Processo Alice Neri. Le associazioni “rosa” contro Gaaloul: “Ha scambiato il tribunale per un teatro”
CONCORDIA- Si è svolta il 21 febbraio la seconda udienza del processo a carico di Mohamed Gaaloul: il trentenne tunisino accusato di omicidio volontario aggravato e distruzione di cadavere della mamma di Ravarino Alice Neri
Dopo 15 mesi di silenzio Gaaloul ha reso "spontanee dichiarazioni" ribadendo la sua innocenza ed estraneità a quanto successo: "Non avevo motivo di ucciderla- ha dichiarato- e questo processo lo dimostrerà".
"Fa sorridere amaramente che si sia sottolineato più volte che la dichiarazione che avrebbe reso Gaaloul sarebbe stata spontanea – affermano al Carlino Serena Ballista, presidentessa Udi e l’avvocata Sonia Lama, in rappresentanza del Coordinamento dell’Udi Modena- Niente viene lasciato all’improvvisazione, invece, secondo noi. Preso per mano dalla Corte, neanche avesse a che fare con un bambino e rassicurato e incoraggiato come farebbe un genitore con il figlio, Gaaloul ha detto la sua verità, sotto la furbesca regia del suo avvocato. Risultato: è apparso come un pulcino bagnato sotto la pioggia battente a invocare innocenza, verità ed estraneità ai fatti. Del resto il paternalismo ha bisogno dell’infantilizzazione per suonarci accettabile".
"E’ osceno sentirlo parlare con ossequio di Alice Neri: la chiama varie volte «signora Alice Neri» quando è accusato di averla uccisa a coltellate e di averne distrutto il cadavere. Ma certo, si dirà, lui ha il diritto di difendersi, anche mentendo".
L'udienza è stata rinviata all'8 maggio per l'inizio dell'istruttoria, con i primi testimoni.
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