A Carpi il confronto tra giovani, istituzioni e associazioni sulla comunità locale
CARPI - Si è svolto mercoledì 17 giugno all’Auditorium Loria l’incontro conclusivo del progetto di ricerca “La comunità locale oggi: partecipazione giovanile e corpi intermedi a Carpi”, promosso con il supporto del Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari, delle ACLI, di SIAS e del settimanale Notizie, a cui va il sentito ringraziamento degli organizzatori per il supporto all’iniziativa. L’evento ha visto la presentazione dei risultati dello studio realizzato dai ricercatori Davide Santoriello, Pietro Paulo Spigato e Francesco Turchi, seguita da una tavola rotonda con mons. Erio Castellucci, Chiara Borellini e Sara Prandi, introdotta dagli interventi di Federico Covili e del sindaco Riccardo Righi.
I risultati della ricerca
Dopo l’introduzione di Federico Covili, presidente del Centro Ferrari e tra i promotori del progetto, i ricercatori hanno illustrato i principali risultati dell’indagine, condotta attraverso focus group che hanno coinvolto giovani impegnati nel volontariato e giovani imprenditori del territorio. L’obiettivo era comprendere lo stato di salute dei corpi intermedi locali, in particolare associazioni di volontariato, associazioni di categoria e sindacati, e il loro rapporto con le nuove generazioni. Dalla ricerca emerge una difficoltà diffusa nel coinvolgere nuovi partecipanti e nel rendere attrattiva la vita associativa. Nel caso delle associazioni di categoria prevale spesso una relazione di tipo pragmatico, legata ai servizi offerti più che a un reale senso di appartenenza. A questo si aggiungono criticità legate alla trasparenza dei processi decisionali e alla comunicazione, soprattutto nei canali digitali. Nel volontariato, invece, vengono riconosciuti il valore della crescita personale, della socialità e dell’impegno concreto, ma pesano la frammentazione delle realtà associative, la difficoltà di fare rete e soprattutto la mancanza di spazi fisici adeguati per svolgere attività continuative. Elemento comune ai diversi contesti è un diffuso senso di sfiducia e impotenza, alimentato dalla percezione di avere scarsa capacità di incidere sui problemi affrontati quotidianamente. Dai focus group sono emerse tre richieste principali: nuovi spazi di aggregazione flessibili e accessibili, una semplificazione burocratica nell’accesso a bandi e patrocini e la creazione di canali permanenti di ascolto e coprogettazione rivolti ai giovani.
La tavola rotonda
Aprendo il confronto, il sindaco Riccardo Righi ha sottolineato il paradosso di una società caratterizzata da strumenti di comunicazione sempre più avanzati ma segnata da una crescente solitudine. Ha quindi espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai ricercatori e per la capacità dell’iniziativa di trasformare l’analisi in proposte concrete per il territorio. Chiara Borellini ha invece evidenziato come le associazioni di categoria siano spesso percepite come semplici erogatrici di servizi, una visione che ne limita il ruolo nella costruzione di comunità e relazioni. Particolarmente significativo l’intervento di mons. Erio Castellucci, che ha richiamato il valore dei corpi intermedi a partire dal Vangelo: «Quando Gesù raduna i discepoli fa un lavoro di corpi intermedi. Non si accontenta di annunciare il Regno di Dio a tutti come individui. Non punta allo stato o ai centri di potere religiosi ed economici. Dà mandato di aiutarlo, a due a due, per predicare. Il suo metodo è quello dei corpi intermedi, valorizzando i gruppi primari». L’arcivescovo ha poi invitato a superare le logiche divisive che talvolta caratterizzano le organizzazioni: «Viviamo i corpi intermedi, gli aspetti associativi, i gruppi e le parrocchie come partiti. Già nella lettera ai Corinti di Paolo si parlava di divisione, ma Cristo non è diviso. Le aggregazioni, ad esempio nella chiesa, spesso si comportano come se dovessero combattere. Ma è più giusta un'azione che è quella delle membra. Ognuno è solo una parte e solo l'intero corpo possiede tutti i doni. Sono spunti che valgono per tutta la società». Anche Sara Prandi ha sottolineato la necessità di costruire percorsi condivisi tra le associazioni del territorio, investendo su relazioni, cura e comunicazione come strumenti fondamentali per coinvolgere le nuove generazioni. Le conclusioni sono state affidate a Gaetano De Vinco, presidente di SIAS, che ha richiamato l’importanza di ricostruire relazioni e spazi di confronto all’interno della comunità. Un messaggio che ha attraversato tutta la serata: il futuro dei corpi intermedi passa dalla capacità di fare rete, coinvolgere i giovani e creare nuove occasioni di partecipazione.
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