidanzata e mantiene un livello di vita sociale accettabile nonostante gli impegni.
Progetti futuri?
“Non ho un obiettivo a lungo termine. Voglio continuare a crescere a livello personale e lavorativo. Per qualche anno mi vedo ancora a Zurigo, poi si vedrà. Sono un amante dell'America Latina, la mia fidanzata è messicana e vedremo cosa ci riserva il futuro” - risponde.
In realtà studiare nel proprio Paese e andare a lavorare all’estero non succede solo in Italia e non è per tutti solo una ‘necessità’. Spesso è una libera scelta; un’opzione strategica per lo sviluppo della propria carriera professionale in un contesto internazionale. Inoltre saper parlare una o più lingue estere è un vantaggio da non sottovalutare.
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