Code alla farmacia ospedaliera del Santa Maria Bianca, l’Ausl: “Iper afflusso nelle prime due settimane dell’anno”
Attraverso una nota stampa, l'Ausl di Modena interviene spiegando la ragione dei lunghi tempi d'attesa alla farmacia ospedaliera del Santa Maria Bianca di Mirandola:
"In merito al servizio di distribuzione diretta dei farmaci interno all’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, si precisa che l’allungamento dei tempi d’attesa a cui si è assistito nei giorni scorsi è stato determinato da un iper afflusso straordinario di cittadini registrato nelle prime due settimane dell’anno.
La particolare concentrazione di utenti nel periodo post festivo, per quanto prevedibile e prevista, con l’attenzione posta al rinforzo dell’organico negli orari di maggior afflusso, ha superato ogni aspettativa: confrontando gli accessi delle prime due settimane del 2024 con quelli dello stesso periodo del 2023, si evidenziano infatti incrementi fino a oltre il 50%. In particolare, nella seconda settimana di gennaio di quest’anno (dall’8 al 13) sono state servite 1102 persone, mentre nella stessa settimana dello scorso anno (a parità di giorni lavorativi; dal 9 al 14 gennaio) erano state 720. Il picco giornaliero è stato registrato lunedì 8 gennaio 2024, con ben 234 accessi: in sostanza è stata servita una persona ogni due minuti.
Comprendendo i disagi ai cittadini per il protrarsi dell’attesa, l’Azienda USL coglie l’occasione per ringraziare i professionisti del Punto di distribuzione farmaci per il lavoro svolto quotidianamente con grande impegno e competenza, sia per quanto riguarda la distribuzione diretta sia per le altre attività svolte, come ad esempio la risposta alle richieste dei reparti.
Inoltre è opportuno sottolineare come l’Azienda stia mettendo in campo azioni, progetti e percorsi per evitare, laddove possibile, che il cittadino debba recarsi in ospedale per il ritiro del farmaco a fronte del piano terapeutico impostato dallo specialista. Come ad esempio il progetto dell’oncologia di prossimità attivato di recente alla Casa della Comunità di Finale Emilia, un nuovo modello organizzativo che consente ai cittadini di ricevere assistenza nei contesti di cura più vicini al loro domicilio, dando così concreta attuazione alla recente riorganizzazione della rete oncologica regionale. Una presa in carico globale, che si occupa di seguire il paziente passo per passo nel percorso di cura, garantendo alcuni servizi, come appunto la fornitura di farmaci orali, in una struttura più vicina al domicilio".
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